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Ero sul divano con i ragazzi mentre fuori il caldo infuocava ogni cosa compresa la voglia di fare lavoretti, giochi o quant’altro, un pomeriggio da cartoni animati e ventilatore.
Su Rai yo-yo la sigla “la famiglia volpitassi“:
– un cartone nuovo?
– si finalmente!
– famiglia volpitassi?
– si mamma volpe e papà tasso!
Non lo vedevo sicuro nelle risposte ma il caldo attanagliava la gola e si sudava anche da fermi, quindi senza aggiungere altro mi limitai a guardare la puntata.

Volpitassi

Famiglia volpitassi
La serie animata de La famiglia Volpitassi (The Fox-Badger Family) va in onda dal 4 aprile 2019 alle ore 11.00, 15.40 e 21.15 su Rai Yoyo. Prodotta da Dargaud Media, Ellipsanime Productions e Philm CGI il cartone animato realizzato in grafica 3d con texture 2d acquarellate, si basa sul fumetto francese per bambini “Monsieur Blaireau e Madame Renarde” di Brigitte Luciani e Eve Tharlet tradotto in 17 lingue.

I protagonisti sono Scouty e Woodsy, giovani gemelli di tasso che vivono con il loro padre e la loro sorellina, Berry, in una tana nel bosco.
La loro vita è molto tranquilla fino a quando la signora Margaret Volpe e sua figlia Rosie si trasferiscono da loro. La vivace signora Volpe riporta gioia nella vita del Sig. Tasso, ma per i bambini significa dover accettare la nuova sorella. Alla fine, imparano ad andare d’accordo… Tutto è bene, quel che finisce bene e uniti formeranno l’inseparabile famiglia Volpitassi!
Famiglia allargata dunque, infatti la serie animata affronta uno dei temi più importanti di questo millennio “famiglia mista” cercando di portare a ragionare sull’accettazione delle differenze degli altri e nel riuscire a trovare la propria strada, per la costruzione della propria personalità. Purtroppo, dati alla mano, più del 50% dei matrimoni falliscono comprese unioni civili e coppie di fatto con almeno un figlio.

Genitori immaturi o coppie coraggiose?

Conosco molte donne che hanno 2 o addirittura 3 figli, tutti con uomini diversi e molto spesso questi uomini si conoscono vanno d’accordo e sono presenti a feste e compleanni, sento mamme che tranquillamente dicono “Ho invitato i due papà al compleanno di…”, oggigiorno è normalità, parliamo di donne che hanno affrontato uno dei fallimenti più grandi, quello della disunione della famiglia e nonostante tutto hanno avuto la forza di andare avanti, però mi chiedo se c’era realmente il bisogno di figliare con ognuno di loro, una mamma che fa un figlio con ogni uomo della sua vita che messaggio sta dando alla generazione futura? Fino a che punto può ritenersi stabile una famiglia allargata per la crescita di un bambino? Ma guardando anche l’altro lato: quante famiglie stanno insieme per finta? Quanti matrimoni per apparenza? Quante mogli subiscono in silenzio? E nemmeno questo di certo è un ambiente consono per la crescita…
Quindi non prendete la famiglia allargata come una moda, ma deve essere intesa come la migliore evoluzione delle famiglie che hanno fallito il loro compito di cammino comune.
Dobbiamo insegnare ai nostri figli che si può fallire, ma bisogna lottare per superare le crisi e bisogna sapersi adattare al cambiamento, sia esso una riconciliazione che una perdita, perché come diceva Albert Einstein “La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario.”

Daniela Crea

 

Care amiche lo ammetto: ho una dipendenza, oddio non solo una veramente, ma in determinati periodi, sarà lo stress, sarà quel che sarà, ma improvvisamente non riesco a vivere senza un determinato, a seconda dei casi, oggetto o alimento. Un po’ come mia madre che quando imparava a cucinare una pietanza, poi per un mese ci propinava sempre quella; così mentre Picasso attraversava il periodo blu e poi il periodo rosa, io passavo dalla carne a bagnomaria da bambina al periodo dell’arrosto… Insomma ciance a parte la mia nuova ossessione è l’acqua aromatizzata. Come ho potuto vivere fino ad ora senza la mia acqua al cocco, allo zenzero, all’aloe ecc… ! Per quelle tra voi che non ne hanno sentito parlare o hanno un po’ paura di questi intrugli, altro non sono che bevande detox naturali preparate con acqua, frutta, erbe aromatiche e spezie.

