Crea sito

Daniela Crea

Se alcune – le più intellettuali – sono rimaste folgorate da una frase contenuta in un libro (che poi si deve vedere se hanno avuto il coraggio di leggerlo tutto!) è stato un film sicuramente a segnatre indelebilmente la mia vita care amiche. Era il 2001, ero single, dopo una storia assurda, e al cinema appare lei: sfigata, rotondetta, alcolizzata con discrezione, imbranata nei momenti decisivi, insomma la mia eroina! Memorabile la scena in cui deve decidere se indossare un perizoma o un paio di mutandoni contenitivi, alla fine sceglierà quelli pensando all’impossibilità di un dopocena e alla necessità di contenere le sue forme fasciate in un tubino nero. Credo che nessun personaggio femminile al cinema rappresenti meglio di Bridget Jones la donna comune, quella non figa, non particolarmente colta ma soprattutto poco sicura di sé e impacciata. Dopo aver conquistato oserei dire miracolosamente il super bello Hugh Grant, finirà con un uomo timido e di poche parole. Eppure, l’insicurezza sembra non colpire soltanto le donne non perfette se alcune star ritenute in forma smagliante con un corpo scolpito da ore e ore di palestra, ricorrono ai mutandoni contenitivi quando devono indossare dei vestiti particolarmente aderenti. L’ultima in ordine di tempo beccata dall’obiettivo indiscreto dei paparazzi è Jennifer Lopez. La diva, durante la cerimonia di consegna dei diplomi ai suoi figli, indossava un bellissimo abito Gucci, con gonna a portafogli. Ma, ahimè, la giornata era particolarmente arieggiata, ed è rimasta vittima di una folata di vento che ha rivelato il suo piccolo segreto, ossia lo Spanx.


Nel suo reality show quella sfacciata di Kim Kardashian ha ammesso senza girarci intorno, di non poter uscire di casa senza indossare lo Spanx, ad esempio le guaine o pantaloncini modellanti contenitivi ecc… Kim ha ammesso di indossarne anche due insieme! Diciamo che la divetta Famous for being famous (in italiano “famoso per essere famoso), non è nuova a queste sparate, durante il suo show fece vedere come riusciva ad avere un seno super alto con vestiti scollatissimi, il segreto consisteva nell’incerottare il seno con lo scotch (non oso immaginare quale trucco usi per il suo famoso sederone!). Se non conoscete la storia di questa donna, entrata a soli 41 anni, nella classifica dei miliardari stilata da Forbes, ve la sintetizzo. L’idea le viene, come spesso accade, nel tentativo di risolvere un problema di vita quotidiana. Ha 25 anni all’epoca del racconto e, per andare a una festa, vuole indossare un paio di pantaloni bianchi, con addosso i collant, per modellare il sedere e coprire gli slip, riconoscibili sotto i pantaloni bianchi.

Ma siamo in Florida, dove le temperature sono torride, quindi prende un paio di forbici e taglia la parte finale dei collant. Ovviamente l’indumento va migliorato, perché durante la festa le si sono arrotolati lungo le gambe. Nonostante l’idea ancora le frulli in testa, continua a svolgere il suo lavoro di venditrice di fax in modo da racimolare soldi da utilizzare per la sua impresa, continua la ricerca del materiale più adatto, alla fine con 5 mila dollari riesce a produrre il suo abbigliamento intimo. Se siete curiose vi consiglio di fare un giro su Zalando dove troverete il modello adatto a voi con una cifra tutto sommato contenuta. Magari (con questo intimo che onestamente sembra quasi una tortura medievale) potrete indossare finalmente quel vestito leggero e aderente che vi piace tanto senza la preoccupazione di eventuali rotolini, e sarete premiate dopo questo supplizio come Bridget con un…… fantastico dopocena.

 

Articolo a cura di Daniela Crea fashion blogger di vita da mamma versione special 

 

È stato prorogato fino al 2021 il bonus mamma domani, ovvero 800 euro richiedibili dal settimo mese di gravidanza fino al primo anno di vita del nascituro.
Questi soldi sono stati stanziati per provvedere a tutte le spese che una mamma deve affrontare prima del parto dal corredino al trio, pannolini e quant’altro. Vi riporto di seguito alcune nozioni più importanti ma per maggiori informazioni collegatevi al sito inps.

