Come organizzare la comunione ai tempi della pandemia

Organizzare la Comunione
Organizzare la Comunione

Organizzare la comunione

Come organizzare la comunione se c’è una pandemia in corso? Quando Figlia Uno ha iniziato il catechismo, non immaginavo che organizzare la comunione sarebbe stato così. Perché due anni fa non immaginavamo nemmeno lontanamente che sarebbe arrivata una pandemia a stravolgere completamente le nostre vite. E quindi anche l’idea di festeggiare la comunione diventa veramente complicata.

Lo scorso anno le comunioni, che solitamente si svolgono nel mese di maggio, sono state rinviate e poi recuperate tra la fine di agosto e la metà di settembre, quando la situazione era tornata ad essere tranquilla. Poi con l’autunno e l’inverno, la situazione è di nuovo peggiorata. E quindi mi sono ritrovata ad immaginare questa comunione, che nella teoria era a maggio, ma senza sapere poi come sarebbe stata la situazione, se la cerimonia ci sarebbe stata e se avremmo potuto fare una piccola festicciola.

Due anni fa, quando è iniziato il catechismo, non immaginavo che sarebbe finita così. Il primo anno di catechismo si è concluso all’inizio di marzo. Poi c’è stato il lockdown e non è stato fatto più nulla. Il secondo anno è ricominciato ad ottobre normalmente, ma anche qui è durata poco. Forse un paio di incontri dal vivo e poi sono iniziati gli incontri su Zoom. Catechismo a distanza, che sicuramente non è la stessa cosa. Si pensava in primavera di ricominciare dal vivo, nel mese di marzo… ma alla fine la paura ed i timori hanno spinto per continuare gli incontri online.

E l’unico incontro fatto dal vivo è stato quello per il ritiro e le prove della comunione il giorno prima (oltre all’incontro per la prima confessione un paio di mesi prima… anche questo sarebbe dovuto essere il primo anno di catechismo ma è stato rimandato).

Fino all’ultimo siamo stati col pensiero di non sapere se sarebbe stato possibile festeggiare la comunione, almeno con qualcuno. E organizzare la comunione così non è molto semplice. Fino a fine aprile eravamo in zona arancione e quindi i ristoranti erano chiusi (potevano fare solo asporto, ma non avere clienti). La comunione era all’inizio di maggio… che fare?

Siamo partiti dal presupposto che la cerimonia l’avremmo comunque fatta. C’era qualche mamma che avrebbe preferito rinviare tutto a tempi migliori. Ma io sinceramente no. Visto che quest’anno le cerimonie in Chiesa non sono state vietate, io ero assolutamente favorevole a farla. Poi se non si poteva festeggiare, andando a pranzo o facendo qualsiasi altra cosa, l’avremmo rimandato. Non mi importava rimandarlo.

Partendo da questo presupposto ho iniziato a organizzare tutto il resto. Biglietti di invito, sacchettini e bomboniere, vestito e ristorante.

Siamo partiti da bomboniere e sacchettini (comprensivi di bigliettino con la data della comunione e confetti). Ho più o meno fatto un conto di quelli che ci sarebbero serviti (bomboniere per parenti o amici più stretti che sarebbero venuti alla cerimonia) e sacchettini per i compagni di classe e le maestre e per altri amici o parenti che non sarebbero venuti alla cerimonia. Qui il primo dilemma: fare una bomboniera tradizionale o qualcosa di più originale? Abbiamo optato per qualcosa di originale e naturale: così ho contattato 2 aziende che fanno bomboniere e sacchettini con le piante ed alla fine abbiamo scelto Voglia di Bonsai. Calcolate che bisogna ordinarle con qualche mese di anticipo, se anche voi volete fare la stessa cosa.

Per i biglietti di invito, ho deciso di scriverli a mano. Mi piaceva l’idea di qualcosa che fosse unico. Così ho acquistato su Amazon dei cartoncini, comprensivi di busta e di un fiorellino decorativo. Vi lascio il link di questi cartoncini augurali, perché ci sono piaciuti tanto e l’effetto finale è stato veramente ottimo. Per scrivere l’invito ho utilizzato delle penne glitter colorate.