“Bisogna bere 2 litri di acqua al giorno”. Questo il mantra costante di nutrizionisti e medici soprattutto d’estate: l’acqua fa bene, accelera il metabolismo, riduce la ritenzione idrica… certo però non sempre si è invogliati a riempirsi il bicchiere vuoto. Così da qualche anno a questa parte, i banconi dei locali si riempiono di acque aromatizzate con erbe e frutta, una valida alternativa ad una bevanda zuccherata o al té freddo! All’estero queste acque aromatizzate si chiamano “infused waters”. Sono fatte in casa e preparate con la frutta fresca e con erbe aromatiche, come la menta, la stevia, un dolcificante naturale, o il basilico. Si tratta di un’ottima idea per preparare delle bevande rinfrescanti, senza zuccheri o dolcificanti aggiunti. In commercio ne esistono di tanti tipi anche di ottime marche ma se avete paura che possano non essere del tutto naturali, vi propongo 5 ricette facili da fare e super gustose!


Per la preparazione delle acque aromatizzate naturali vi serviranno dei barattoli di vetro con coperchio a chiusura ermetica ben puliti (meglio ancora, sterilizzati in acqua bollente) o delle brocche. Potrete filtrare le acque aromatizzate prima di berle. Le acque aromatizzate fatte in casa sono belle da vedere, buone da bere e aiutano l’organismo a depurarsi. Ci permettono di mantenerci idratati durante le giornate più calde. Il consiglio è di conservarle in frigorifero da 1 a 12 ore prima di berle e di consumarle entro poche ore dopo averle filtrate per godere di tutti i loro benefici.


• acqua aromatizzata depurativa: acqua 1L, cetrioli 20 gr, zenzero 50 gr, menta q.b.  Mondate lo zenzero e tagliate la polpa a fettine sottili, lavate e togliete la parte della buccia al cetriolo con un pela verdure. Infine tagliate il cetriolo a rondelle molto sottili. Lavate e sfogliate la menta. Prendete una brocca di vetro pulita e riempitela con le fette di cetriolo lo zenzero, qualche ciuffo di menta fresca, versate all’interno circa 1L di acqua naturale. Lasciate riposare per almeno una notte in frigo.

• Anguria e melone. Dissetante e idratante. Una fetta di anguria e una di melone tegliate a cubetti, aggiungere 1 litro d’acqua. A piacere foglie di menta fresca e/o limone. Far riposare in frigorifero per una notte.

• Carote e sedano. Abbronzante e depurativa della pelle. Stimola la produzione di melanina e protegge l’epidermide. Scegliere tre carote medie e tagliarle a rondelle sottili, un gambo di sedano anch’esso tagliato sottile, sempre in un litro d’acqua. Lasciare a riposo una notte e bere una volta pronta.

• Acqua aromatizzata agli agrumi Dissetante, fresca e iper vitaminica.
1 litro di acqua,1 limone biologico,1 arancia biologica,2 lime, menta (facoltativa). Lavare accuratamente gli agrumi poi tagliali a fette. Metterli in un vasetto di vetro da conserva o in una caraffa insieme a qualche fogliolina di menta fresca e schiacciali con il manico di un cucchiaio di legno in modo da far sprigionare un po’ di succo. Versare l’acqua, mescolare bene e riporre il contenitore in frigo per almeno una notte.

• acqua aromatizzata al cocco, menta e limone. Spremere mezzo limone nell’acqua (1L), aggiungere 2 fette del restante limone e la buccia in una caraffa. La buccia tolta col pelapatate non dovrà contenere la parte bianca, responsabile del gusto amarognolo. Aggiungere tre rametti di menta e un pezzo consistente di cocco lavato e spezzettato. Lasciare in infusione per almeno una notte in frigo. Inutile dirvi che è la mia preferita! Buona bevuta a tutte!