(Fonte inps)

Il premio non concorre alla formazione del reddito complessivo di cui all’articolo 8 del Testo Unico delle imposte sui redditi.

QUANDO FARE DOMANDA

La domanda deve essere presentata dopo il compimento del settimo mese di gravidanza e comunque, improrogabilmente entro un anno dal verificarsi dell’evento (nascita, adozione o affidamento).

Per i soli eventi verificatisi dal 1° gennaio 2017 al 4 maggio 2017, data di rilascio della procedura telematizzata di acquisizione, il termine di un anno per la presentazione della domanda online decorre dal 4 maggio.

COME FARE DOMANDA

La domanda deve essere presentata all’INPS tramite una delle seguenti modalità:

  • servizi telematici accessibili direttamente dalla richiedente tramite PIN, attraverso il portale dell’Istituto;
  • Contact Center (numero 803 164, gratuito da rete fissa, oppure 06 164 164 da rete mobile);
  • enti di patronato, tramite i servizi telematici offerti dagli stessi.

Se si sceglie di inviare la domanda online attraverso il servizio dedicato è possibile scaricare dal menu il manuale utente che descrive le funzionalità disponibili e la guida l’utente nella compilazione della domanda.

Per tutte le altre informazioni collegati al sito inps 

Ghiaccioli di frutta fatti in casa.

 

Oggi vi propongo una fresca alternativa per consumare frutta in modo sano, senza coloranti e robacce chimiche. I ghiaccioli fatti in casa sono semplici da preparare e si possono mescolare davvero tantissimo gusti: fragole, mele, arance ma anche verdure, che ne dite di un bel ghiacciolo drenante? Impossibile? Naaa, vi propongo qui di seguito alcune ricette per creare in casa gelati gustosi da consumare insieme ai vostri bambini e mantenere la linea.

Io ho utilizzato questi stampi presi in un negozio di casalinghi, hanno la base fatta a conca per evitare imbrattamenti e sgocciolamenti in casa, in più di lato c’è una cannuccia dalla quale bere il succo che cola al suo interno, ogni stampo contiene circa 60 ml di liquido.
Se non volete acquistare gli stampi va benissimo un bicchierino di plastica (quelli da caffè) potete chiuderlo con della carta stagnola e aggiungere lo stecco di legno al centro.

Il procedimento è sempre lo stesso, se avete una centrifuga come me è meglio ma va benissimo anche il frullatore, l’unico accorgimento è quello di filtrare sempre con un colino in caso nel composto rimangano grumi. Quindi centrifugare tutti gli ingredienti, aggiungere lo zucchero o la variante sotto proposta e versare negli stampi. In freezer almeno 6 ore e gustare.

 

  • Ghiaccioli fragole (4 stampi)

200 gr fragole
100 gr acqua
1/2 succo di limone
50 gr zucchero
(Se preferite la versione light potete aggiungere 10 goccie di stevia)

 

  • Ghiaccioli limone (4 stampi)

150 gr Succo di limone
100 gr acqua
80 gr zucchero

 

  • Ghiaccioli all’arancia (4 stampi)

150 gr succo d’arancia
100 gr qcqua
50 gr zucchero

 

E adesso cosa ne dite di un bel ghiacciolo drenante per noi mamme?

5 fette di ananas
1 finocchio
2 cetrioli
(Ovviamente senza zucchero)


Una volta preso il ritmo potete dare sfogo alla vostra fantasia e gusto mixando la frutta che preferite magari aggiungendo pezzetti di frutta al suo interno, ghiaccioli moda con una bella spremuta di pompelmo rosa senza zucchero, curcuma, anice e menta… Consumate sempre la frutta di stagione, nel caso in cui vogliate aggiungere anche pezzetti di buccia grattata (come nel caso di limone o arancia) ricordate di utilizzare prodotti biologici e di sciacquare accuratamente gli alimenti.
I ghiaccioli si possono conservare nel freezer fino a due settimane… Ma vi assicuro che non dureranno così tanto.

Pinda Kida è una giovane stilista, originaria del Mali nata in Francia ma cresciuta a Roma.

