Arlecchino si confessò scherzando

Il vestito di Arlecchino di Gianni Rodari

Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un’altra Pulcinella,
una Gianduja, una Brighella.

Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.

Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.

Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
“Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l’altro bolletta!”.

Fra le maschere italiane è certamente la più conosciuta e popolare. Pare che sia la più antica maschera di Carnevale, di origine bergamasca, diventò ben presto la maschera veneziana per eccellenza grazie a Carlo Goldoni che lo trasformò, nella sua commedia “Arlecchino servitore di due padroni”, da servitore sciocco a figura sveglia, furba, maliziosa e vincente: quasi diabolica .. legata quindi alla sua origine.

Curiosità
La radice del nome Arlecchino è di origine germanica: “Hölle König”, traslato in “Helleking”, poi in “Harlequin” significa appunto “Re dell’Inferno”.

Arlecchino ha un carattere stravagante e scapestrato. Ne combina di tutti i colori, inventa imbrogli e burle a spese dei padroni avidi e taccagni dei quali è a servizio, ma non gliene va bene una. Arlecchino non è uno stupido, magari un po’ ingenuo, talvolta forse un po’ sciocco ma ricco di fantasia e immaginazione. In quanto a lavorare nemmeno a parlarne. Arlecchino è la più simpatica fra tutte le maschere. Ancora oggi, dai palcoscenici dei teatri o nel mezzo di una festa di carnevale, incanta e diverte il pubblico dei bambini e non solo.Il suo costume famosissimo e tradizionale è composto da una maschera nera e fiammante e un vestito fatto di losanghe lucenti multicolori e un batocio, o battacchio: questo bastone, composto da due listelli di legno uniti insieme ad un’estremità, era una sorta di strumento musicale che veniva utilizzato dalle maschere della Commedia dell’Arte per colpirsi facendo rumore (senza farsi male).
Anche qui una leggenda si propone di spiegare qual è l’origine dell’abito tutto colorato di Arlecchino che nelle prime rappresentazioni veniva vestito con un costume bianco e maschera nera, un pò come Pulcinella. Si racconta che Arlecchino era un bambino che faceva parte di una famiglia molto povera. In occasione del Carnevale a scuola la maestra decise di organizzare una festa, alla quale però il bambino era l’unico a non poter partecipare, perché non poteva permettersi un costume adeguato. Vennero in suo aiuto i suoi compagni di scuola, che, spinti da un senso di solidarietà, portarono alla madre di Arlecchino, ciascuno un pezzetto di stoffa del proprio vestito. Con tutti questi pezzetti di stoffa la madre del povero bambino realizzò un vestito originale, che si caratterizzava per le sue variegate tonalità. Arlecchino fu il bambino più ammirato il giorno della festa di Carnevale.

Scopri anche:

Colombina Rugantino Pulcinella


Ultima settimana di febbraio che ci porta dritti al Carnevale.
Hai già pensato al menù?

Personalmente non amo questa festa.
Le tradizioni culinarie della mia Terra si!

Menù di Carnevale a base di carne stile a zucchero zero 🍽 nel rispetto delle tradizioni culinarie siciliane e ragusane ma con leggerezza:
Scopri qui il menù completo ⬅️

Francesca è anche su Facebook seguila metti un bel mi piace alla sua pagina 😊