 

Articolo a cura di Daniela Crea fashion blogger di vita da mamma versione special

Finalmente approvata la legge che tutela gli abusi e violenze sulle donne, l’obbligo da parte della polizia penitenziaria di intervenire entro 3 giorni dalla denuncia, una corsia che accorcia di gran lunga le attese. Una legge però che perde in alcuni punti in quanto non è del tutto lineare. Ad esempio non sono previsti  interventi per accorciare i tempi del processo penale, che in media dura otto anni, purtroppo in alcuni casi anche di più, e sappiamo bene che una sentenza definitiva dopo dieci anni non dà giustizia a nessuno.

Mauro Grimoldi, psicologo e consulente tecnico intervenuto ieri al convegno D.i.Re, ha spiegato che “la violenza di genere non viene presa in considerazione dalle Consulenze tecniche d’uffico (Ctu) nominate dal giudice nei casi di separazioni conflittuali e affido dei minori”.  La violenza viene confusa con il conflitto e si arriva a consigliare alle donne di ritirare le querele per dare prova di volersi conciliare e abbassare la conflittualità. In situazioni peggiori le donne che hanno subito maltrattamenti sono dichiarate “madri non tutelanti”; ma un uomo che commette violenza anche davanti ai figli “è comunque un buon padre” (fonte il fatto quotidiano). Quindi ancora discrepanze e poca chiarezza; abbiamo raccolto la dichiarazione della presidente dell’associazione Scarpette rosse, Daniela Sasso:

Sono due giorni di grande esultanza e forti contraddizioni di pensiero, in merito all’approvazione del “Codice rosso”.
Ovvero una corsia preferenziale, per le donne vittime di maltrattamenti domestici e non solo.
Io personalmente, appartengo a chi ha esultato, perché pur consapevole del fatto che questo sia solo, un piccolissimo passo verso il riconoscimento dell’urgenza rispetto al “fenomeno femminicidio” e a tutti i reati annessi, resta comunque un passo.
Ciò che contiene, Ve lo elencherò dopo.
Vorrei solo aprire una parentesi, che invece avrebbe bisogno di molte righe per essere chiarita, in merito alla tutela delle mamme e i bambini, vittime di violenze.
Ciò in cui spero davvero, è che dopo la fase iniziale della denuncia, vengano realmente protetti.
Tenuti insieme.
Aiutati.
Salvati.
Che un Uomo violento, un padre violento è una persona che deve essere aiutata con gli strumenti adeguati ma allontanato perché non continui ad essere un pericolo.
Che la sezione dei tribunali civile e penale, cominciassero a collaborare tra loro, incrociando i dati, per avere una visione chiara della situazione che viene denunciata affinché non venga considerata conflittuale e quindi a rischio per il minore ma che la violenza mantenga il cattivo nome che ha, perchè solo attraverso quello si possono attivare le misure di sicurezza e protezione.
La macchina della giustizia, le leggi, i centri antiviolenza, esistono.
Bisogna però lavorare nel modo giusto, affinché questo non diventi un incastro pericoloso che possa finire per fare un gioco contrario, vedendo madri e bambini, allontanati tra loro.”

Daniela Sasso

🔴 CODICE ROSSO cosa prevede:

La proposta di legge 1455, approvata dalla Camera, basata su un disegno di legge governativo conosciuta come Codice Rosso, vuole rafforzare le tutele processuali delle vittime di reati violenti, con particolari riferimento ai reati di violenza sessuale e domestica quali: maltrattamenti contro familiari e conviventi; violenza sessuale, aggravata e di gruppo; atti sessuali con minorenne; corruzione di minorenne: atti persecutori: lesioni personali aggravate da legami familiari.

Le nuove norme prevedono che la polizia giudiziaria deve immediatamente comunicare, anche in forma orale, al pubblico ministero la notizia di un reato compresa nell’elenco precedente.

Il pubblico ministero ha l’obbligo di sentire la persona offesa entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato. Queste due norme vogliono evitare che la vittima corra ancora rischi, assumendo rapidamente tutte le inziative per evitare nuove aggressioni. Previsto anche divieti di avvicinarsi alle vittime e uso dei braccialetti per i persecutori.

La polizia deve procedere senza ritardi alle indagini e riferire al pubblico ministero. Entro un anno le forze dell’ordine dovranno svolgere corsi di formazione specifici per affrontare questo tipo di reati.
Viene introdotto il reato specifico di sfregio del viso e l’obbligo di comunicare alla vittima e al suo avvocato la scarcerazione dell’aggressore.