Una ragazza forte e determinata, dalle radici salde nella sua terra d’origine, oggi conosciutissima stilista con la sclerosi multipla – Mi è stata diagnosticata quando avevo solo 25 anni – racconta Pinda – la malattia è entrata nella mia vita con prepotenza, senza chiedere il permesso ma ho deciso di non farmi distruggere da questa signora maledetta ma la affronto giorno dopo giorno. Tra le sue creazioni ci sono abiti meravigliosi che echeggiano un inno al colore, la leggerezza e musicalità contro ogni discriminazione.

Porta l’Africa con tutta la sua allegra vivacità, sfumature femminili di pregio, eleganza, un tramonto infinito che mostra cultura, mixando passato, presente e futuro.

Una donna al fianco delle donne, una donna che difende l’integrità, la moralità delle altre donne; una saggezza legata al popolo con fili dorati, gli stessi che utilizza per le cuciture dei suoi abiti così poetici.

Ciao Pinda raccontaci da dove nasce questa tua passione per la moda?

La passione per la moda nasce, dalla mia
mamma mia musa ,da bambina la osservavo mentre
portava quei bellissimi abiti ,colorati ,vistosi. Lei li
indossava benissimo ,sono cresciuta con la curiosità e con la voglia un domani di realizzare vestiti così belli.
Uso tessuti provenienti dall’Africa, accostandoli a
tessuti occidentali, cerco di sprimere la mia creatività
attraverso la moda.

Ti è stata diagnosticata la sclerosi multipla da diversi anni e sei giovanissima, come hai vissuto quel momento?

La mia diagnosi…qualche tempo fa la
mia vita cambiava radicalmente. Sclerosi multipla é stata una macchia , una di quelle macchie difficili da pulire ,ma poi il peggio è passato, ho cercato di vedere oltre , certo quella macchia c’è ,ma bisogna andare avanti e anche se ci devi convivere non bisogna lasciarla vincere. Non è stato facile ,ho dovuto ricominciare ma questa volta avevo la consapevolezza e il desiderio di vivere ogni giorno al massimo delle mie potenzialità.

Cosa ti senti di dire ai giovani che come te affrontano questa malattia?

la vita…nonostante tutto la mia vita va
avanti , cerco di sorridere ,di amare e circondarmi di tutte quelle cose belle che mi offre ogni giorno, cerco di vederle, di andare libera grazie alle mie sfilate , infatti é nato un nuovo progetto. Si tratta del fotolibro ‘Una farfalla di nome Pinda’ realizzato da me e la fotografa Adriana Miani , in questo libro c’è la testimonianza diretta di come affronto quotidianamente la sclerosi multipla, infatti sto facendo varie presentazioni su Roma e nella mia pagina: Pinda Kida per Aism troverete tutte le info sulle sfilate e sulla presentazioni del libro.

 

E prossimamente sarà qui:

C’è poesia ovunque, anche nelle sue splendide parole, un abbraccio Pinda e grazie per la tua freschezza e positività dalla redazione di Vita da mamma versione special ♡

Aiutiamo l’osteopatia al riconoscimento #mistannoacuore

L’osteopatia è una medicina, non è stregoneria

Nasce ad Ancona il primo progetto dopo l’approvazione nel consiglio regionale marchigiano del 16 aprile 2019 che consente alle aziende sanitarie di introdurre sperimentazioni osteopatiche in ambito ospedaliero. Già a inizio anno era stato inaugurato l’ambulatorio per condurre uno studio di ricerca sugli effetti benefici del trattamento osteopatico nel post-operatorio.
Nonostante i risultati positivi ottenuti ancora oggi il comitato genitori bambini cardiopatici è costretto a lottare per ottenere le cure necessarie per i propri bambini.

“Il Comitato Genitori Bambini Cardiopatici Torrette chiede di poter contare sull’osteopatia e trova ostacoli. Sosteniamo la speranza di 150 famiglie, non lasciamo soli i bambini!”.

Questo e altri centinaia di appelli partono dagli osteopati della Regione Marche al fianco dei genitori.

La dottoressa Paola Giosuè aggiunge “Il Ministero deve riconoscere l’osteopatia come professione sanitaria velocemente sono 30 anni che aspettiamo. La Regione Marche ha permesso all’osteopatia di entrare nel reparto di cardiologia per bambini dell’ospedale di Ancona ma il Ministero ha impugnato la cosa e impedisce le visite all’interno dello stesso! Aiutate l’osteopatia al riconoscimento!”
#mistannoacuore

 

Condividi anche tu con hastag #mistannoacuore è importante!

