D come disabilità di Katiuscia Girolametti 

Avete fatto caso che nella mia biografia si parla sempre di cicale fritte?

Daniele all’età di due anni era un bambino paffuto, molto paffuto, ciccioso come il bonroll dell’Aia: le braccia sembravano pezzi di salsiccia legate strette tra loro e la pediatra mi diceva che se non si trovava rimedio sarebbe diventato sicuramente un futuro obeso; gli piaceva mangiare altroché, si sporcava tutto neanche fosse lui il piatto stesso, gli ritrovavo i pezzetti di minestrina anche tra i piedini molli e gonfi come due ovoline di bufala. Durante la stessa estate, improvvisamente, iniziò a mangiare sempre meno, non voleva più la sua adorata pasta, né carne, né frutta, così iniziai ad alimentarlo con gli omogenizzati (spesso fatti in casa) ma anche quelli, niente! Si dimagri’ tantissimo e al contempo si alzò di statura facendo però allungare la muscolatura e di conseguenza aumentare la spasticita’ alle gambe e braccia che apparivano come due zampette d’insetto; riuscivo a fargli mangiare wurstel e patate che cucinavo in ogni modo. Era scheletrico, la pelle verdastra e profonde occhiaie, i mal di pancia ormai giornalieri e riusciva ad evaquare dopo 4 giorni solo con il microclisma; aveva totalmente abbassato l’attenzione, perennemente lo sguardo assente… Sembrava proprio una cicala fritta! Dopo aver sentito diversi specialisti, l’equipe medica Delacato mi consigliò la dieta senza glutine e lattosio, strettamente seguita da un nutrizionista; già dopo le prime settimane la sua attenzione era migliorata, era presente in ogni momento della giornata, la scialorrea sparita, l’appetito tornato così come la regolarità intestinale. Ma vediamo insieme la dottoressa Paola Giosuè la correlazione tra autismo, glutine e lattosio; prima la food-blogger di giallo zafferano Francesca Romano ci introdurrà le intolleranze e il diabete con una fantastica ricetta.

D come diabete di Francesca Romano

Capita, non di rado, che il diabete sia associato ad allergie e intolleranze alimentari.
Tra le più comuni:
– intolleranza al lattosio;
– intolleranza al glutine.

Il lattosio è lo zucchero del latte ed è un disaccaride che viene scisso ad opera dell’enzima lattasi in due monosaccaridi: glucosio + galattosio.
L’intolleranza al lattosio è causata appunto da una carenza parziale o totale dell’enzima.
Il lattosio, oltre ad essere presente nel latte e nei latticini, è utilizzato come additivo alimentare in alcuni alimenti e come eccipiente in alcuni farmaci quindi chi soffre di intolleranza al lattosio deve leggere con molta cura le etichette degli alimenti e dei farmaci.
In commercio si trova il latte senza lattosio [delattosato] cioè addizionato con l’enzima lattasi che scinde il disaccaride nei due monosaccaridi.
Per quanto concerne la glicemia, nel latte delattosato il contenuto totale di zuccheri rimane invariato ma la digestione di glucosio e galattosio è più veloce rispetto alla digestione del lattosio con possibile maggiore aumento della glicemia [da testare su se stessi].
Questo significa che in caso di intolleranza al lattosio e iperglicemia è opportuno consumare latte delattosato, altrimenti no.
Il latte di origine vegetale rappresenta una buona alternativa ma deve essere privo di zuccheri aggiunti; da evitare il latte di riso mentre il latte d’avena non va consumato caldo per una questione di innalzamento dell’indice glicemico.

Passando al glutine, si tratta di un complesso proteico dal valore nutritivo non elevato. E’ presente in alcuni cerali e assente in altri inoltre occorre prestare attenzione ad eventuali contaminazioni degli alimenti in quanto viene utilizzato in molti processi produttivi [per l’elenco di alimenti permessi, a rischio e vietati affidarsi sempre a fonti scientificamente verificate].
L’intolleranza al glutine è spesso associata al diabete mellito di tipo 1 e la combinazione delle due patologie costringe ad una dieta ulteriormente stretta che non deve comunque portare ad una riduzione drastica dei carboidrati a favore di proteine e lipidi [ricordiamoci la regola del pasto bilanciato].