#CodiceRosso


Il sorbetto al caffè, chiamato anche spumone (senza latte e panna) è un freschissimo e goloso dolce al cucchiaio che si prepara in 10 minuti, pochi ingredienti e tanta voglia di estate.

 

~~~~~~~~ingredienti~~~~~~~~~~~~

– 200 gr acqua
Р3 cucchiaini caff̬ solubile
– 100 gr zucchero semolato
– 100 gr ghiaccio trito
– cacao amaro (a piacimento spolverato)

~~~~~~~~~procedimento~~~~~~~~~

 

Con la frusta elettrica ad alta velocità montare l’acqua con lo zucchero e il caffè (io ho utilizzato le bustine monodose di nescafe’ solubile) aggiungere il ghiaccio trito.

Per il ghiaccio trito vi basterà chiudere dei cubetti di ghiaccio in un sacchetto ermetico e schiacciare con un mattarello

Continuare per 8 minuti e fin quando non diventa una schiuma solida e densa.
Servire nei bicchieri spolverando con un pò di cacao amaro, gustare subito.
Buonissimo vero?

 

Io non voglio l’aiuto di nessuno.

No non sto parlando di orgoglio e capisco che possa sembrare più un’ostinazione, spesso un’affermazione che viene confusa con pensare di saper fare meglio degli altri ma vedete, è un errore anche questo.
Io non voglio l’aiuto di nessuno è probabilmente la fase due dell’accetazione della disabilità, una fase che non ho superato e che quest’anno dovrò affrontare duramente. Sono una di quelle mamme che di fronte un ascensore guasto ancora lo prende in braccio nonostante i 40 kg e 1 e più di altezza, una di quelle mamme che sputa sui parabrezza delle auto parcheggiate abusivamente nei posti disabili e che si incolla il figlio sotto la pioggia pregando che arrivi anche a loro il giorno dei conti con Dio, quei giorni in cui pugni e lacrime si scontrano fino a forgiati in piccolo e più piccolo sei più riesci a passare, più sei bambino e più mantieni la capacità di volare alto, superando ogni ostacolo, pensando sempre di riuscire in tutto perché tuo è il problema e tua la soluzione, si chiamano: responsabilità ma arrivi ad un punto in cui questa responsabilità dev’essere condivisa ed è la fase successiva, la crescita.

Come un bambino che gioca nel parco se vuole tornare a casa ha bisogno della mano di un adulto, così il genitore di un disabile ha bisogno della mano del prossimo per andare avanti; la differenza è che il bambino pensa solo al suo obiettivo, l’adulto invece pensa troppo e troppo spesso inutilmente. Pensiamo che solo noi sappiamo fare il suo bene, quando spesso il suo bene è crescere più autonomamente possibile, si pensa che altri non sappiano da dove iniziare rompendo quei microequilibri fatti di azioni quotidiane e routine, quando spesso rompere gli schemi è una delle soluzioni più proficue per il suo sviluppo, il vero muro in realtà è che ci sentiamo colpevoli di questo amore così forte verso una disabilità che ce li mostra fragili, indifesi e noi vorremmo essere scudo di ingiustizie e prepotenze, noi vorremmo farci carico perché in fondo una mamma avrà sempre dentro quel piccolo sasso fastidioso di aver generato un figlio meraviglioso ma non sano, non perfetto, non come richiesto dalla società, un figlio colorato, un figlio anticonformista, un figlio anarchico, un figlio da giustificare sempre: perché lui è, perché lui ha, perché fa sempre, perché è buio, perché c’è luce, perché ha fame, perché ama; perché in realtà spesso ho imparato a dare risposte di comodo per evitare che dalla domanda uno si passi alla due, così non ci sarà mai una tre.
Io non voglio l’aiuto di nessuno ma giuro che accetterò l’aiuto di tutti perché sono grande abbastanza per tornare a casa.

Daniela Crea

Ci siamo! Finalmente si parte per le vacanze, dopo un inverno piovoso e freddo, queste belle giornate soleggiate e con temperature che sfiorano i quaranta gradi ci fanno amare l’estate! Finalmente mare, mare, mare. Si parte dicevo…però organizzarsi non è semplice, per la valigia fai una lista, metti i vestiti arrotolati, per i bimbi fai un trolley a parte perché oltre ai vestiti deve contenere anche i non si sa mai che il più delle volte raddoppiano i vestiti, ma il beauty?