Daniela Crea

 

Non so se anche per voi care lettrici questa piccola rubrica sia un appuntamento dove condividere idee beauty, chiacchiere leggere e tanta ironia, un gineceo dove sorridere sugli incidenti dell’ultimo minuto (brufolo malefico spuntato sul viso), oppure scoprire le novità sul trucco e parrucco e/o provare tecniche strane per rilassarsi.

Come ogni pettegola che si rispetti ho seguito e letto con entusiasmo tutto ciò che riguardava il Trooping The Colour. Se non sapete di cosa diavolo stia parlando perché appartenete alla schiera di quelle (poche a dire il vero) donne che non seguono le vicende della casa reale inglese, ebbene sedetevi e vergognatevi, vi siete perse una saga che fa impallidire Game of Thrones! Cercherò di essere breve, partirò dalla Regina Elisabetta II, nata il 21 aprile 1926, 93 anni. Basti ricordare che ha accolto in Inghilterra ben 12 Presidenti americani da Truman nel 1951, quando era ancora una principessa, fino a Trump nel 2018 (e 2019).

Il  Trooping the Colour appunto è l’evento dell’anno nel Regno Unito: un’enorme parata per festeggiare il compleanno della Regina Elisabetta II, sul trono dal 1952. Ogni anno, per tradizione dal 1748, il secondo sabato di giugno Londra si anima per la sua Regina. “Cabbage” (cavolo) Elisabetta, così affettuosamente chiamata da Filippo suo marito da 70 anni (e poi ci lamentiamo dei nostri mariti), ha avuto 4 figli sorvolerò sugli altri 3 per concentrarmi sull’erede al trono Carlo, padre di due figlioli belli ed educati sposati e con prole.

Ecco ora arriva il più bello, le cognate sembra si stiano leggermente antipatiche. Diverse per carattere e stile, Kate sempre perfetta ma forse un po’insicura, Meghan americana e quasi sfrontata, non sopporta le regole, infrange il cerimoniale di corte, viene rimproverata dal marito. Direte voi, ma questo cosa c’azzecca? Semplicemente le due fanciulle seguono la moda, conoscono bene i trucchi per apparire al meglio, e sfoggiano le acconciature del momento. Non a caso entrambe hanno utilizzato sotto il cappello d’ordinanza un adorabile chignon. Portato basso sulla nuca per lasciare spazio al cappellino blu navy firmato Noelle Stewart da Meghan, invece raccolto a treccia e voluminoso per Kate.

Che sia basso, a cipolla, circondato da una treccia o spettinato, lo chignon è l’acconciatura casual dell’anno. Il raccolto più amato di sempre è infatti simbolo per eccellenza di versatilità e di uno stile casual chic sempre alla moda e, anche quest’anno, torna nelle sue versioni mini e maxi, da sfoggiare a lavoro, durante un aperitivo o una gita fuori porta!

Le acconciature estate 2019 riscoprono la semplicità di raccolti come appunto lo chignon, la treccia e la coda bassa. Le acconciature vogliono il viso pulito con la fronte scoperta, i capelli vanno tirati indietro con piccoli torchon senza badare alla precisione! Si predilige il raccolto morbido per un look destrutturato dall’effetto semi spettinato.


Lo chignon basso rimane piccolo, privo di volume aggiunto. I capelli vengono arrotolati senza fermane l’estremità. Questo stile è perfetto per i capelli scalati che vengono trattenuti da forcine a U. La fine della coda rimane volutamente libera ad accompagnare le piccole ciocche sfuggenti.
Bandane e foulard sono gli accessori più glamour da usare: fermano i raccolti, nascondono la chioma, fissano o decorano i raccolti. Foulard nei toni neutri del sabbia, della pietra e del rosa antico svelano chignon bassi sul retro. Bella anche l’idea vista sulle passerelle: avvolgere un foulard griffato ad “impacchettare” il nodo dello chignon, oppure, come fermaglio della coda Gli accessori per capelli sono tornati in auge tra ferretti e barrette di strass ad impreziosire sia i capelli mezzi raccolti, i tagli corti e le acconciature.


Non conosco care amiche la vostra bravura nell’acconciare i capelli, vi consoli però la piccola confessione fatta dalla super perfetta Kate, duchessa of Cambridge, durante la sua recente visita nella contea di Cumbria con il marito William, ha rivelato che quella stessa mattina avrebbe provato a fare le trecce alla sua secondogenita, la principessa Charlotte, e di non esserci riuscita.

