D come disabilità a cura di Katiuscia Girolametti 

Un paio di mesi fa ho avuto l’onore di far provare una seduta shiatsu a Daniele e non nascondo lo scetticismo, non tanto per la disciplina ma quanto per la reazione che avrebbe avuto. Come abbiamo già spiegato, l’autismo è un disturbo neurologico  a insorgenza precoce, che altera profondamente e globalmente lo sviluppo delle capacità comunicative, dell’interazione sociale e del comportamento del bambino.

L’autrice del libro “Pensare in immagini”, Temple Grandin, affetta da autismo, scrive: Quando avevo sei anni mi avvolgevo nelle coperte e mi mettevo sotto i cuscini del divano perchè la pressione che esercitavano era rilassante. La citazione sottolinea l’importanza del contatto nel favorire la relazione tra il soggetto autistico ed il mondo circostante.

In linea con queste considerazioni, lo shiatsu può trovare una possibile collocazione, dal momento che esso si pratica proprio mediante il contatto (tocco, pressione, sostegno). Esso, armonioso mediatore della relazione non verbale, crea un “dialogo” tra operatore e ricevente, facilitando la comunicazione con il bimbo autistico.

Lascio raccontare questa bellissima esperienza all’operatore shiatsu Irina Palmieri che ha letteralmente conquistato il cuore di Daniele e ovviamente noi genitori ma prima, Francesca ci parla di cucina macrobiotica.

 

D come diabete a cura di Francesca Romano 

 

Non avendo esperienza in campo, mi limito a condividere una semplice esperienza personale.

Ho sentito parlare, per la prima volta, di Yin e Yang associati all’alimentazione al termine di una cena macrobiotica alla quale io e il mio compagno abbiamo partecipato, incuriositi, dopo poche settimane dalla diagnosi di prediabete.

Abbiamo mangiato un piatto unico preparato secondo la dieta ma-pi 3, le proporzioni del pasto erano le seguenti:

– 1 tazza di zuppa;

– 50-55% cereali;

– 6-8% proteine e grassi;

– 35-40% verdure;

– 2-4% dolce.

Al termine, durante la conferenza, parlando di diabete ci fu suggerita la dieta ma-pi 2 a base di: cereali [riso integrale, miglio, orzo, gallette di riso integrale], verdure [carota, cavolo verza, cicoria, cipolla], proteine vegetali [legumi, precisamente: fagioli neri, azuki, ceci, lenticchie], condimenti [sale marino, gomasio, tekka], alghe, bevande [tè vari che non sto a specificare e acqua bollita].

Si tratta di una dieta vegetariana.

Confesso di aver lasciato il locale molto perplessa, avevo già letto parecchio su iperglicemia e diabete e alcune delle nozioni acquisite andavano in contrasto con quanto ci siamo trovati nel piatto e con quanto abbiamo ascoltato.

Solo per fare un paio di esempi: noi evitiamo le gallette di riso e consumiamo la carota rigorosamente cruda [ce l’hanno servita nella zuppa] per motivi di indice glicemico.

Inoltre, da persona convinta a non rinunciare al gusto anche in condizioni di dieta, ho fatto non poca fatica a finire il mio piatto del quale distinguevo con fatica i sapori.

Leggo e riporto per correttezza che l’efficacia di tale dieta nei confronti del diabete di tipo 2 è dimostrata.

Mi sento di concludere dicendo che tale tipo di alimentazione e dieta, come qualunque altra, va studiata con un professionista e adattata alla propria situazione.

Il nostro approccio è finito quella stessa sera un po’ per motivi di gusti personali e parecchio per il fatto che la dieta [mediterranea] a noi più gradita e assegnataci dal diabetologo sta dando i suoi buoni risultati.

Chiudo lasciandovi la foto della nostra cena:

Francesca Romano “a zero zucchero” food blogger di giallo zafferano

 

D perché mi prendo cura Di te dell’operatore Irina Palmieri

Irina Palmieri

LO SHIATSU
Lo shiatsu (shi=dito; atsu=pressione) basa le sue fondamenta sulla Medicina Tradizionale Cinese (MTC) o, come preferiscono chiamarla i giapponesi, sulla Medicina Tradizionale Orientale, ed e presente sul territorio giapponese dal VI secolo.
Lo Shiastu si basa su cinque pilastri:
-respiro
-postura
-perpendicolarità
-pressione
-sensazione di piacere o dolore.