Midsection of young smiling woman packing suitcase on bed

Sì perché se parti in macchina il problema non esiste…. al massimo il marito griderà per l’ingiustificato numero di valigie e bagagli a mano, stessa cosa sul treno dove finirai per sederti nel corridoio sul tuo trolley, ma i prodotti saranno con te! Se invece ti accingi a prendere l’aereo cara mia siediti che ti devo parlare… Ebbene sì amica mia dovrai scegliere e qualcuno dei tuoi fedelissimi prodotti rimarrà a casa nell’armadietto del bagno e non cercare di fare la furba, all’aeroporto ti staneranno e finirai al pubblico ludibrio per una crema idratante! Così ogni anno centinaia, che dico migliaia di donne una settimana prima delle partenze sono alla disperata ricerca non dell’ultimo modello di costume o di sandali, ma dei loro prodotti beauty in formato ridotto perché come citano le regole sul viaggio:” E’ permesso trasportare liquidi nel bagaglio a mano solo nei seguenti casi: liquidi in recipienti individuali di capacità massima non superiore ai 100 ml, inseriti in una busta, sacchetto o borsa di plastica trasparente con sistema di apertura/chiusura. Ogni passeggero (bambini inclusi) può trasportare solo una busta, separatamente dal resto del bagaglio.

Prosegue: si considerano liquidi
• acqua e altre bevande, minestre, sciroppi
• creme, lozioni ed oli
• profumi
• spray
• gel, inclusi quelli per i capelli e per la doccia
• contenuto di recipienti sotto pressione, incluse schiume da barba, altre schiume e deodoranti
• sostanze in pasta, incluso dentifricio
• miscele di liquidi e solidi
• mascara
• ogni altro prodotto di altra consistenza

Vorrei commentare con voi anche le altre regole, perché lette in modo ironico appaiono comiche, ma sorvolerò ricordando che mi fermarono per aver portato con me le forbicine arrotondate di mio figlio con le quali sicuramente avrei commesso un massacro! Così ti ritrovi smarrita alla ricerca di sostituti che magari saranno migliori dei tuoi ma non avranno quell’odore, quella consistenza, perché per carità io non sono fissata con i soliti prodotti, le solite marche, mi piace sperimentare, ma certamente non in vacanza! Ma ecco che la vostra Daniela ha in serbo la soluzione per voi, qualunque sia la destinazione scelta c’è il beauty travel kit che fa per voi.

Scoprirete che esiste un set specifico anche per i vari tipi di pelle (mista, secca, normale, matura, con macchie etc). Questi kit compatti, sono dei veri e propri micro mondi, ci puoi trovare di tutto e in formato mini.

Kit Departure di Aesop contiene 7 prodotti facilmente trasportabili in ogni parte del mondo (53 euro)

Mini Travel kit per il benessere di pelle e capelli di HairMed+ custodito dentro mini bag in cotone


Travel Kit Sun di Susanne Kaufmann include protezioni solari per la pelle del viso e del corpo, balsamo per le labbra, dopo sole e spray rivitalizzante (95 euro)
Fab Skin Jet Set di Mádara contiene acqua micellare, scrub, booster d’idratazione, crema e complesso anti-ossidante (39 euro)

 

Articolo a cura di Daniela Crea fashion blogger di vita da mamma versione special

“la simmetria dei desideri” di Eshokol Nevo.

Un testo semplice, senza troppe pretese, molto originale l’incipit che vede coinvolto uno dei protagonisti, ambientato in Israele è la storia di un’amicizia sincera tra quattro ragazzi trentenni e una donna: Yaara “non esiste una ragazza bella, intelligente, arrapata e anche libera. Uno degli elementi è sempre assente”.
Un’amicizia di quelle pure nate in giovinezza che li porta a prendere una decisione durante la finale dei mondiali del ’98, scrivere una lista dei desideri: quale sogno vorresti realizzare prima dei prossimi mondiali?
Ognuno con il proprio biglietto si trova poi a fare i conti con la vita. Ho notato un po’ di difficoltà da parte dell’autore a portare avanti la storia in contemporanea di quattro personaggi con le rispettive vite e spesso i dialoghi cadono in banalità come in alcuni passaggi.

Tutto sommato molto scorrevole, una lettura di massimo 3 ore.