 

Articolo a cura di Daniela Crea fashion blogger di vita da mamma versione special

CERTI INSEGNANTI DANNO I VOTI TIRANDO IL DADO DA 1O – dice Davide.

10 in inglese! A lui che è convinto che “l’anglofonia non è una lingua ma una malattia“. 7 in motoria quando si rifiuta categoricamente di fare producendo qualche ricerchina giusto per il voto.

Un po’ come quando le maestre ti mandano a casa il biglietto per la festa della mamma, fatto da loro dicendoti che è opera di tuo figlio, fatta con tanto amore.

Con la gravante che certificare competenze che non ci sono crea un danno.
Fortuna che si tratta di una 4a superiore. Se uscisse con un voto così si correrebbe il rischio di lasciar credere a chi visiona il tuo curriculum che tu sia capace.

La storia: Lui rifiuta di lavorare. Docente di sostegno e mamma si accordano. Argomento: Parla (in inglese) di un film che hai visto.
Alla duecentesima richiesta D. mi invia audio whatsapp con la critica al film SHAZAM. Per avere una mini trama ho dovuto farmela perché non gli sembrava giusto fare spoiler. Neppure un mini trailer.
A seguito di mille preghiere ha correlato le slide con immagini.
Stampato e presentato non è stata richiesta l’esposizione.
Quindi cosa è stato valutato? Le forme grammaticali inglesi ad opera del docente di sostegno.

Quelle italiane: voto alla mamma.

La presentazione: comunicazione direi d’obbligo per chi fa il perito grafico. Competenze di comunicazione e digitali non sono la competenza di comunicazione in L2.

Se mi era parso assurdo il voto allora ancor più mi pare il fatto che questo unico lavoro del quadrimestre diventi il voto in pagella. Va anche a sminuire tutti gli 8 ed i 9 presi con le sue forze nella altre materie.
Anche agli occhi dei compagni. Il voto più alto della classe in lingua inglese.

Ma si lamenta? Forse i colleghi hanno voluto premiare D. per impegno costanza volontà e altro. Penso che dobbiamo solo ringraziarli per le attenzioni nei suoi confronti

VORREI, VORREI CHE SI FINISSE DI TRATTARE I DISABILI TROPPO MALE O TROPPO BENE

All’esame di licenza media a tutti viene chiesto l’argomento di geografia ed alla ragazzina “dove vai in vacanza?” tanto per darle la licenza. Vi ringraziamo per aver insegnato tanto. Ora è un’educatrice bravissima. Tiene conto dell’esperienza.

8 in motoria ad un bambino in sedia a rotelle al terzo anno della primaria che non ha mai seguito una lezione e le insegnanti giustificano col fatto che un voto diverso avrebbe guastato la pagella.

Ci consultiamo tra mamme e si sceglie di dirgli che è per gli enormi successi che ha avuto riuscendo a tenere la forchetta, a versare dalla bottiglia, a chiamare l’ascensore.

Sono storie italiane. Sono storie di un’Italia che deve adeguarsi a piani di inclusione e certificati delle competenze ma non vuole. Di una scuola che oppone resistenza a tutto ciò che li porta lontano dal vecchio seminato dicendo che stiamo facendo una scuola all’acqua di rose.

A cura di Paola Trivulzio docente di religione, mamma special per due e tutor Delacato.

Un classico della cucina italiana, decisamente adorato dai bambini è il polpettone; in realtà dovrei fare un corso su “come fotografare un polpettone cotto” perché credetemi, fare un servizio fotografico al polpettone così buono, profumato, invitante senza divorarlo prima è una vera faticaccia!

Esistono diverse varianti io oggi vi propongo un ripieno di stracchino e patate…

 

~~~~~~~~~~ingredienti~~~~~~~~~~

500 gr macinato misto
5 patate
1 uovo
2 cucchiai di parmigiano
100 gr di stracchino
Sale e pepe q.b.

 

~~~~~~~~~~procedimento~~~~~~~~

Lavorare insieme il macinato con l’uovo, il parmigiano e un pò di sale e pepe.


Stendete sulla carta forno formando un rettangolo e cospargete con lo stracchino.
Nel frattempo lessate e pelate le patate schiacciandole per bene.


