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Come evitare la congestione nei bambini: i consigli dell’esperto

Bambina al mare: come evitare la congestione
Bambina al mare: come evitare la congestione

Come evitare la congestione

In questi giorni aumentano i consigli su come comportarsi con i bambini al mare. Quanto tempo (e in che orari) portarli in spiaggia, come esporli al sole, cosa fare dopo mangiato e soprattutto come evitare le congestioni. Devo dire che ho letto consigli anche molto diversi tra loro.

Ricordo che da piccola mia mamma mi faceva aspettare almeno 3 ore dopo aver mangiato prima di darmi il permesso di fare il bagno. Così se avevamo casa vicino al mare, tornavano a casa per pranzo e poi aspettavamo qualche ora prima di tornare in spiaggia. Se invece andavamo al mare avanti e indietro dalla città, stavamo ore in spiaggia dopo pranzo senza poterci bagnare.

In linea di massima gli esperti consigliano sempre di aspettare un po’ prima di farsi il bagno dopo aver mangiato. Poi dipende anche da cosa e da quanto si mangia. Anche se ieri leggevo l’intervista ad un pediatra, che afferma che non ci siano vere e proprie motivazioni che impediscono di fare il bagno dopo mangiato. E si dovrebbero solo seguire alcuni accorgimenti, come, prima di tutto, evitare “pranzi pantagruelici“, quindi se si fa un pasto leggero si può anche bagnarsi dopo pranzo; e poi di entrare in acqua gradualmente e non tuffarsi, soprattutto se si è accaldati.

La regola del buon senso

Poi c’è chi invece consiglia di affidarsi alla “regola del buon senso” e quindi aspettare da un minimo di un’ora ad un massimo di 3 ore in base a quello che si è mangiato prima di fare il bagno al mare. Se si mangia un piatto di pasta, basterebbero 2 ore, mentre se si mangia carne o formaggi, allora meglio aspettare 3 ore.

E poi ci sono i preziosi consigli dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Raffaele Edo Papa, pediatra del Bambino Gesù nella sede di Palidoro, ha infatti parlato di come evitare la congestione nei bambini in questo periodo. Pare che la congestione sia uno dei rischi maggiori a cui vanno incontro i bambini d’estate, perché troppo spesso si tuffano in acqua dopo aver mangiato tanto.

La congestione

Il dottore parte prima di tutto spiegando cosa è la congestione:

La parola “congestione” deriva dal latino e significa letteralmente “accumulo”. Nel caso specifico fa riferimento all’accumulo di sangue nell’apparato gastrointestinale durante il processo digestivo che inizia 20-30 minuti dopo il pasto e può durare anche diverse ore. Durante questa fase il sangue fluisce in gran quantità nello stomaco e nell’intestino comportando un incremento della temperatura corporea. Se ci si sottoponesse ad un improvviso abbassamento di temperatura, immergendosi per esempio nell’acqua fredda del mare o di una piscina, la vaso-costrizione impedirebbe al sangue di defluire dall’intestino, provocando un blocco digestivo e uno shock per l’intero organismo.

Spiega poi i sintomi della congestione:

I sintomi più comuni sono un’improvvisa debolezza, capogiri, annebbiamento della vista, cefalea e dolori addominali, vomito e diarrea. In casi più gravi e rari, la difficoltà da parte del cuore nel pompare il sangue può generare uno scompenso e la perdita di sensi. Per questo, se si decide di fare una nuotata in fase digestiva, esiste il rischio concreto di svenire in acqua a affogare.

Cosa fare in caso di congestione

Spiega come comportarsi in caso di congestione:

I consigli sono quelli validi anche per gli adulti. Far stendere il soggetto in un luogo ventilato e asciutto, coprendogli l’addome per ripristinare la temperatura corporea evitando di surriscaldarlo. Più che il freddo in sé, infatti, è lo sbalzo termico a provocare lo shock nell’organismo. Per lo stesso motivo non vanno somministrate bevande calde ma liquidi a temperatura ambiente. Se i sintomi non regrediscono nel giro di pochi minuti, è consigliabile chiamare il 118.

E per finire ecco i consigli per evitare la congestione:

Innanzitutto bisogna evitare di immergersi nell’acqua fredda durante la fase digestiva, che può durare dalle 2 alle 4/5 ore, a seconda di cosa si è mangiato. D’estate, specie se si è in spiaggia, il consiglio è quello di consumare un pasto leggero, a base di frutta e verdura per ridurre notevolmente il carico di lavoro per l’organismo. Dato che è lo sbalzo termico la principale causa della congestione bisogna evitare l’assunzione di bibite ghiacciate o bollenti, ambienti eccessivamente climatizzati e sforzi eccessivi e improvvisi, come ad esempio una partita di calcetto in spiaggia subito dopo il pasto.

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