RecicliAmo #stopsingleuseplastic

Finalmente è legge! Il Consiglio Ue ha dato il via libera formale alla direttiva che vieta dal 2021 oggetti in plastica monouso come piatti, posate, aste per i palloncini, bastoncini cotonati e cannucce, le nuove regole «sono un grande primo passo per voltare pagina», ha detto Greenpeace Europa. Le grandi aziende come il Mc Donald hanno già iniziato la loro campagna minimizzando l’uso delle cannucce apponendo nei ristoranti questo cartello:

Per inquinamento causato dalla plastica si intende la dispersione e l’accumulo di prodotti plastici nell’ambiente, soprattutto spiagge e parchi, causando problemi all’habitat di fauna e flora selvatica. Tale tipo di inquinamento interessa l’aria, il suolo, i fiumi, i laghi, gli oceani e l’uomo.
L’importanza e la rilevanza di questo tipo di inquinamento derivano dalla economicità della plastica e dalla sua alta durabilità nel tempo e quindi alla produzione di grandissimi quantitativi della stessa per i più svariati usi.

Che effetti ci sono sulla terra?
– Aumento del gas serra

Le plastiche rilasciano sostanze chimiche nocive al terreno circostante, che penetrano in profondità raggiungendo falde acquifere. I danni sono molto seri per le specie viventi che assumono questa acqua inquinata. Le aree utilizzate come discarica sono costantemente colmate da rifiuti di tipo plastico. In queste zone ci sono molti microrganismi che accelerano la degradazione biologica delle plastiche. Per quel che riguarda le plastiche biodegradabili, non appena vengono gettate, il metano, pericoloso gas serra che contribuisce significativamente al riscaldamento globale, viene rilasciato. Alcune discariche stanno prendendo l’iniziativa di installare dispositivi per la cattura del metano, che potrebbe essere utilizzato per produrre energia, ma la maggior parte degli stabilimenti non li ha ancora.

Quali danni causa la plastica alle specie viventi, soprattutto in mare?

Nello stomaco di alcuni animali marini, soprattutto nei grandi mammiferi come balene o cetacei sono letali. Nella tartaruga marina, sono stati trovati pezzi di plastica, che ne hanno causato la morte. Quando questo succede, la morte degli animali è generalmente causata dalla fame, poiché questi materiali bloccano il loro tratto digestivo. Talvolta, invece, i mammiferi marini rimangano intrappolati in prodotti di plastica, come se fossero reti, rischiando di rimanere uccisi. Quando un animale si impiglia, infatti, la sua capacità di movimento è gravemente ridotta, rendendo quindi molto difficile trovare cibo. Se la morte non sopravviene, spesso tra le conseguenze ci sono gravi lacerazioni e ulcere. In tutto sono circa 260 le specie, tra cui invertebrati, che sono state danneggiate dall’inquinamento causato dalla plastica. Pensate che soltanto i gabbiani nel Mare del Nord hanno una media di trenta pezzi di plastica nel loro stomaco.

La plastica è tossica per l’uomo?

La plastica è diventato il materiale più usato al mondo, superando di gran lunga legno, cemento e pietra e l’acqua in bottiglie di plastica è un business da migliaia di miliardi di euro. Quello che spesso non viene detto sull’acqua minerale, però, è che le bottiglie di plastica sono altamente inquinanti dato che solo una piccola quantità (circa il 10%) viene effettivamente riciclata ed anche il riciclo non è un processo ecologico dato che richiede sempre l’impiego di sostanza chimiche e quindi la creazione di scarti che verranno dispersi nell’ambiente, spesso contro le norme in vigore sulla gestione di questo tipo di scorie. E non viene neppure detto che non di rado l’acqua in bottiglia viene corrotta e alterata dagli elementi che vengono lentamente rilasciati dalla plastica durante i periodi di stoccaggio. Sono in pochi infatti a saperlo, ma l’involucro in PET che avvolge ciò che beviamo tutti i giorni rilascia, nel lungo periodo, una lunga serie di sostanze cancerogene e tossiche, problema reso ancor più grave dal sistema attuale di diffusione che prevede il deposito delle bottiglie all’interno di magazzini per periodo di tempo anche superiori all’anno. Secondo alcuni esperti gli effetti del BPA sull’uomo sono più o meno gli stessi di quelli degli Ftalati, due elementi presenti nella plastica, quindi si va dall’infertilità ai problemi a fegato e polmoni e, sebbene ancora non sia stato vietato il suo utilizzo per la produzione di bottiglie di plastica, dal 2011 questa sostanza è stata bandita da biberon e ciucci perché confermata dannosa per i bambini.

Cosa possiamo fare noi per il pianeta?

L’unica soluzione possibile al problema diventa dunque minimizzare il consumo di plastica, evitando sprechi quando possibile e riutilizzando prodotti come sacchetti e imballaggi. Da qui parte la mia rubrica dove con piccoli video tutorial vi spiegherò come reciclare e diminuire il consumo di plastica, sarà divertente vedere insieme ai vostri bambini dare una nuova vita ad un oggetto che disperso nell’ambiente sarebbe dannoso. Siete pronti a salvare il pianeta? #stopsingleuseplastic