A cura di Katiuscia Girolametti 

Il fabbisogno proteico è particolarmente elevato nel primo anno di vita in relazione al rapido accrescimento del bambino normalmente è pari a 1,6g/100 Kcal nelle prime 6 settimane di vita e scende in seguito fino a 1,4g/100 Kcal la quota media di 1 g per chilo di peso del bambino al giorno in genere l’alimentazione dei bambini e iperproteica.

Attenzione però:

L’eccessiva assunzione di proteine nei primi anni di vita, oltre a determinare danni acuti come un eccessivo carico renale e  una perdita di calcio con le urine, aumenterebbe nel tempo il rischio di sviluppare sovrappeso ed obesità.

Quindi risulta molto importante che gli alimenti ricchi di proteine facciano parte della dieta del bambino con un’adeguata regolarità e in modo equilibrato, le proteine devono costituire non più del 15% delle calorie introdotte quotidianamente.

Le proteine costituiscono la maggior parte dei tessuti organici del bambino e svolgono funzioni fondamentali per l’organismo la più importante è quella plastica che favorisce cioè lo sviluppo corporeo.

Le proteine hanno poi una funzione regolatrice intervenendo in diversi processi e reazioni biochimiche una funzione energetica in quanto possono essere impegnate nell’organismo per sviluppare energia, funzione di trasporto dei nutrienti, di difesa immunitaria e di protezione dagli agenti esterni.

Come scegliere?

Esistono due fonti proteiche: quella vegetale che appunto deriva da cereali, legumi, verdure e frutta ma sono carenti di alcuni aminoacidi essenziali e le proteine animali che al contrario sono considerate di elevato valore biologico perché costituite da tutti gli gli aminoacidi essenziali e si assumono con il consumo di carne, uova, pesce e latticini. Per una corretta alimentazione almeno un terzo della quota proteica giornaliera dovrebbe essere costituito da proteine di origine animale che alterni proteine animali e vegetali ed evitare assolutamente un’alimentazione troppo selettiva.

 

A cura di Francesca Romano

Le proteine sono costituite da unità semplici dette amminoacidi, distinti in non essenziali [il nostro organismo è in grado di sintetizzarli] ed essenziali [vanno necessariamente introdotti con la dieta].

Le proteine che apportano gli amminoacidi essenziali sono dette ad alto valore biologico e sono contenute negli alimenti di origine animale [carne e pesce, uova, latte e derivati] mentre le proteine che mancano anche di un solo amminoacido sono dette a basso valore biologico e sono contenute negli alimenti di origine vegetale [legumi, pane e pasta].

Nell’adulto è considerata ottimale una quota proteica costituita per 1/3 di proteine animali e per 2/3 di proteine vegetali.

Ma le proteine vegetali, come dicevo sopra, sono proteine a basso valore biologico.

Un abbinamento chiave della dieta mediterranea è dato da cereali [pane, pasta, riso] e legumi!

I legumi contengono amminoacidi assenti nei cereali.

I cereali contengono amminoacidi assenti nei legumi.

Abbinando le due fonti si verifica quella che viene definita una complementazione proteica.

Tra i pregi dei legumi ricordiamo l’elevato contenuto in fibre; inoltre, nella nostra dieta atta a prevenire o tardare l’insorgenza del diabete li consumiamo regolarmente con cereali integrali.

Segue ricetta

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