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Dopo un lungo silenzio – Dylan Dog: un piccolo capolavoro di Tiziano Sclavi

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Dylan Dog – Dopo un lungo silenzio

Dopo un lungo silenzio, il nuovo capolavoro di Tiziano Sclavi

Dopo un lungo silenzio di Tiziano Sclavi: un nome, una garanzia. Leggo Dylan Dog da quando ero ragazzina. Lo comprava la mia vicina di casa e poi me lo prestava. Ora ho la collezione completa a casa (la faceva mio marito e l’ha portata qui dopo che ci siamo sposati). E continuiamo a leggerlo ancora oggi, ogni mese.

Negli ultimi tempi Dylan Dog è cambiato. Si è “svecchiato“. Un cambio di linea editoriale voluto per rendere un po’ più moderno questo personaggio, creato proprio da Tiziano Sclavi 30 anni fa. E così ora l’Ispettore Bloch è finalmente andato in pensione e Dylan Dog ha un cellulare (una diavoleria moderna di cui farebbe volentieri a meno ed infatti lo fa utilizzare principalmente a Groucho).

Da tempo le storie di Dylan Dog sono scritte da altre persone e non più da Tiziano Sclavi, che è comunque rimasto come supervisore e non ha abbandonato il suo personaggio. Ma adesso, per il trentennale di Dylan Dog, dopo 9 anni di assenza, Tiziano Sclavi è tornato a scrivere una nuova storia, che è stata pubblicata nel numero 362, uscito a fine ottobre: Dopo un lungo silenzio.

dylan dog retro
Dylan Dog Retro

Un numero assolutamente fantastico. L’ho letto tutto d’un fiato. Mi sono emozionata. Mi è piaciuto. Uno di quegli albi che potrei rileggere più e più volte, per gustarmi ogni singola pagina fino in fondo. Una di quelle storie che ti entra dentro e ti lascia qualcosa. Una di quelle storie che ti colpiscono. Una di quelle storie di cui non ne hai mai abbastanza e che vorresti non finissero mai.

Negli ultimi anni l’andamento delle storie è stato (per me) un po’ altalenante: alcune mi sono piaciute, altre le ho apprezzate un po’ di meno, alcune non le ho capite, altre mi hanno lasciato dei dubbi. Ma su questa nuova storia di Tiziano Sclavi non ho alcun dubbio: è meravigliosa. Una di quelle storie che ti fa pensare che Tiziano Sclavi dovrebbe scrivere più spesso, perché ha ancora molto da raccontare. E lo fa in un modo appassionante e coinvolgente.

Le particolarità di questo numero? Prima di tutto la copertina: è completamente bianca. Magari perché la storia all’interno dell’albo è perfetta così. Non ha bisogno di altre immagini o di una copertina accattivante per attirare i lettori. La seconda di copertina (lo spazio che in genere è riservato agli arretrati e alle novità) è bianca. Anche nel Dylan Dog Horror Club un’altra pagina bianca. Non c’è bisogno di una presentazione alla storia che sta per iniziare.

La trama? Preferisco non raccontarvela. Leggete l’albo e apprezzatela. Non ve ne pentirete. Troverete Dylan alle prese con un nuovo amore, un caso particolare e un vecchio problema. Una storia fantastica, che non dimenticherete.

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