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Halloween e le sue tradizioni

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Happy Halloween

Le tradizioni di Halloween

Su Halloween le opinioni sono molto discordanti. C’è chi la considera una festa come le altre e non ci vede nulla di diabolico. E chi invece la condanna totalmente, considerandola l’inizio della perdizione. Dopo aver letto alcuni commenti di persone che esponevano come la tradizione di Halloween e del “Dolcetto o Scherzetto” appartenesse anche alla tradizione italiana, ho cercato informazioni sul web.

Ed in effetti su Wikipedia vengono riassunte molte antiche tradizioni italiane che in qualche modo rimandano a questa festa, condannata dalla Chiesa. Ma allora perché condannarla così inesorabilmente? Andiamo alla scoperta di queste antiche tradizioni

In Sardegna si usano molti nomi per far riferimento a questa ricorrenza, come Su mortu mortu. In pratica si usa andare per le case a chiedere “di fare del bene per le anime dei morti“. Ed era tradizione, come ho letto su Facebook, di andare “di casa in casa con una sacca – in genere una federa – bussando alle porte e chiedendo a gran voce e si rientrava con tanti fichi secchi, mandorle, mele cotogne, mandarini, melagrane, uva passa e qualche volta le caramelle, in pratica le cose che una famiglia aveva in casa e che nessuno rifiutava di offrire“. 

In Sicilia si pensa invece che i defunti facciano visita ai loro parenti portando dei doni per i bambini. Ed in effetti queste tradizioni sono spesso legate ai defunti, che in questa notte tornerebbero sulla terra a visitare i parenti, oppure a chi vaga per le case per chiedere preghiere nei confronti di chi non c’è più.

Altre leggende italiane

Ancora più macabra è la leggenda che circola in un paese della provincia di Taranto, Massafra. Gli anziani del paese raccontano infatti che nella notte del 31 ottobre i morti escono dal cimitero e portano con sé le anime delle persone vive che incontrano sul loro cammino. Le anime del Purgatorio poi si recano nella Chiesa per celebrare una Messa. E se una persona viva entra in chiesa in quel momento, sarà portata via dalle anime.

In un paese della Calabria, Serra San Bruno, si usa intagliare le zucche per dargli la forma di teschi. Tradizione chiamata “Coccalu di muortu“. E poi i ragazzi girano per il paese con le zucche in mano, chiedendo un’offerta in denaro alle persone che incontrano in cambio della zucca/teschio.

In un paese della provincia di Foggia, Orsara di Puglia, la notte tra il 1° ed il 2 novembre è chiamata “Notte del fucacost“. Davanti ad ogni casa viene acceso un falò, che serve per illuminare la strada alle anime dei defunti.

Quindi in qualche modo il tema della morte torna in tutte queste antiche tradizioni. Sono tradizioni che fanno parte della nostra storia. E che, comunque, non intaccano il significato della festa di Ognissanti o della Commemorazione dei defunti.

Queste antiche tradizioni e credenze mi affascinano. Le trovo interessanti per comprendere come si sono sviluppate. In fondo anche nel paese dove è cresciuta mia mamma si diceva vivesse una strega…

Quindi per chi non la considera una ricorrenza satanica… Happy Halloween.

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