Gli angiomi comunemente chiamati: voglie.

Ricordo Daniele alla nascita aveva una voglia di fragola dietro il collo e ogni volta che la guardavo ridevo perché mio figlio è nato a Giugno quando da poco era passato il mese delle fragole e c’era fisso un carrettino di un fruttivendolo fuori il laboratorio analisi che le vendeva. Erano fragole giganti, rosse e mi facevano impressione solo guardarle ma chissà se è vera la leggenda?

La bimba turca nata con la voglia a forma di cuore soprannominata “baby love”

Le leggende metropolitane sulle voglie in gravidanza sono sicuramente uno di quei luoghi comuni che abbiamo sentito almeno una volta nella vita: un improvviso desiderio di pizza, fragole, cioccolato o frutta esotica da parte della futura mamma, scatena nel futuro padre o in chi le sta vicino la ricerca spasmodica dell’alimento tanto desiderato.

Il motivo di questa velocità sta nell’evitare che il bambino nasca con una ”voglia” sulla pelle. Così, per lo meno, si dice fin dai tempi antichi.

Ma è solo una leggenda metropolitana o c’è una base di verità?

Ascoltando molte leggende popolari tramandate anticamente e giunte sino ai nostri giorni se questi desideri improvvisi non venivano soddisfatti immediatamente, e la futura madre rimaneva con la ”voglia” di una particolare cibaria, si correva il rischio che al momento del parto, il nascituro, venisse alla luce proprio con la voglia insoddisfatta: tale voglia si sarebbe manifestata sottoforma di macchia sulla pelle dei neonati o chiazza  che per caratteristiche quali la forma o il colore avrebbe ricordato il cibo o la pietanza tanto desiderata dalla madre.

Cosa sono in realtà le voglie?

Quelle che noi definiamo voglie sono in realtà angiomi cioè dilatazioni anomale dei vasi sanguigni che si trovano nella cute e nel tessuto sottocutaneo. Compaiono nel 20-30% dei bambini, se si considerano anche le forme più lievi e hanno aspetti e colori diversi.

  • Gli angiomi piani
    Detti anche nevi flammei o comunemente voglia di vino sono di colore rosso con sfumature variabili dal rosa tenue a rosso scuro vinoso, sono superficiali hanno dimensioni variabili di pochi millimetri fino a coprire vaste zone del corpo. Possono essere presenti su qualsiasi parte del corpo di solito non tendono a scomparire con la crescita del bambino ma neppure a ingrandirsi. Gli angiomi piani non vanno confusi con le dilatazioni capillari molto spesso presenti sul viso del neonato in particolare sulle palpebre e sulla fronte chiamate teleangectasie; queste ultime Infatti scompaiono spontaneamente durante il primo anno di vita.

 

  • Gli angiomi a fragola sono rilevati, di forma irregolare, con margini netti e di consistenza soffice. Nel 30% dei casi sono presenti fin dalla nascita ma più frequentemente compaiono nel secondo mese di vita, di solito sono isolati ma possono anche essere multipli. Sono frequentemente localizzate al volto e al torace poiché tendono a crescere e destano molta preoccupazione nei genitori. Ma le preoccupazioni sono infondate perché questo tipo di angiomi dopo una fase di stazionarietà, quasi sempre regredisce completamente, possono tuttavia complicarsi con ulcerazioni infezioni ed emorragie per cui vanno sempre tenuti sotto stretto controllo medico.

 

  • Gli angiomi cavernosi, più grandi degli angiomi a fragola, sono di solito di colorito bluastro e tendono anch’essi a scomparire del tutto con la crescita.

Quali sono le cure?
Gli angiomi piani persistono per tutta la vita, anche se il colorito tende a sbiadire nel corso del tempo. Se creano problemi estetici possono essere rimossi con la crioterapia o la laserterapia. Quelli a fragola e cavernosi che non dovessero regredire o disturbassero per esempio la funzione degli occhi o delle labbra, possono essere trattati chirurgicamente.

Voi ci credete alla leggenda?