In modo molto semplificativo possiamo asserire che esistono due “stili” di Shiatsu.
– Lo STILE NAMIKOSHI, il quale viene praticato perlopiù in Giappone, dove è stato riconosciuto dal sistema sanitario nazionale quale metodica con valenza “terapeutica”;
– Lo STILE MASUNAGA, il cui fondatore, Masunaga per l’appunto, oltre ad essere stato allievo di Namikoshi stesso era anche psicologo. Per accedere alla sua scuola, in Giappone, bisogna prima frequentare la scuola del maestro Namikoshi.
Ma veniamo alla domanda cardine:
In cosa si differenziano queste due scuole con linee di pensiero così opposte nonostante la radice comune?

Da operatrice di entrambe le metodiche mi sento di affermare che il METODO NAMIKOSHI è sicuramente il più “semplice”, o quantomeno, il più veloce da imparare. Il maestro Namikoshi ha stilato un “kata” una sequenza di movimenti, non modificabili, tuttalpiù ci si può soffermare più o meno su una data zona in base alle esigenze del cliente.
L’espressione massima dello stile Namikoshi è rappresentato dalle “pressione delle dita” e dalla “perpendicolarità” con la quale questa pressione, data con i pollici, viene esercitata. Vengono stimolate risposte a livello di sistema nervoso periferico e centrale, stimolando il rilascio delle endorfine, potenti analgesici naturali e stimolando l’eliminazione delle sostanze tossiche dagli stati infiammatori muscolari, facendo pressione a livello muscolare su determinati percorsi ben definiti, contando da tre a cinque, a seconda del punto da stimolare. Determina cosi uno stato di benessere sia a livello psichico che fisico, in quanto favorisce uno stato di rilassamento a livello mentale e corporeo.

Lo STILE MASUNAGA : qui inizia un mondo di studi che davvero non hanno mai fine, e chi più ne ha più ne metta; si, perché il Maestro Masunaga è morto prima di codificare un vero e proprio Kata e ha dato l’arduo compito ai posteri di sviluppare ed ampliare i suoi studi e questo spiega il perché delle tante scuole di “derivazione Masunaga”, e quindi troveremo scuole Ohashi, di Macrobiotica, Miste ( un mix tra Masunaga e medicina cinese) e tantissimi studi paralleli allo stile Masunaga.
In breve potremo dire che lo stile Masunaga si basa su un discorso prettamente energetico, meditativo, di contatto profondo tra l’operatore (tori) e il ricevente (uke); si basa sulla teoria della medicina cinese dei cinque elementi, sullo studio degli tsubo presenti in agopuntura, sull’utilizzo di tecniche similari all’agopuntura, ma più soft come la moxa, sullo stiramento e sul percorso dei meridiani presenti nella medicina cinese allungandone poi il naturale percorso, e non esiste un kata predefinito in quanto l’operatore personalizza ogni singolo trattamento in base alla persona attraverso la valutazione energetica dell’Hara, ossia dell’addome, dove per la MTC, vi è la “finestra” per vedere come sta a livello organico, viscerale e psicosomatico il ricevente e da lì si inizia con il trattamento da due a quattro meridiani.

IL MIO INCONTRO CON DANIELE E IL SUO INCONTRO CON LO SHIATSU :
Come dissi a Katyg, Daniele è stato il primo bambino affetto da autismo che abbia conosciuto; si sentono molte esperienze di persone venute a stretto contatto con questa realtà e sono tutte differenti, tutte uniche.
La prima volta che ci siamo viste avevo timore di trovarmi un bambino schivo e ritroso a farsi toccare da una perfetta sconosciuta, forse anche perché sapevo che con non poche difficoltà aveva ricevuto in passato terapie con figure professionali molto più qualificate di me.
Il nostro primo incontro è stato emozionante… non solo si è fatto “trattare” da me, ma ricordo ancora lo stupore di Katyg quando, istintivamente, mi è venuto di prendergli una mano, come per tranquillizzarlo, per dirgli “tranquillo, non ti farò del male sono qui per te”, nonostante mi avessero avvisata che sarebbe stato molto difficile riuscire a trattargli e toccargli le mani, per un discorso di percezione sensoriale.
Con Daniele ho provato dapprima a lavorare col solo metodo Namikoshi, cosciente degli ottimi risultati che aveva a breve termine sui dolori acuti.
Con il passare delle sedute continuo ad usare la metodica Namikoshi, soprattutto sulle braccia e sulle gambe, zona questa che Daniele sembra gradire particolarmente, e sull’addome, quindi sull’Hara, vado a lavorare con metodiche Masunaga .
Daniele rispetto alle prime sedute dove, giustamente, si muoveva maggiormente, forse anche per via dell’emozione e della curiosità verso questa nuova esperienza, ha iniziato a godersi di più la seduta.
Katyg lo aiuta a sdraiarsi sul futon e si fa trattare tranquillamente gambe e braccia, quasi serafico, così come è abbastanza sereno anche durante il trattamento dell’addome. Qualche “intoppo” continuiamo a trovarlo nel girarlo a pancia sotto, ma credo sia perché in quella posizione non riesce a vedere bene quello che accade intorno a lui, difatti spesso la schiena gliela tratto lateralmente.

