D come disabilità di Katiuscia Girolametti

La dimetilglicina è un farmaco che abbiamo scoperto da poco e già solo scrivendo due righe ho commesso un errore perché il dmg non è un farmaco ma bensì un integratore di vitamina b (dell’aspetto scientifico si occuperà poi la dottoressa Paola Giosuè) purtroppo i dosaggi prescritti solitamente per chi affetto da autismo o patologie simili sono “alti” ( <100mg) e in Italia non è possibile reperire tale posologia se non mescolato già ad altre vitamine con una bassissima grammatura (multivitaminici), esiste però una farmacia internazionale Svizzera che lavora il dmg puro acquistato direttamente in America, i costi non sono assolutamente elevati, la spedizione è rapida, il sapore del farmaco (capsule apribili) è semi-dolce e frizzantino, quindi viene ingerito con facilità anche in poca acqua. Funziona? Nel nostro caso decisamente sì, soprattutto nel linguaggio importanti miglioramenti. Intanto scopriamo insieme a Francesca, in quali alimenti si trova la dimetilglicina, come prepararli e subito dopo la dott.ssa Paola Giosuè ci spiegherà cos’è la dimetilglicina.

* in generale per mascherare il sapore amaro delle pastiglie si può provare ad assumerle con l’ananas (solo se il farmaco si può ingerire con il cibo)

 

D come diabete di Francesca Romano

Non avevo mai sentito parlare prima d’ora di DMG.
DMG sta per dimetilglicina.
La dimetilglicina è classificata come “cibo” e si trova in alcuni alimenti come la crusca di riso o il fegato, in quantità piccolissime.
Chimicamente somiglia alle vitamine idrosolubili ma non è una vitamina, secondo alcune fonti è solo una parte, la più attiva, della vitamina B15 [acido pangamico)].

Alimenti che contengono la vitamina B15:
lievito di birra, grano, cereali integrali, crusca di riso, riso intero, riso integrale, semi di girasole, semi di zucca, sesamo, nocciolo di albicocca, uova, formaggio, sangue di manzo, fegato di cavallo.

Ho deciso quindi di proporvi un’insalata insolita e vivace resa ancora più sfiziosa dai semi di  sesamo tostati:

Scopri qui la ricetta!

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D perché mi prendo cura Di te della Dottoressa Paola Giosuè

Dottoressa osteopata e fisioterapista Paola Giosuè, specialista in neuro riabilitazione e disturbi neuronali dell’età evolutiva. Tutor metodo Delacato.

 

I genitori dei bambini malati sono molto informati, determinati, coalizzati al punto di scambiarsi notizie riguardanti ciò che possa migliorare la situazione dei loro figli. Attualmente è molto “di moda” l’utilizzo della Dimetilglicina nell’autismo.
Scietificamente non c’è letteratura che possa supportare questa tendenza perciò da professionista non posso trasmettere informazioni dettagliate né certezze terapeutiche. Si tratta di una molecola in grado di ridurre l’ossidazione delle cellule pertanto si conoscono i suoi effetti positivi in varie condizioni quali: accrescere l’energia del corpo, migliorare le funzioni cardiovascolari, migliorare il metabolismo del glucosio, stimolare il sistema immunitariomo, migliorare l’ utilizzo dell’ ossigeno,

L’uso di questa forma di integrazione nello spettro autistico e i conseguenti miglioramenti di certe funzioni può essere attribuibile a una migliorata condizioni metabolica sistemica. L’osteopata si occupa della salute, Andrew Taylor Still, padre fondatore dell’osteopatia affermava che compito del medico è ricercare la salute perché tutti sanno trovare la malattia. Il mio approccio è di tipo manuale anche in condizioni di neurolesioni, perché, migliorando le funzioni corporee è possibile migliorare l’integrazioni neuronale (Viola Frymann). Per questo, secondo la nostra medicina manipolativa è fondamentali avvicinare al trattamento tutto quello che garantisca e sostenga la salute perciò un’ alimentazione funzionale e una eventuale integrazione. La medicina integrativa è “mano medica” per cui non è possibile utilizzare certi prodotti in maniera imitativa o su consiglio di altri. È comparso proprio in questi giorni su Nature Comunicationun, autorevole rivista scientifica internazionale, un articolo che riguarda la medicina personalizzata in caso di schizofrenia. Vari autori tra cui il giovane maceratese, Dottor Diego Scheggia hanno dimostrato l’efficacia di neurolettici in caso di schizofrenia solo nel 25% della popolazione che ha una variante genica che influisce sull’ efficacia dell’ uso degli antipsicotici. Ciò dimostra che anche nella medicina tradizionale è fondamentale personalizzare la cura: non c’è una ricetta per l’applicazione di un trattamento manipolativo osteopatiche uguale per tutti, non c’è una ricetta per l’utilizzo di una terapia integrativa uguale per tutti, non c’è un alimento che possa essere idoneo ed efficace per tutti. Però c’è libertà di informazione quindi è importante che chi si occupa di patologie che vengono inquadrate come spettro sappia che tra le varie possibilità di intervento ci sono anche prodotti come la Dimetilglicina.

 

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