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Giorgio Bassani esce alla Maturità 2018

Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani
Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani

Giorgio Bassani

Tra le tracce della Prima Prova della Maturità 2018 c’è Giorgio Bassani. Con un testo tratto da “Il giardino dei Finzi-Contini“. Un libro che ho amato particolarmente. L’ho studiato ed approfondito all’Università, per l’esame della seconda annualità di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea. Un libro che continuo ad amare particolarmente. Visto anche che ho scelto il nome di Figlia Uno proprio da questo romanzo.

Sinceramente non ricordo se avevo studiato Bassani anche al Liceo l’ultimo anno. Forse era tra gli autori minori fatti velocemente. Di certo ho avuto modo di riscoprirlo dopo, durante l’Università, e di apprezzare le sue opere. Quindi non so se sarei stata contenta, se fosse capitato alla mia maturità. Ma adesso, da esterna, dico che una traccia su Bassani è semplicemente meravigliosa.

E comunque affronta tematiche molto importanti… la guerra, il fascismo, la deportazione degli ebrei, le persecuzioni razziali. Tematiche che possono essere ancora molto attuali. Finalmente una traccia bella da sviluppare. Quando ho fatto io la maturità, per il tema di analisi del testo uscì la figura di don Abbondio!

Il giardino dei Finzi-Contini

Il romanzo Il giardino dei Finzi-Contini fa parte del cosiddetto “Romanzo di Ferrara” di Bassani. E’ ambientato durante l’epoca fascista e poi quella delle leggi razziali. Si ispira alla vera storia di Silvio Magrini, presidente della comunità ebraica di Ferrara. La sua famiglia abitava in una grande villa con giardino. Ed è proprio il giardino in cui si svolgono molte azioni del romanzo. Magrini sarà poi portato nel campo di concentramento di Auschwitz e ucciso all’arrivo.

Il narratore della storia, che spesso viene identificato con lo stesso Bassani, ricorda il tragico destino della famiglia Finzi-Contini. Una famiglia dell’alta borghesia, che apparteneva alla comunità israelitica di Ferrara. La famiglia era composta dal professor Ermanno, sua moglie Olga, i figli Alberto e Micòl e l’anziana nonna Regina. E viveva in una grande villa, con un enorme giardino e un campo da tennis.

Alberto e Micòl vivono in una sorta di “isolamento sociale“. Il narratore, quasi coetaneo, inizia a frequentarli, dopo aver conosciuto per caso Micòl. Ed è sempre più affascinato dal modo di fare di Micòl, “personaggio simbolico che richiama gli archetipi mitici del viaggio iniziatico dall’adolescenza alla maturità“. Dopo l’emanazione delle leggi razziali, il giardino dei Finzi-Contini diventa un punto di ritrovo per i giovani esclusi dalle scuole pubbliche e dalle associazioni culturali e ricreative.

Ma non si potrà vivere per sempre in quel giardino…

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