Oggi, 6 Dicembre 2018, si ricorda uno dei santi più popolari di tutta la cristianità: San Nicola.

Il personaggio più amato e atteso dai bambini nel periodo natalizio è sicuramente Babbo Natale (i miei iniziano a chiedere di lui, passato ferragosto 😝).

Ma c’è qualcosa di vero e di concreto dietro al mito dell’uomo vestito di rosso che porta doni natalizi ai bambini?

Quest’uomo che trascorre dodici mesi all’anno a costruire giocattoli insieme ad un gruppo di elfi e che, puntualmente, nella ‘magica’ notte tra il 24 e il 25 dicembre si accinge a distribuirli a tutti i bimbi del mondo a bordo della sua slitta volante guidata dalle bellissime renne, affonda le sue origini nel lontano passato e in una tradizione più religiosa che magica ma che, come è accaduto spesso nel corso della storia, è diventata una meravigliosa leggenda fatta di miscugli e contaminazioni, di sacro e di profano.

Il mito di Babbo Natale nasce dalla leggenda di San Nicola: secondo la tradizione, san Nicola regalò una dote a tre fanciulle povere perché potessero andare spose invece di prostituirsi e – in un’altra occasione – salvò tre fanciulli.
Babbo Natale, ovvero Santa Claus, deriva da Sinterklaas, nome olandese di san Nicola e la tradizione affonda le proprie radici nei secoli passati. La notte tra il 5 e il 6 dicembre, infatti, tutti i bambini, soprattutto nel Nord Europa, appendevano le loro calze davanti al caminetto in attesa dei dolcetti portati dal Santo. Nel Cinquecento, però, con la Riforma Protestante venne temporaneamente abolito il culto dei santi in alcuni paesi europei. Il compito di portare i regali ai bambini, dunque, venne ‘affidato’ alla figura di Gesù Bambino e l’attesa dei regali si spostò dal 6 al 25 dicembre.
Il culto di San Nicola è molto diffuso. Ogni 6 dicembre i piccoli europei si svegliavano felici perché il Santo aveva portato loro i doni. Nel mondo ortodosso, San Nicola non teme confronti, neppure con santi come Giorgio, Teodoro, Demetrio o Sergio. Persino il mondo protestante, benché restio al culto dei Santi, strizza da sempre un occhio verso il culto di San Nicola (nemmeno l’austero Lutero ha potuto far nulla contro “l’eroe dei bambini”, anzi, sono proprio navi di olandesi protestanti ad aver portato il mito di San Nicola in America). Quando, nel 1613, gli Olandesi fondarono New Amsterdam (ora New York), infatti, portarono con sé tutte le loro tradizioni ed anche la devozione a San Nicola che entrò prepotentemente nel folklore americano. Nel 1821 viene dato alle stampe un libro illustrato, “L’Amico dei Bambini”, in cui si legge: “Il vecchio Santa Claus con grande gioia guida la sua renna (…) per portare a te ogni anno i suoi regali”. Si tratta della prima attestazione scritta dell’uso delle renne; mentre l’anno successivo, l’immagine del Santo subisce un’ulteriore trasformazione. Clement Clarke Moor, nella sua poesia “La Visita di S. Nicola”, scrive: “Era la notte prima di Natale (…) Le calze erano appese al camino con cura, nella speranza che S. Nicola sarebbe arrivato presto (…), una slitta in miniatura tirata da otto piccole renne con un piccolo vecchio alla guida, così amabile e agile capii subito: quello dev’essere San Nicola (…) la barba era bianca come la neve (…), aveva una faccia larga, e un po ‘di pancia rotonda (…) Era grassottello e paffuto, proprio un vecchio allegro elfo“.
Ma resta un punto fermo: il suo amore per i bambini e l’amore per i bambini verso di Lui.

 

 

 

Mentre io sono alle prese con la stesura e la preparazione dei secondi piatti, arrivano le ricette dei biscotti, biscotti natalizi per tutti i gusti e dai molteplici utilizzi:


puoi mangiarli, utilizzarli per decorare l’albero o la tavola e persino regalarli!

* una proposta dolce [ma non troppo, naturalmente]

Scopri la ricetta ⬅️

* una proposta salata da servire come salatini o snack:

Scopri la ricetta ⬅️

entrambi speziati, facilissimi da fare, perfetti per coinvolgere i bimbi nella loro preparazione!

 

Francesca Romano food blogger di giallo zafferano anche su Facebook con la pagina “a zucchero zero”