Vorrei precisare una cosa:
il due aprile non si festeggiano gli autistici! La giornata della consapevolezza ha uno scopo diverso e ben più importante, vedetela come un raduno, una rimpatriata di vecchi amici mai conosciuti, immaginatela con vista mare, davanti un falò a raccontare ognuno la sua storia, chi da mamma, nonna, zia, cugina, fratello… Ognuno di noi ha la sua esperienza da far conoscere, molto spesso sono storie divertenti, di anormalità, di pianti e Madonne, spesso ci blocchiamo per incomprensioni ma il vero ostacolo della disabilità è che in fondo, gli altri, i normali intendo, non la conoscono, non hanno la minima idea di cosa sia, provano pena per noi e, sinceramente la pietà non ci aiuta, sapete cosa realmente aiuta? Assumere la consapevolezza della disabilità, questo mondo esiste che voi lo vogliate o no, l’inclusione, la condivisione e la comprensione sono la chiave di apertura. Né ho sentite molte di cattiverie, soprattutto in quest’ultimo mese, ma d’altronde esporsi vuol dire anche questo: accettare quelle persone che provenienti dal medioevo, danno la caccia alle streghe e ogni sera prendono lo Xanax dopo anni di cura dallo psicologo e vengono a dirmi “si ma tu hai un figlio così…” ecco, questa gente ha bisogno di essere aiutata, i veri malati sono loro che cercano la perfezione nel vuoto che li circonda, nei rapporti occasionali, nella facilità pagata a prezzo di rinuncie. Non fermatevi mai, non abbattetevi, andate oltre le critiche, noi siamo l’unica voce che può urlare una vita più umana per i nostri familiari disabili. L’autismo non è un mostro da combattere ma un bambino da proteggere.

#katygIMG_20180329_134731