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Credo stiamo vivendo in un’epoca di progresso/regresso non consapevole, come se il mondo andasse avanti e le persone corrano inesorabilmente verso le epoche passate che definire medioevo forse è un complimento! Molte volte sembriamo una società di tanti piccoli trogloditi che guidano auto dove se ti fermi 3 secondi in più per far passare una signora anziana ti suonano perché tu, tu automobilista buonista, ti sei fermato rallentando l’homus erectus incazzatus dietro di te e,ti prendi un bel vaffa se sei uomo ma peggio, molto peggio se sei donna. Una società che si adegua con strutture a prova di disabili ma trovi il cazzone di turno che “5 minuti” occupa il posto e tu, sempre tu buonista aspetti che lui possa finire i suoi 5 minuti sotto il sole a cuocerti e quando esce devi anche sentire “dove cazzo li portano in giro sti’ handicappati con il caldo” e non ti azzardare a ribattere perché il solito vaffa è pronto, ovviamente peggio, molto peggio se sei donna. Si perché se sei donna nel 2019 sei una donna che ha in mano una legislatura a favore mai applicata, un maschilismo sociale che coinvolge anche le donne, donne che insultano donne, ci insegnano a difenderci ma nessuno dice loro di non aggredire, ci danno dei soldi se smettiamo di lavorare ma nessuno ci assume se siamo mamme, ci dicono di cambiare il mondo ma, lo dico sinceramente, c’è troppa merda da pulire.
Ed ecco un altro caso, uno dei tanti:
mamma e figlia di 3 settimane sono state buttate fuori dall’aula 3 dell’Alma Mater di Bologna accusate di frequentare insieme un corso di abilitazione. Il tutor del corso urla a questa ragazza trentenne che deve fare una scelta: «O stai con tua figlia o segui il corso». Emanuela Peracchi non ha mollato, ha scritto una mail infuocata all’Ateneo, alla Commissione Pari opportunità della Regione e all’assessorato alle pari opportunità del Comune. Ha vinto lei ma abbiamo perso tutti noi. Perché se nel 2019 (e non nella preistoria) cerchiamo di costringere una mamma a scegliere tra sua figlia e il suo lavoro, tra sua figlia e la sua crescita professionale, beh allora non abbiamo capito proprio un bel niente!
Come dicevo questo è un mondo che puzza.

Chiara Ferragni è sempre più vittima dell’invidia sociale. Sotto i suoi post ormai routine come gli haters si scatenino con insulti e critiche a ogni sua foto e video ma nelle scorse ore è stato scavalcato il confine tra social e realtà. Lo ha reso noto lei stessa con un lunghissimo post in inglese su Instagram dove ha riferito della spiacevole avventura capitata nel pomeriggio di mercoledì mentre si trovava a camminare per le strade di Milano.

Chiara Ferragni ha raccontato che, mentre scendeva dal taxi per recarsi in ufficio, è stata sorpresa dal commento spiacevole di una donna sui 40 anni, che rivolgendosi a sua figlia di circa 8 anni avrebbe detto, riferendosi all’influencer: “Non darle attenzione, hai visto che sembra una merda senza trucco?” La moglie di Fedez si è rimasta scioccata da un commento simile e quella sensazione non l’ha abbandonata per l’intero pomeriggio. Chiara Ferragni prosegue il post con una sua considerazione personale: “Continuavo a chiedermi perché le persone devono parlare male degli altri e perché le persone devono sempre criticare l’aspetto più di ogni altra cosa? E perché lo fanno maggiormente le donne contro altre donne? Perché una mamma dovrebbe dire a sua figlia che un’altra donna sembra una merda senza trucco (e mi sentivo così carina quella mattina) invece di insegnarle che la bellezza viene dall’interno, dalla fiducia in se stessi e dall’amore per se stessi? Che tutti sono belli a modo loro, che un “modello standard di bellezza” non esiste più? Che un viso fresco e un sorriso vero è meglio di qualsiasi tipo di trucco? Questo è quello che insegnerò a mio figlio, è quello che cerco di dirvi ogni giorno sui miei social media. Le donne vere si sostengono a vicenda. Insieme possiamo fare la differenza. Iniziate con piccoli passi: provate a dirvi qualcosa di bello sul vostro corpo ogni giorno. E cercate di esaltare gli altri intorno a voi, invece di abbatterli.”
Io credo che la bellissima Chiara abbia detto tutto quello che c’è da dire non aggiungo altro, un messaggio di bellezza, di autenticità, di verità.
Grazie Chiara a nome di tutte noi donne e mamme.

 

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