Aggiungete sale e pepe (non occorre altro parmigiano) e adagiate sopra lo formando l’ultimo strato.


Arrotolare aiutandovi con la carta forno e se volete dare un pò di croccantezza potete spolverare con una manciata di pane grattato.


In forno statico per 40° minuti a 180°

 

Il caldo è finalmente arrivato e come non aspettarsi subito le colonnine in impennata sul rosso dei 30° 😵😵😵 e devo ammettere che quest’anno non vedevo l’ora! Forse perché i ragazzi sono più grandi e tra compiti per le vacanze e giochi all’aperto riescono a darmi una tregua, insomma non hanno più l’età del “non toccare, stai attento, non salire sui mobili…” l’indipendenza dei 7 e 8 anni li rende complici, tanto pigri e per le piccole cose, quelle che interessano a loro ovviamente, indipendenti.
Certo questo non vuol dire che il caldo non sia complice di nervosismi o cali improvvisi di energie d’altronde i nostri bambini sudano anche solo nel parlare figuriamoci con temperature bollenti, quindi prestate sempre molta attenzione alla giusta idratazione corporea, soprattutto neonati e bambini piccoli in quanto più facilmente esposti alla disidratazione.

Che cos’è la disidratazione?
Diminuzione dell’Acqua corporea, solitamente associata a una diminuzione di altre sostanze presenti nel sangue e nelle secrezioni, chiamate elettroliti.

Bilancio idrico, quanto bere?
Nelle prime età della vita il ricambio idrico è molto più attivo rispetto a quello di un adulto, per bilancio idrico si intende il cambio tra liquidi introdotti (acqua, bevande, parte acquosa degli alimenti) liquidi eliminati (sudorazione, feci, urine, lacrime, respirazione) in un neonato questo ricambio è pari al 20% del suo peso corporeo perché il bambino piccolo ha una superficie corporea relativamente maggiore rispetto alla massa e necessità di una quantità di acqua più abbondante per il proprio fabbisogno idrico. Per questo motivo la presenza di disturbi che possono limitare l’assunzione di liquidi o che ne aumentino le perdite (come vomito, diarrea, febbre o iperidtosi) possono indurre disidratazione molto facilmente nel bambino piccolo.

IL FABBISOGNO IDRICO AUMENTA CON L’AUMENTARE DELLA TEMPERATURA.

Quali sono i sintomi della disidratazione?
LIEVE —–> nervosismo, aumento della frequenza cardiaca, affanno durante la respirazione, diminuzione delle urine, letargia e irritabilità.
GRAVE —–> perdita di peso del 10%, stato di shock, pelle fredda e cianotica, frequenza cardiaca elevata, polso debole, sonnolenza.

La cura.
Nella disidratazione lieve, moderata, se non presente il vomito, può essere sufficiente far bere al bambino soluzioni costituite da acqua, zuccheri e sali minerali. Nel caso di allattamento al seno il bambino può continuare l’alimentazione al seno e aggiungere (tra una poppata e l’altra) qualche cucchiaino di soluzione reidratante.
Nel caso di disidratazione grave è necessario il ricovero in ospedale per sottoporre il bambino ad una reiterazione continua per via endovenosa.

Daniele Crea

Non so voi care amiche, ma se esistessero le Olimpiadi del Rimuginio sicuramente arriverei prima. Del resto l’Enciclopedia Treccani dà un ‘ottima definizione del Rimuginare: agitare nella mente o nel cuore, pensare molto e a lungo sopra una cosa, quasi rivolgendola in tutti i versi. Esattamente cosa avviene nella mia testolina, ogniqualvolta mi succede qualcosa che reputo ingiusto ma al quale non riesco ad opporre la giusta reazione e che, in parole povere, consisterebbe nel tramutarsi in una iena e rispondere per le rime. Puntualmente ci penso, ci ripenso, sulla macchina al ritorno dal lavoro rivivo la scena e mi vengono in mente le parole giuste sottolineate dal sarcasmo unito al tono sprezzante, dopo però! Ma la cosa più assurda avviene quando non penso ad un avvenimento recente, ma a fatti accaduti al liceo, all’università, con il primo fidanzato ecc… In un’era in cui va molto il metodo Marie Kondo con cui ci si libera di vecchie cose per fare spazio al presente e al futuro sembra assurdo non applicare questa tecnica del decluttering liberatorio anche alla mente.

