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Catechismo per la Comunione: emozioni da mamma

Catechismo per la Comunione
Catechismo per la Comunione

Catechismo per la Comunione

E’ arrivato il momento per Figlia Uno di iniziare il catechismo per la Comunione. Ammetto di aver un rapporto molto altalenante con la religione. Ci sono stati periodo in cui ho frequentato assiduamente la mia parrocchia. Ed altri in cui invece mi ci sono allontanata. E anche adesso continuo così. Vado a periodi. Ho battezzato entrambe le mie bimbe, perché volevo farlo e non per semplice tradizione. Ma ultimamente mi sono allontanata parecchio dalla mia parrocchia e non posso dire di essere una buona frequentatrice.

Figlia Uno ha raggiunto l’età in cui iniziare il catechismo. L’ho lasciata libera di scegliere. Non penso che debba essere obbligatorio per lei dover andare a catechismo per fare la Comunione. Non voglio fargliela vivere come un obbligo o come qualcosa che è costretta a fare, anche se non vorrebbe. E così ne abbiamo parlato. E ha deciso di provare. Molte sue amiche anche inizieranno il Catechismo. Ed anche molti suoi amici, anche se in una parrocchia diversa.

Diciamo che quello che mi ha spinta principalmente a proporglielo è stato anche il fatto che nella mia parrocchia da settembre c’è un nuovo parroco. Un “ragazzo” praticamente mio coetaneo (ha solo un anno più di me). Lo conosco perché fino a qualche anno fa già era nella mia parrocchia, come vice parroco. Poi circa 5 anni fa lo avevano spostato in un’altra parrocchia della nostra città. Ed ora lo hanno rimandato da noi, affidandogli il compito di guidare la nostra parrocchia. Quando l’ho saputo che sarebbe tornato come parroco, ne sono stata veramente felice. Perché mi è sempre piaciuto come persona. E’ una persona dolce ed ha sempre coinvolto molto i giovani in tante attività. Penso che la parrocchia, con lui, possa migliorare. E quindi spero che questa esperienza per mia figlia possa essere una bella esperienza, anche grazie a lui.

Ma in questi primi incontri che ha già fatto ho avuto anche modo di conoscere l’altro prete, che si occupa dei gruppi di catechesi. E devo dire che mi ha fatto una buona impressione, perché si mette alla stessa altezza dei bambini. Durante l’omelia li coinvolge, facendo domande, ma senza insistere e aspetta che siano i bambini ad alzare la mano per rispondere alle sue domande. Inoltre non fa l’omelia da lontano, ma scende proprio tra i bambini. E si mette a spiegare bene il concetto di cui sta parlando, utilizzando termini adatti anche ai più piccoli.

Quindi per ora abbiamo iniziato questo percorso… vediamo come proseguirà. Spero che possa essere per lei una bella esperienza, da ricordare.

Image by Robert Cheaib from Pixabay

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