Dieta antinfiammatoria: per sgonfiarsi, prevenire dolori e alzare le difese immunitarie.

 

D come disabilità a cura di Katiuscia Girolametti

 

  • Quando parliamo di diete vi consiglio sempre di sentire il vostro medico curante, ogni corpo necessità di alcune priorità specifiche.

 

Prima di parlare di dieta antinfiammatoria è necessario dare una definizione di cosa sia l’infiammazione; la definizione medica riporta: “L’infiammazione è un meccanismo di difesa non specifico innato, che costituisce una risposta protettiva, seguente all’azione dannosa di agenti fisici, chimici o biologici, il cui obiettivo finale è l’eliminazione della causa iniziale di danno, e l’avvio del processo riparativo”.L’infiammazione è una naturale risposta difensiva innescata dall’organismo per proteggersi e guarire dai danni causati da fattori fisici, biologici, o chimici. Purtroppo, a volte l’infiammazione può diventare cronica, e può durare per molto tempo – settimane, mesi o addirittura anni – costituendo una vera minaccia per la salute, e creando problemi più o meno gravi. Per ridurre l’infiammazione, è possibile adottare una dieta antinfiammatoria e uno stile di vita sano. I segni classici di un’infiammazione acuta (a breve termine) sono: arrossamento, dolore, aumento della temperatura corporea a livello locale e gonfiore. L’infiammazione cronica (a lungo termine) è invece silente, e in genere si verifica all’interno del corpo senza sintomi evidenti. Questo tipo di infiammazione può causare problemi di salute come il diabete, le malattie cardiache, il fegato grasso (steatosi epatica), e il cancro.

La dieta antinfiammatoria è la base comune a tutte le patologie; ogni sindrome, tuttavia, richiederà delle accortezze ulteriori da definire con il proprio nutrizionista o dietista. Senza una dieta antinfiammatoria alla base, è meno probabile che si possa avere una regressione dei sintomi: il terreno organico deve essere ‘fertile’, ricettivo alle cure; se il corpo è infiammato, non può essere sufficientemente reattivo. Se vi mettete a dieta per dimagrire, è bene che siano tenuti in considerazione molti dei princìpi qui elencati: perdere grasso in presenza di quadro infiammatorio significa avere più probabilità di rimettere peso con una certa facilità.
Come può influire quello che mangiamo?
1. In primo luogo, alcuni dei mediatori prima indicati (prostaglandine, leucotrieni, citochine) vengono prodotti su stimolo dell’alimentazione.
2. Quando si formano in modo cronico le specie reattive dell’ossigeno (i cosiddetti radicali liberi), il modo in cui ci alimentiamo permette di avere un aiuto esterno da antinfiammatori vegetali (come ad esempio i flavonoidi o la vitamina C), oltre che rafforzare le nostre stesse difese antiossidanti.
3. Alcuni ormoni, come insulina e cortisolo, influenzano l’infiammazione, e sono a loro volta influenzati dal modo in cui ci nutriamo.
Riassumiamo quindi una lista di alimenti concessi e alimenti “tossici” scopriamo con la food-blogger di giallo zafferano Francesca Romano il menù proposto e di seguito Tiziana Forconi  ci racconterà la sua personale esperienza con questa dieta.

Schema alimentare

 

 

D come diabete di Francesca Romano

A zucchero zero

Anche questa settimana, mi è stata data la possibilità di approcciarmi e di documentarmi su un interessante argomento che vede alimentazione e salute strettamente correlate: la dieta antinfiammatoria.
L’infiammazione non è altro che un meccanismo di difesa del nostro organismo.
Tra gli esami del sangue da fare, per controllare la presenza e il livello di infiammazione del nostro organismo, quelli che misurano livello di insulina e glicemia a digiuno; tali valori, infatti, sono indicativi [oltreché di resistenza insulinica e prediabete] di uno stato infiammatorio.
Nello specifico, l’insulina influenza l’infiammazione e l’alimentazione influenza la produzione di insulina.
L’insulina, infatti, è un ormone prodotto in risposta all’assunzione di cibo, la quantità varia a seconda della composizione del nostro pasto [in particolare del contenuto e del tipo di carboidrati].
In tema di prediabete abbiamo già discusso di quanto sia importante mantenere stabile la glicemia.
In tema di dieta antinfiammatoria ci servirà sapere che i picchi di insulina alimentano l’infiammazione.
L’alimentazione volta a prevenire il diabete e l’alimentazione volta a prevenire l’infiammazione quindi hanno come obiettivo comune quello di evitare i picchi glicemici.
Sarà scelta comune pertanto quella di orientarsi verso cereali integrali e, nel caso della dieta antinfiammatoria, in chicchi.
Vi propongo quindi una ricetta a base di riso e funghi cardoncelli:

Clicca qui per leggere la ricetta 😋

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D perché mi prendo cura Di te di Tiziana Forconi

Tiziana Forconi

Senza dilungarmi in presentazioni formali e noiose oggi son qui per parlarvi dello stile di vita  che ho adottato a tavola  in questi ultimi anni, in seguito a problemi di allergia e non solo.Circa sei anni fa scoprii di avere un’infiammazione cronica alla tiroide,la  tiroidite di Hashimoto ;avevo notato che le notevoli allergie (tosse ,starnuti a raffica,lacrimazione,prurito,problemi digestivi, di circolazione e il peso lievitato, etc )insieme ad  altri disturbi avevano notevolmente peggiorato la qualità del mio benessere e  mandato in tilt il  sistema immunitario .Toccai il fondo quando mi resi conto che tendevo a strozzarmi  semplicemente quando deglutivo la saliva.La zona anteriore del collo era gonfia e  dolorante e alcuni esami diagnostici evidenziarono questa patologia.