Eppure è dannatamente più facile liberarsi di un vecchio divano che dire addio alle idee ossessive. Capire come mai siamo continuamente sommersi da pensieri negativi ci aiuta a spezzare un meccanismo mentale molto tenace, che deriva secondo la scienza da quando eravamo uomini primitivi e, quindi, possibili prede per le bestie feroci e soggetti a calamità naturali improvvise. Vivere in uno stato d’allerta ci ha consentito di sopravvivere e prosperare. Purtroppo, però, questo stato di costante tensione fa sì che ci si arrovelli continuamente su preoccupazioni legate al passato o al futuro, con conseguenze inevitabilmente negative per il nostro benessere. Perché anche se non ce ne rendiamo conto aumentano adrenalina, dopamina e cortisolo, sostanze che, se rimangono a lungo nell’organismo, hanno conseguenze negative sull’umore e sulla capacità di concentrazione, oltre a indebolire il funzionamento del sistema immunitario. Stiamo sperimentando l’overthinking, il pensarci troppo, il rimuginare, quello che gli specialisti chiamano pensiero ruminativo. Girando un po’ su internet ho trovato un blog davvero interessante. Andrea Giuliodori un ingegnere, nato e cresciuto tra le ridenti colline marchigiane e che oggi vive e lavora a Londra. Appassionato di Crescita Personale da ormai 15 anni, stanco delle balle di alcuni para-guru, ha deciso di raccontare a modo suo il miglioramento personale e di farlo proprio attraverso un blog: EfficaceMente.
Egli propone tre strategie per smettere di rimuginare:

1. Sostituisci i “Perché”

Quando i nostri “perché” sono rivolti al futuro e ai nostri obiettivi generano in noi motivazione, ma se sono rivolti al passato e ai nostri problemi generano in noi frustrazione. Ogni volta che senti arrivare uno di questi inutili “perché”, prova a ripetere nel silenzio della tua mente questo pensiero di Marco Aurelio, filosofo stoico, scrittore ed imperatore romano:
“Niente capita a nessuno, che questi non sia per natura in grado di reggere.”
Marco Aurelio.

2. Utilizza un “albero dei guai”

L’albero dei guai è uno dei metodi più efficaci per imparare a lasciarsi alle spalle problemi e preoccupazioni che non dovrebbero intossicare la nostra vita. Se avete una pianta fuori dalla porta di casa o se c’è un cespuglio, quando rincasate la sera fate questo esercizio: toccate le punte delle foglie oppure i rami e fingete di attaccarvi a una a una le vostre preoccupazioni. Non appena avrete attaccato ogni vostro guaio, vi sentirete più leggeri. L’indomani, uscendo, toccate di nuovo i rami e riprendetevi ogni vostro pensiero. L’esercizio sembra sciocco, lo ammetto, ok sembra anche da psicopatici, pensate se i vostri vicini vi vedessero la sera avvicinarvi al cespuglio condominiale e mimare il gesto di appendere qualcosa, tipo le palline sull’albero di Natale! Però così potreste riuscire a lasciare fuori dalla porta tutte le preoccupazioni, e magari alcune già si sono dissolte col buio della notte.

3. Rifugiati nel tuo “monastero”

Immagina che nascosto tra le pieghe della tua mente ci sia un luogo sacro, un monastero. Ogni volta che lo desideri potrai rifugiarti nel tuo monastero e lasciare fuori tutto quel vociare petulante che intasa i tuoi pensieri. Un consiglio: per rendere questa visualizzazione efficace, ritagliati ogni giorno qualche minuto ed immagina nei minimi dettagli di avvicinarti a questo monastero e di entrare nella “stanza del silenzio” dedicata a te e a te soltanto. Dopo queste strategie crederete sicuramente che io abbia bevuto, oppure che abbia bisogno di una bella vacanza!

Sperimentare non costa nulla care lettrici, al massimo rifugiandoci nel nostro monastero, troveremo finalmente le tende adatte allo studio, avvicinandoci ai cespugli apprezzeremo di più il giardinaggio, infine citando Marco Aurelio alla pizzata di fine anno faremo una magnifica figura!

 

 

Articolo a cura di Daniela Crea fashion blogger di vita da mamma versione special