E’ la festa della luce che trionfa sul buio, per rasserenare gli animi di ognuno, nella certezza che il sole e la bella stagione torneranno, che la natura rifiorirà e la vita si perpetuerà per sempre, nonostante il buio della notte di santa Lucia che, come ci insegna la tradizione, “è la notte più lunga che ci sia”.

il giorno di Santa Lucia è atteso con gioia dai bambini perché la Santa, in groppa al suo asinello e seguita dal cocchiere Castaldo, porta doni ai più piccini!

Qualche tempo prima della festa, i bambini scrivono a Santa Lucia una lettera in cui segnalano i regali che vorrebbero ricevere, perché sono stati buoni e meritevoli durante tutto l’anno.
In cambio dei regali, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, i bambini lasciano un piatto di farina per l’asinello, una tazza di caffè per Santa Lucia e un pezzetto di pane per Castaldo.

Ma anche biscotti, vino, arance, fieno…

Santa Lucia, quando arriva, è sempre attenta a non farsi vedere e se qualche bambino cerca di stare sveglio per scorgerla, la Santa butta una manciata di cenere negli occhi dei curiosi!

Al risveglio la mattina del 13 dicembre i bambini troveranno dolci, caramelle e cioccolata e i doni che hanno richiesto, se li hanno meritati.

Una leggenda invece narra che la giovane Lucia abbia fatto innamorare un ragazzo che, abbagliato dalla bellezza dei suoi occhi, glieli abbia chiesti in regalo. Lucia acconsente al regalo, ma gli occhi miracolosamente le ricrescono e ancora più belli di prima. Il ragazzo chiede in regalo anche questi, ma la giovane rifiuta, così viene da lui uccisa con un coltello nel cuore.

 

Santa Lucia è stata una martire cristiana, morta durante le persecuzioni di Diocleziano a Siracusa; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Le sue spoglie mortali sono custodite nel Santuario di Lucia a Venezia. (Wikipedia)

 

In occasione della Festa di Santa Lucia, a Ragusa come nella limitrofa Siracusa, è usanza preparare la “cuccia”.

Si narra che nel 1646 durante un periodo di grave carestia, a Siracusa, il 13 Dicembre arrivò una nave carica di frumento, come fosse un miracolo. Il nome “cuccia” deriva da “coccio” cioè “chicco”.
La tradizione vuole che questo dolce sia distribuito a familiari, amici e vicini di casa, mentre le briciole si dovrebbero lasciare sui tetti per sfamare gli uccellini.
Fonte: http://www.esplorasicilia.com.

Si prepara con il frumento che viene cotto con il sale e si aggiungono i ceci a simboleggiare gli occhi di Santa Lucia, patrona della vista.

Si serve semplice condita con sale e olio oppure dolce condita con miele, cacao, ricotta o creme di gusti vari.

Mi dispiace non avere foto da mostrarvi, non mi sono ancora mai cimentata nella sua preparazione mentre mia madre la prepara ogni anno, nel giorno della Santa, in svariati gusti.

Vi prometto che rimedierò.

Il mio preferito rimane il più semplice: sale e olio!

Nel frattempo i miei menù di Natale stile a zucchero zero proseguono con due contorni da leccarsi i baffi, perfetti sia per il pesce sia per la carne:

* Insalata di finocchi, mele e olive con scaglie di mandorle e cannella:

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* Funghi gratinati al forno cotti senza olio:

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Non perdere di vista il blog, ancora tante chicche in tema Natalizio in arrivo!

Come dici? Ti aspettavi almeno un dolce?

Da tradizione sicula ma con mooolto meno zucchero ho preparato dei buonissimi biscotti integrali alle mandorle, eccoti la ricetta:

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Francesca Romano food blogger di giallo zafferano anche su Facebook con la pagina a zucchero zero