D come disabilità a cura di Katiuscia Girolametti

L’ipotiroidismo è una condizione in cui la ghiandola tiroidea non produce una sufficiente quantità di ormoni importanti. Questa condizione sconvolge il normale equilibrio delle reazioni chimiche nel corpo, e raramente provoca sintomi durante le fasi iniziali, ma col passare del tempo, se non trattata, può causare una serie di problemi di salute, come obesità, dolori articolari, infertilità e malattie cardiache.
La tiroide produce gli ormoni tiroidei chiamati tiroxina (T4) e triiodotironina (T3) sotto il controllo di un ormone ipofisario chiamato TSH la produzione di TSH è regolata a sua volta da una sostanza prodotta dall’ipotalamo e chiamata trh gli ormoni tiroidei circolano nel sangue legati da una proteina tbg ma solo gli ormoni in forma libera ft3 e FT4 sono attivi in gravidanza la tiroxina passa attraverso la placenta ed essa è essenziale per lo sviluppo celebrale dell’embrione e del feto, soprattutto hanno una funzione fondamentale del sistema nervoso centrale e nello sviluppo neuropsichico.

Quali sono le cause dell’ipotiroidismo?

Fra le cause di ipotiroidismo, alcune delle più importanti sono:

  • malattie autoimmuni (ad es. tiroidite di Hashimoto)
  • rimozione chirurgica della tiroide
  • terapia con iodio radioattivo
  • alcuni farmaci (ad es. l’amiodarone utilizzato per le aritmie cardiache, il litio per determinati problemi psichiatrici)

Talvolta, invece, l’ipotiroidismo può essere causato da difetti congeniti (nel qual caso è presente fin dalla nascita), dall’incapacità della ghiandola ipofisaria di produrre l’ormone necessario  alla stimolazione della tiroide (TSH), dalla gravidanza o dalla carenza di iodio.
Sintomi:
A causa del ipotiroidismo Si possono verificare durante la gravidanza una scarsa motilità del feto è un parto oltre il termine alla nascita.

Alla nascita invece si può riscontrare:

– Ittero neonatale
– Fontanelle più ampie
– Capelli a impianto basso sottili e ruvidi

– Cute pallida secca e fredda
– Occhi inespressivi e socchiusi
– Lingua di dimensioni maggiori al normale

– Difficoltà di suzione
– Tono muscolare diminuito
– Frequenza cardiaca inferiore alla norma

– Pianto rauco
– Stipsi
– Ernia ombelicale.

Mentre dopo il primo anno di vita l’ipotiroidismo si manifesta con un deficit di crescita nella statura: molto spesso caratterizzato da una sproporzione della parte superiore, quindi tra il tronco e le braccia molto sviluppate e la parte inferiore invece, che si presenta più corta e un rallentamento dello sviluppo neurologico che comporta un ritardo della comparsa delle comuni attività psicomotorie.

Utile è trattare anche i sintomi secondari derivati dall’ipotiroidismo, come ad esempio l’anemia.

La correzione delle abitudini alimentari non solo è utile per affrontare meglio la terapia, ma è necessaria per evitare stipsi, che spesso accompagna chi è affetto da ipotiroidismo.
A tal proposito scopriamo l’importanza del sale con
Francesca Romano “a zero zucchero” food blogger di giallo zafferano

 

D come diabete a cura di Francesca Romano

Vivo sul mare, in Sicilia, dove l’incidenza di malattie legate alla tiroide è particolarmente elevata.
Le cause sono diverse: carenza iodica e conseguente dieta povera di iodio, fattori ambientali, presenza di vulcani e aree geotermiche specialmente nella provincia di Catania.
Lo iodio è, infatti, il principale costituente degli ormoni prodotti dalla tiroide: tetra-iodotironina o tiroxina [T4] e tri-iodotironina [T3].
La principale fonte di questo importante micronutriente è l’alimentazione che però, come abbiamo visto nel caso della Sicilia, non sempre riesce ad apportarne una quantità sufficiente.
E’ possibile integrare l’apporto alimentare di iodio attraverso una dieta varia e bilanciata e attraverso l’utilizzo di sale iodato, tenendo conto che un eccesso [così come un difetto] del microelemento in questione determina disturbi della tiroide.
Gli alimenti più ricchi di iodio sono: il pesce e i frutti di mare inoltre latte, carne e uova mentre ne ostacolano l’assorbimento: cavolo, rape e ravanelli.
Per contrastarne gli effetti si può utilizzare il sale iodato: sale da cucina addizionato con iodio.
Rimanendo in tema di sale, alcuni tipi di sale utilizzabili in cucina sono:
– sale del Mar Morto: ricco di magnesio e potassio;
– sale di Cervia: ricco di iodio, zinco e potassio;
– sale grigio di Bretagna: ricco di sali minerali e povero di sodio;
– fior di sale di Trapani: ricco di magnesio e di potassio e povero di sodio;
– sale rosa dell’Himalaya: ricco di potassio, ferro, calcio, zinco, rame e zolfo.
Il consumo giornaliero di sale indicato nella dieta mediterranea [che è quella da noi seguita per la prevenzione del diabete] è di 3-5 grammi al giorno.
Tra gli alimenti ricchi di iodio: i crostacei [74 microgrammi di iodio in 100 gr di alimenti] così oggi vi propongo dei gustosissimi “gamberoni alla griglia sgusciati”, a prova di assaggiatori pigri:

Clicca qui per leggere la ricetta 😋

 

 

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