Con questo scritto vorrei solo dire grazie a Katyg e a Christian che si sono fidati di me, e soprattutto vorrei ringraziare Daniele, per i suoi mille abbracci e mille sorrisi e per quegli occhi che ti fanno mancare il respiro per quanto sono intensi e sembrano scrutarti nell’animo. Grazie per questa meravigliosa esperienza, e grazie per la fiducia riservatami.

L’ALIMENTAZIONE NELLA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

La Medicina Tradizionale Cinese non contempla le qualità degli alimenti come nella cultura occidentale, quindi attraverso il suo apporto di lipidi, Sali minerali, acqua e via dicendo, bensì attraverso il suo effetto sul corpo attraverso l’influenza che ha sullo yin (tutto ciò che è buio, femminile, introverso, freddo, verso il basso) e sullo yang (tutto ciò che fa immaginare la forza, il sole, il giorno, la mascolinità, tutto ciò che va verso l’alto), dividendo gli alimenti in tre categorie: riscaldanti, rinfrescanti e neutre.
Ovviamente tutto ciò che è a contatto con calore diretto, forno, barbecue, fiamme avrà un effetto riscaldante.
– Nell’elenco degli alimenti riscaldanti troveremo : alcolici, caffè, insaccati, cioccolato, le carni rosse, ovine, caprine, le varie spezie (zenzero, cannella, rosmarino, wasabi, peperoncino),aceto, finocchio, grassi (burro, ghee, olio di oliva o di cocco), miele, quinoa e avena, frutti di bosco e bacche, castagne, noci, pistacchi, peperone rosso, riso integrale aglio e cipolla crudi, carciofi, spinaci, salmone, trota, funghi, cime di rapa. Questi contribuiscono ad aumentare l’energia vitale (qi), aiutano a disperdere il freddo, aumentano la circolazione sanguigna e quindi aiutano il riscaldamento corporeo. Viene consigliato di iniziare la giornata con un bicchiere di acqua calda e poi la regolare colazione, che spesso in MTC presenta zuppa di miso, zuppa di verdure (cipolla, sedano, porro e carote), piatto di riso integrale.

– Nell’elenco degli alimenti rinfrescanti troveremo : tutte le verdure crude, pomodori, cetrioli, zucchine, lattuga, alghe, menta, maggiorana; i cereali quali l’orzo, il grano saraceno, i legumi, la carne di cavallo, lo yogurt, tutti i latticini, cozze, seppia e le vongole. Tra la frutta troveremo: anguria, melone, banana, mele, pere, uva, kiwi e agrumi.

– Negli alimenti neutri troveremo: riso, farro, kamut, pesce, tacchino, legumi, basilico, salvia, alloro, prezzemolo.

Troviamo tre grandi categorie in quanto non è mai il caso di eccedere su un alimento o l’altro e qui entrano in gioco gli alimenti neutri che non spostano l’energia né verso lo yang come gli alimenti riscaldanti, né verso lo yin come quelli rinfrescanti. Va da sé che d’inverno andrebbero consumati alimenti riscaldanti e d’estate alimenti rinfrescanti.
Inoltre la medicina tradizionale cinese vede correlazione tra la figura dell’individuo e il tipo di alimentazione che dovrebbe seguire, come per l’ayurveda del resto; quindi troveremo persone prettamente Yang ( attivi, congestionati) che dovrebbero prediligere alimenti yin; e persone Yin (pallidi, freddolosi, depressi, chiusi, emotivi) che dovrebbero prediligere alimenti yang.
La dieta giusta, infine. Come raccomandato anche dai nutrizionisti occidentali, deve rispettare la stagionalità di frutta e verdura.

Scuola Scitoshiatsu Roma Il personale svolge anche attività di volontariato c/o il centro A.V.I.S.N. U-Manoterapia con trattamenti gratuiti a persone diversamente abili.

A.V.I.S.N. Onlus

 

 

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