Mi sarebbe piaciuto fare una confettata al ricevimento (che comunque ancora non sapevo se saremmo riusciti a farlo), ma in questo periodo non si poteva pensare di far mettere un tavolo con confetti di vario sapore, in modo che ognuno potesse andare a prepararsi il suo sacchettino. E così anche per questo abbiamo fatto la confettata fai da te, già pronta. Ho comprato dei sacchettini colorati in organza che si chiudono con un nastrino (questo il link per acquistarli) e li ho riempiti con confetti di vari gusti (presi sul sito ufficiale di Maxtris) e sul nastrino ho messo un bigliettino con la scritta “Grazie” (ecco il link se vi possono servire), che poi mia figlia ha firmato uno per uno. In questo modo ogni invitato avrebbe avuto il suo sacchettino di confetti.

Per quanto riguarda il vestito della festeggiata, la parrocchia ha scelto di non far indossare il saio ai bambini, perché a causa della pandemia avremmo dovuto acquistarlo (alla modica cifra di 50 €) e non potevamo restituirlo (solitamente si affittava per quel giorno e poi si riportava in parrocchia pulito). Quindi, a meno che tutti i partecipanti dello stesso giorno di Comunione avessero voluto comprare il saio, la parrocchia ha optato per far andare ognuno con il proprio vestito. Ovviamente dando alcune indicazioni, per evitare di trovarsi davanti delle “mini spose”. A noi è stato detto che il vestito doveva essere di colore bianco o color panna, a maniche corte (o se smanicato con un coprispalle), cercando di rimanere sulla semplicità. Avendo la nonna sarta, abbiamo comprato la stoffa alla Casa del Tessuto e la nonna lo ha cucito seguendo le indicazioni e le preferenze della festeggiata.

E poi c’è il discorso ristorante. Come dicevo prima, non sapevo se saremmo potuti andare al ristorante. Qualche invitato mi aveva anche espresso alcune perplessità su un ristorante al chiuso. Perplessità che comunque avevo anch’io. Alla fine abbiamo deciso di restare in zona e non allontanarci andando alla ricerca di un ristorante super elegante con mega giardino o una villa (anche perché molti chiedevano un affitto della sala per avere l’esclusiva e comunque parecchi consigliavano di fare il pranzo al chiuso e spostarsi fuori solo in alcuni momenti… ovviamente se si poteva stare al chiuso). Così abbiamo optato per un ristorante vicino la parrocchia, Hostaria Romana Enrico, anche perché la cerimonia sarebbe finita verso le 13. Ci siamo messi d’accordo su tutto (torta compresa, che sarebbe stata fatta fare da una pasticceria della zona, Monaco), consapevoli del fatto che la situazione sarebbe potuta cambiare da un giorno all’altro e il pranzo sarebbe potuto saltare, ma in tal caso lo avremmo recuperato in un’altra data. Avevamo fatto un pranzo di Natale con la classe di Figlia Uno in questo ristorante e ci eravamo trovati bene.

Per evitare assembramenti, abbiamo anche pattuito di fare tavoli di 4 persone, senza mescolare gli invitati. Ognuno quindi sarebbe andato col suo nucleo familiare. E pensando ai bambini, che potevano annoiarsi, ho preparato per ogni piccolo una bustina (anche queste comprate su Amazon) con un quadernino (ecco il link dei mini block notes), dei colori (ecco il link delle mini matite colorate), un temperino (ecco il link dei temperini) ed all’interno della busta ho messo anche ai bambini un sacchettino di confetti.

Insomma, alla fine abbiamo pensato a tutto. Non come l’avevamo immaginato, ma siamo comunque riusciti a trovare il modo di rendere questo giorno speciale. Ovviamente fino al giorno prima siamo rimasti col pensiero e il timore di qualche quarantena improvvisa o di qualche nuovo decreto governativo che ci avrebbe fatto saltare tutto, ma alla fine invece non è successo niente. La cerimonia si è svolta in parrocchia in maniera impeccabile, con tutti i dovuti distanziamenti ed un numero massimo di persone per ogni bambino (ma alla fine visto che c’eravamo solo noi delle comunioni sono riusciti a entrare tutti, perché la parrocchia è molto grande). Siamo riusciti anche a fare il pranzo ed è andato tutto bene.

E, cosa più importante, la festeggiata è rimasta contenta di tutto ed è stata molto felice di questa giornata. E questa è la cosa che mi importava di più.

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