La nascita a cura di Katiuscia Girolametti 

Tutto è iniziato da una banalissima mutazione genetica (MTHFR in omozigosi) ve lo spiego in parole spicciole, premesso che una persona su 3  è affetta da questa patologia senza saperlo e consiste nell’avere il sangue più “denso” del normale, quindi non è che non potessi avere figli, sarebbe bastata una puntura di eparina (anticoagulante) durante la gravidanza, però – aggiunse il primario del poliabortivo – Vede signora, lei e suo marito avete un’incompatibilità di sangue (io 0 neg lui A pos) ed è alquanto improbabile che lei possa portare avanti una gravidanza, ha il 30% di riuscita.
Sfidando ogni legge medica ho due meravigliosi bambini anche se durante la prima gestazione sono incappata nel diabete mellito che ha portato una serie di importanti complicazioni.
Il diabete gestazionale è un disturbo che, come le altre forme di diabete, ha origine da un difettoso utilizzo del glucosio (lo zucchero del sangue) da parte dell’organismo. In condizioni normali, il glucosio penetra nelle cellule dei vari tessuti grazie all’insulina, un ormone prodotto dal pancreas. Una volta entrato nelle cellule, il glucosio viene poi utilizzato per ottenere l’energia necessaria alla vita e all’attività cellulare.
Nel diabete gestazionale, che colpisce il 4% delle donne incinte, questo meccanismo si blocca: colpa di alcuni ormoni prodotti dalla placenta dal secondo trimestre che possono arrestare l’azione dell’insulina.
Di norma, l’organismo della donna riesce a produrre abbastanza insulina da compensare questo meccanismo, ma se ciò non avviene gli zuccheri si accumulano nel circolo sanguigno (iperglicemia), invece di essere trasportati nelle cellule. La donna si ammala quindi di diabete gestazionale, mentre si alterano le normali condizioni di nutrimento del feto.
Al quinto mese di gravidanza avevo già preso 20 kg (alla 34° settimana, data del parto prematuro quasi 30 kg) la mia giornata era piena di punture, tra misurazioni glicemiche, insulina, eparina e progesterone, una volta al mese mi ritrovavo con febbri altissime proprio perché le persone che soffrono di diabete sono più a rischio di infezioni, comprese quelle di particolare gravità localizzate alle articolazioni e alle ossa, oltre alle endocarditi (infezioni dell’endocardio, il tessuto che riveste le cavità interne e le valvole del cuore), alle infezioni cutanee, al piede, alle basse vie respiratorie, alle vie urinarie e alle sepsi.
Questo è dovuto allo stato di iperglicemia diffusa che infarcisce di zucchero i tessuti dell’organismo, soprattutto quanto non c’è un buon controllo della glicemia; questo stato favorisce la disfunzione del sistema immunitario [per es. provoca un danno alla funzione dei neutrofili (i globuli bianchi più numerosi che sono in prima linea nella difesa contro le infezioni), agevola l’ inibizione dei meccanismi antiossidanti (che combattono costantemente i radicali liberi e le tossine] e contrasta l’immunità umorale, cioè l’immunità mediata dagli anticorpi, proteine sieriche circolanti che sono responsabili del riconoscimento specifico e dell’eliminazione dell’antigene.
Ovviamente la tachipirina non è un farmaco indicato per chi soffre di diabete e quindi queste febbri mi salivano superando i 40°, fino alla notte del 26 giugno 2010 quando dopo l’ennesimo malore mio marito buttò letteralmente il termometro dalla finestra che continuava a salire misurando una temperatura corporea di 44° e non osava fermarsi.
Stavo morendo
stavo bruciando
il bambino non lo sentivo più
l’ambulanza
l’emergenza sangue
la sala rianimazione
le preghiere…
A distanza di 8 anni ho ancora le lacrime agli occhi, Daniele è nato sano 3,350 kg in piena notte, ha respirato subito solo, nessuna complicazione. Nella sala parto c’era sangue e liquido amniotico ovunque, eravamo lì dentro da 4 ore e non avrei mai creduto di uscire viva, il chirurgo mi disse:
– In 30 anni di carriera mi sono capitati solo due casi come i suoi e in entrambi, sono morti mamma e bambino.
Piangeva
io con lui.
Corioamniotite, la diagnosi.

 

D come diabete a cura di Francesca Romano

Parlando di diabete non posso che raccontarvi la mia, anzi la nostra [mia e del mio compagno], esperienza personale che ha avuto inizio circa un anno fa.
In seguito al riscontro di valori della glicemia a digiuno al di sopra della norma, ci siamo rivolti prima al medico curante e poi all’associazione che si occupa di diabete nella nostra città.
A quel punto, ci sono stati indicati gli esami da fare e tra questi l’emoglobina glicata che, in parole povere, è una sorta di media della glicemia degli ultimi tre mesi e il cui valore è indipendente da ciò che si è mangiato l’intero giorno o la sera prima.
Il valore risultato, ahimè, era già tale da indicare un principio di diabete ma, per eseguire diagnosi certa, ci è stata prescritta una dieta con l’indicazione di ripetere l’esame dopo qualche mese.
Ancora oggi seguiamo la stessa dieta che si basa sugli stessi principi della dieta mediterranea e su quelle che sono in linea di massima le porzioni standard.
Il valore dell’emoglobina glicata è diminuito fino a rientrare in un range di normalità e questo ha portato ad una diagnosi definitiva di prediabete o predisposizione al diabete [da tenere sotto controllo attraverso l’alimentazione].
Da allora il mio impegno personale è quello di permanere in questa condizione il più a lungo possibile e quindi di prevenire l’insorgenza del diabete attraverso un’alimentazione corretta.
I risultati ad oggi sono stati incoraggianti e, come già sapete dai precedenti articoli, ho deciso di condividere la nostra esperienza e i piatti che porto ogni giorno in tavola in un food blog sulla piattaforma Giallo Zafferano: “a zucchero zero”.
Sicuramente ci sono situazioni più complesse e difficili da gestire della nostra ma io credo che si possa mangiare con gusto anche seguendo una dieta, occorrono impegno e fantasia, anche un’insalata può essere estremamente buona e invitante e tutt’altro che triste e ogni piatto può essere rivisitato secondo le proprie esigenze.
Dopodiché le corrette abitudini si trasformano in stile di vita: noi iniziamo sempre il pasto con abbondante verdura cruda o cotta [anche fuori casa io tiro fuori dalla borsa finocchi e sedano lavati pronti ad essere sgranocchiati], scegliamo pasta, pane e riso integrali, non utilizzo olio in cottura ma solo a crudo sul piatto finito e ogni pasto deve risultare bilanciato.
Sono molto indecisa sulla ricetta da proporvi, vorrei farvi vedere come cucino utilizzando l’acqua al posto dell’olio o come preparo una frittata senza friggerla o come impasto un dolce senza burro, latte e uova.
Allora vi lascio il link alla home del mio blog e vi invito a cercare la ricetta che fa al caso vostro prestando attenzione alla preparazione e agli abbinamenti:

Francesca Romano “a zero zucchero” food blogger di giallo zafferano 👈

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