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Mamma che film ci guardiamo Oggi?

Come potevamo non vedere il film del “Re Leone“? Uscito da pochissimo al cinema ed è già campione di incassi! Siamo stati per la prima volta allo “Space Cinema” di Parco dei medici (Roma) dove l’accessibilità è di casa, una delle poche volte in cui non abbiamo sentito il peso della sedia a rotelle. Il multisala è una piccola città con un inconfondibile stile americano: maxi insegne luminose, store a tema, fast food, ristoranti per tutti i gusti, in più lo Space Cinema, udite-udite, fa parte di un progetto che si occupa di promuovere e diffondere l’integrazione sociale, agendo sul comune di appartenenza, quindi biglietto gratuito per gli spettatori in carrozzina e per i loro accompagnatori.👏👏👏👏

Sala pulitissima raggiunta senza difficoltà, acustica perfetta e immagini sensazionali hanno reso il nostro pomeriggio veramente  indimenticabile.
Ma torniamo al nostro film perché  devo ammettere che la Disney si è superata con una grafica pazzesca, le voci di Elisa e Marco Mengoni con la loro potenza bucano gli schermi, la trama resta identica al famoso cartone animato del 1994, protagonista Simba, cucciolo testardo e determinato dopo aver smarrito se stesso ed essere stato colpevolizzato dallo zio Scar per la morte del padre Mufasa inizia il viaggio nella giungla abbandonando il branco.

Il suo incontro con Pumba e Timon lo fanno crescere totalmente spensierato a suon di “Hakuna Matata” dimenticando le sue origini fino al raggiungimento di Nola (futura sposa) che lo riporta nelle terre del branco per sconfiggere lo zio malvagio e riportare l’equilibrio nel cerchio della vita – E’ il cerchio della vita, ciò che ci muove attraverso la disperazione e la speranza, attraverso la fede e l’amore -.
Da non perdere assolutamente!

Ero sul divano con i ragazzi mentre fuori il caldo infuocava ogni cosa compresa la voglia di fare lavoretti, giochi o quant’altro, un pomeriggio da cartoni animati e ventilatore.
Su Rai yo-yo la sigla “la famiglia volpitassi“:
– un cartone nuovo?
– si finalmente!
– famiglia volpitassi?
– si mamma volpe e papà tasso!
Non lo vedevo sicuro nelle risposte ma il caldo attanagliava la gola e si sudava anche da fermi, quindi senza aggiungere altro mi limitai a guardare la puntata.

Volpitassi

Famiglia volpitassi
La serie animata de La famiglia Volpitassi (The Fox-Badger Family) va in onda dal 4 aprile 2019 alle ore 11.00, 15.40 e 21.15 su Rai Yoyo. Prodotta da Dargaud Media, Ellipsanime Productions e Philm CGI il cartone animato realizzato in grafica 3d con texture 2d acquarellate, si basa sul fumetto francese per bambini “Monsieur Blaireau e Madame Renarde” di Brigitte Luciani e Eve Tharlet tradotto in 17 lingue.

I protagonisti sono Scouty e Woodsy, giovani gemelli di tasso che vivono con il loro padre e la loro sorellina, Berry, in una tana nel bosco.
La loro vita è molto tranquilla fino a quando la signora Margaret Volpe e sua figlia Rosie si trasferiscono da loro. La vivace signora Volpe riporta gioia nella vita del Sig. Tasso, ma per i bambini significa dover accettare la nuova sorella. Alla fine, imparano ad andare d’accordo… Tutto è bene, quel che finisce bene e uniti formeranno l’inseparabile famiglia Volpitassi!
Famiglia allargata dunque, infatti la serie animata affronta uno dei temi più importanti di questo millennio “famiglia mista” cercando di portare a ragionare sull’accettazione delle differenze degli altri e nel riuscire a trovare la propria strada, per la costruzione della propria personalità. Purtroppo, dati alla mano, più del 50% dei matrimoni falliscono comprese unioni civili e coppie di fatto con almeno un figlio.

Genitori immaturi o coppie coraggiose?