Una ricetta che combina riso integrale e legumi risponde bene alle esigenze legate a iperglicemia associata alle due intolleranze:

Clicca qui per leggere la ricetta 😋

Francesca Romano “a zero zucchero” food blogger di giallo zafferano  

D perché mi prendo cura Di te della Dott.ssa Paola Giosuè 

Glutine,latticini e infiammazione .

Dottoressa Paola Giosuè, osteopata e fisioterapista

…È davvero affascinante pensare che il sistema nervoso enterico, la complicata rete di nervi nel nostro tratto gastrointestinale, assomigli così tanto ad antiche strutture di reti nervose. È una delle ragioni che m’inducono a pensare che il sistema nervoso enterico sia effettivamente stato il “primo” cervello, e non il “secondo, come viene comunemente definito. (da “ Lo strano ordine delle cose di A. Damasio- maggio 2018)

La Sindrome dello spettro autistico è un’encefalopatia ad eziogenesi sconosciuta. Sono state fatte innumerevoli ipotesi, sostenute da studi più o meno accreditati; attualmente tra le cause si osservano anche i disordini immunologici, le infiammazioni, e le alterazioni ossidative. Si ritrovano connessioni tra bambini malati, i cibi che mangiano e gli ambienti a cui vengono esposti.
Si tratta di un disturbo biologico che riguarda il cervello; è evidente la differenza tra il sistema nervoso di un bambino sano e quello di un bambino con autismo: c’è grande disordine delle cellule nervose e un aumento della sostanza bianca, costituita da una serie di elementi di connessione tra cui la microglia. La microglia è una sostanza “grassa” perché per l’80% è formata da lipidi, per il 20% da proteine. Svolge diverse funzioni tra cui anche quella di “spazzino del cervello”, in essa si contano elevate quantità di citochine, sostanze pro-infiammatorie identiche a quelle presenti a livello sistemico in caso di alterazioni tissutali.
Non necessariamente deve trattarsi di un’infiammazione primaria, ovvero partita dal cervello, ma anche proveniente da altri organi;le sostanze infiammatorie raggiungono, di conseguenza,la microglia, inducendola a produrre sostanze altamente tossiche per i neuroni, citochine infiammatori e radicali liberi. I radicali liberi ossidano le cellule danneggiandole, producendo un neurotrasmettitore tossico : il glutammato. Quando la microglia è attivata in un bimbo malato di autismo, anche lieve, si produce glutammato e si attivano i ricettori del glutammato, dando origine all’ipereccitabilità delle cellule nervose. Quando l’infiammazione passa la barriera ematoencefalica, si attiva la microglia. Se nell’organismo viene a mancare anche il glutatione, principale antiossidante del corpo, si genera una condizione di infiammazione cronica. La dieta dei bambini è fondamentale nella prevenzione e nel controllo dell’autismo; se si analizza l’infiammazione intestinale dei bimbi afflitti da autismo, si nota la presenza di una iperplasia linfo-nodulare. L’infiammazione intestinale può estendersi anche a livello celebrale. Se la mucosa dell’intestino è raggiunta da sostanze dannose, introdotte attraverso i cibi, i comportamenti dei bimbi autistici possono peggiorare in modo esponenziale.
Il cibo ha quindi forti conseguenze sul manifestarsi dei tipici sintomi dell’autismo.
Tra gli alimenti da tenere sotto controllo vi sono la caseina (la proteina principale del latte), e il glutine . Sono loro che possono scatenare le cellule linfocitarie e indurle a produrre citochine infiammatorie, oltre all’Interleuchina 1 e al TNF, creando così tutte le premesse per l’attivazione di microglia.
Da uno studio effettuato sulle biopsie intestinali, si è calcolata la quantità di citochine infiammatorie presenti negli intestini dei bimbi autistici. I risultati hanno mostrato valori molto alti di interferone gamma, FNT alfa, mantenendo invece bassa l’interleuchina 10, notoriamente alta nei bimbi sani. Negli Stati Uniti d’America, già da molti anni, si insiste molto su una dieta senza glutine e caseina. Togliere latte, formaggi, pane, pasta, cereali con glutine dal regime alimentare di questi bimbi può apportare grandissimi risultati in termini di miglioramento della plasticità neuronale e di controllo dei comportamenti tipici della persona affetta da autismo.

Dottoressa osteopata e fisioterapista Paola Giosuè, specialista in neuro riabilitazione e disturbi neuronali dell’età evolutiva. Tutor metodo Delacato.

Per info e contatti: Paola Giosuè 📩

 

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