Tiziana Forconi, insegnante e artista

Nessuno medico accademico mi parlò della dieta ,mi dissero che dovevo eseguire dei controlli  periodici e che potevo per il momento evitare di prendere l’eutirox. Io che accanto alla medicina ufficiale ho sempre cercato altro ,andai dalla mia amica naturopata,esperta in nutrizione che mi parlo’ della correlazione tra glutine e problemi tiroidei, mi consigliò pertanto di eliminare il glutine ,i latticini, gli zuccheri. Tornando a casa feci un collegamento illuminante:il dottor Parisi qualche anno prima aveva consigliato a mia figlia la stessa alimentazione.Mia figlia , ad ottobre   nuova matricola in beni culturali ,scienze dello spettacolo,  a parte qualche stravizio giustificato  dall’essere una  bambina, ha sempre seguito questa dieta ,anzi se vogliamo proprio dirla tutta lei non ha mai amato pasta, pane e focacce varie! I dolci invece per  lei sono stati una grande tentazione.  Per la ragazza nata prematura, con esito di una lieve emiparesi sinistra, eliminare  questi  alimenti infiammatori, non benefici ,ha  determinato finalmente un miglioramento della qualità del suo benessere; nel giro di pochi mesi gli eritemi sono scomparsi, il reflusso gastroesofageo ,dramma di tanti neonati prematuri è stato gestito meglio (è guarito completamente quando è maturato il cardias) i problemi di gonfiore ma soprattutto la regolarità a livello intestinale hanno  permesso di migliorare la sua motricità che senza il blocco intestinale attualmente è più stabile e fluida.Rilassando gli organi interni  tutto l’organismo ne ha beneficiato e la sua motricità è diventata più  fluida . Tornando quindi alla mia tiroidite mi resi conto che dovevo seguire la dieta di mia figlia quindi mi documentai, feci altre ricerche poi mi appassionai così tanto che decisi di iscrivermi alla scuola di naturopatia  .Grazie a questo nuovo percorso ho capito meglio che ci sono alimenti che possono attenuare i processi infiammatori e lo stress ossidativi e quelli invece malefici che possono attivare l’infiammazione che può diventare cronica silente e generare malattie autoimmuni, metaboliche,degenerative,tumori, disabilità. Gli alimenti  infiammatori sono il glutine ,il latte e derivati ,gli zuccheri ,il cibo spazzatura ,morto nelle confezioni e ricco di conservanti e coloranti. La nostra nuova piramide alimentare è a base di  poca frutta(contiene zuccheri) e  molta verdura possibilmente a km 0,di riso a piccole dosi, di quinoa,di un 25% di proteine vegetali e animali( uova,carne bianca ,legumi ,formaggio di capra  e pesce)  Ultimamente grazie ad una dimostrazione di alimentazione crudista ho imparato a fare un simil formaggio a base di arachidi, di lupini o legumi  preparandolo direttamente nella fuscella della ricotta, molto gradevole al palato.

Generalmente la nostra colazione è  salata a base di tisane ,latti vegetali(riso, mandorle ,quinoa) frutta secca o fresca a piccole dosi ,crepes con verdure o uova che non sono ricche di colesterolo  come ci hanno fatto credere finora.

Il pranzo a base di abbondanti verdure cotte e crude, legumi quasi tutti i giorni e proteine . Per evitare problemi digestivi ormai ceniamo presto ma rispetto al passato la nostra cena è leggerissima ,adottiamo insomma il proverbio colazione da re , pranzo da principe e  cena da povero.Il condimento è a base di olio E.V.O unito a tante spezie soprattutto curcuma ,zenzero  e scalogno.  Ogni tanto facciamo qualche stravizio e allora il giorno dopo  mangiamo poco e ci depuriamo con i liquidi.  Io credo che accanto ad ogni specialista ci debba  essere un nutrizionista perché il cibo è la  benzina del corpo e dobbiamo scegliere il carburante di qualità più adatto a noi ;al di là dei cibi infiammatori e non ,il diario alimentare ci ha aiutato tanto nella fase del cambiamento per comprendere che un alimento per me può essere un veleno quindi va eliminato .Concludo pensando al popolo eschimese che non conosce le malattie dei paesi industrializzati e alla dieta di Okinawa che prende il nome dalle isole giapponesi ,dove si trovano il maggior numero di centenari;l’alimentazione di questo popolo  è a base di pesce ,verdure e alimenti a basso indice calorico, con grassi sani e proteine.

Visita la pagina di Tiziana e scopri qui le sue creazioni

 

 

 

 

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