Crea sito

Ernia discale, la mia operazione alla schiena

Operazione alla schiena
Operazione alla schiena

Operazione alla schiena

Alla fine ho dovuto subire una operazione alla schiena, per la mia ernia discale, che ha fatto grossi danni. Due anni fa ero riuscita a non operarmi, perché, anche se avevo un’ernia, quest’ultima non mi aveva causato deficit motori o neurologici. Quest’anno il deficit c’è stato (ed anche bello grosso) ed allora l’operazione è stata inevitabile.

Mi sono affidata al neurochirurgo Antonio Nardone di Nsa Neurochirurgia da cui ero stata anche due anni fa. Ed in meno di una settimana mi ha fissato l’intervento presso la Clinica Sanatrix, perché era importante intervenire in tempi brevi. L’ernia mi schiacciava il nervo ed era veramente fondamentale liberarlo prima possibile.

So che ci sono varie tecniche per togliere un’ernia del disco. In alcuni casi lo fanno anche in anestesia locale. Nel mio caso, visto che l’operazione non riguardava soltanto togliere l’ernia, è stata necessaria l’anestesia generale.

Dopo la visita, il neurochirurgo ha detto che avrei avuto bisogno di un’operazione, così composta: discectomia, laminectomia e artrodesi. Ovviamente tutti tra L4 ed L5, che era il punto in cui era posizionata la mia ernia. Paroloni che sinceramente non conoscevo, prima di sentirli dal neurochirurgo, ma che poi ho studiato in maniera approfondita per capire che cosa fossero.

Vediamole insieme…

La discectomia consiste nella rimozione di una porzione più o meno abbondante del disco intervertebrale danneggiato, dopo che è stata asportata l’ernia fuoriuscita da quel disco. Nel mio caso il disco è stato tolto completamente, visto che era molto danneggiato.

La laminectomia consiste nel togliere una lamina vertebrale, una piccola parte della vertebra, per ottenere un’apertura del canale spinale. Obiettivo di questa operazione è di ridurre i disturbi causati da una compressione eccessiva del midollo e/o dei nervi spinali. Compressione che, nel mio caso, era causata dall’enorme ernia fuoriuscita.

L’artrodesi è una conseguenza della discectomia, perché se si toglie il disco non si possono lasciare le vertebre senza un “cuscinetto” a distanziarle, altrimenti senza niente, se le vertebre si toccano, poi possono provocare dolore. L’artrodesi consiste infatti nell’unione di ossa del tratto lombare della colonna vertebrale per stabilizzarla e ridurre il dolore oppure deformità della colonna stessa. Questa unione può essere fatta con l’inserimento di impianti (viti, uncini, barre, placche) di metallo (acciaio o titanio) o non metallici. Nel mio caso, il neurochirurgo mi aveva spiegato che mi avrebbe messo un “cuscinetto” di titanio. Non so se abbia usato anche viti o barre, ma prima del prossimo controllo devo fare una Rx alla colonna lombo-sacrale e quindi si dovrebbero vedere!

Ovviamente io non ricordo nulla dell’operazione, perché ero addormentata. Non so nemmeno come mi hanno posizionata sul lettino operatorio, perché mi hanno addormentata che ero ancora sul lettino con cui mi hanno portata giù dalla mia camera. So solo che sul lettino operatorio c’erano dei grandi cuscini (probabilmente in posizione “genu-pettorale”, tipo la posizione del gattonamento… ma non ne ho la certezza!).

L’operazione comunque è andata bene. Tecnicamente riuscita. La classica operazione da manuale! Ora mi aspetta la fisioterapia per recuperare il piede… ma questa è un’altra storia.

Image by Alfred Derks from Pixabay

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.