Conosco molte donne che hanno 2 o addirittura 3 figli, tutti con uomini diversi e molto spesso questi uomini si conoscono vanno d’accordo e sono presenti a feste e compleanni, sento mamme che tranquillamente dicono “Ho invitato i due papà al compleanno di…”, oggigiorno è normalità, parliamo di donne che hanno affrontato uno dei fallimenti più grandi, quello della disunione della famiglia e nonostante tutto hanno avuto la forza di andare avanti, però mi chiedo se c’era realmente il bisogno di figliare con ognuno di loro, una mamma che fa un figlio con ogni uomo della sua vita che messaggio sta dando alla generazione futura? Fino a che punto può ritenersi stabile una famiglia allargata per la crescita di un bambino? Ma guardando anche l’altro lato: quante famiglie stanno insieme per finta? Quanti matrimoni per apparenza? Quante mogli subiscono in silenzio? E nemmeno questo di certo è un ambiente consono per la crescita…
Quindi non prendete la famiglia allargata come una moda, ma deve essere intesa come la migliore evoluzione delle famiglie che hanno fallito il loro compito di cammino comune.
Dobbiamo insegnare ai nostri figli che si può fallire, ma bisogna lottare per superare le crisi e bisogna sapersi adattare al cambiamento, sia esso una riconciliazione che una perdita, perché come diceva Albert Einstein “La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario.”

credits wired

Pronti a far sparire tutto con uno schiocco di dita? Vai su Google scrivi Thanos e clicca sul guanto…

Avengers: Endgame, il culmine di 11 anni del Marvel Cinematic Universe, è arrivato da qualche giorno nelle sale italiane. Nella pellicola precedente infatti, metà della popolazione dell’universo era stata fatta scomparire con uno schiocco di dita da Thanos, titano folle con tanta voglia di riequilibrare la vita nello spazio in possesso delle potentissime Gemme dell’infinito. E ora Avengers e Guardiani della galassia si ritrovano a gestire le conseguenze di questa catastrofe universale. Ma non solo loro. Infatti su Google è appena comparso un curiosoEaster egg.
Provando a cercare “Thanos“, infatti, vedrete apparire il Guanto dell’infinito: cliccandoci sopra, ci sarà un nuovo “snap” e i risultati della ricerca cominceranno a scomparire, proprio come tanti supereroi cancellati dal titano in Avengers: Infinity War.

Accendete la speranza, si torna a volare!

Fronte una visione più realistica, per quanto concerne il termine nel vedere un elefantino volante, tagliato fuori Timoteo il topolino, i corvi e gli elefanti rosa che danzano vi stupirete nel vedere non la copia del vecchio Dumbo ma una vera reinterpretazione più “umanistica“.

Nel nuovo film Disney live action Dumbo, diretto da Tim Burton, Holt Farrier (Colin Farrell) è una ex star che ritorna dalla guerra senza un braccio, non trovando quasi più nulla della sua celebre vita da circense.
Il proprietario del circo Max Medici (Danny DeVito) assume Holt, insieme ai figli Milly (Nico Parker) e Joe (Finley Hobbins), chiedendo loro di occuparsi di un elefantino appena nato le cui orecchie sproporzionate lo rendono lo zimbello di un circo già in difficoltà, Dumbo (tonto).
Ma quando i figli di Holt scoprono che Dumbo sa volare, ecco arrivare due noti personaggi di Dreamland, un circo di successo che porterà con sé non solo il dolcissimo elefantino ma tutta la baracca Medici.

Dumbo vola sempre più in alto insieme a Colette, la donna volante, finché Holt scopre che, dietro alla sua facciata scintillante, Dreamland è pieno di oscuri segreti…

“E quello cos’è? Un muso che solo una madre può amare!” resta integro il messaggio di diversità, una diversità che spaventa perché ci hanno sempre insegnato che per essere perfetti bisogna nascere fotocopie; Dumbo sa volare con le sue orecchie grandi ora, immaginate cosa potrebbe fare un bambino con capacità diverse dai vostri figli, credete in loro e tutto sarà possibile, anche stupirvi!

Se ci credi lo puoi fare, un messaggio meraviglioso per tutti i bambini del Mondo

Ritorno al bosco dei 100 acri

Inauguriamo settembre con l’inizio della nostra stagione cinematografica (*fascia verde) stavolta è toccato a me scegliere il film e ovviamente, non potevo che scegliete lui, il mio amato: Winnie.

“Mettetevi comodi bambini, adesso vi racconto una favola…”

ed è proprio questa la sensazione, siamo a Londra, luogo madre delle storie che più ci hanno fatto sognare, da Peter Pan alla carica dei 101, dal canto di Natale ad Alice nel paese delle meraviglie, così come Re Artù… Scopriamo che dietro le giornate uggiose londinesi sono ambientate le nostre favole da bambini, ma che succede quando cresciamo?

Preparatevi a ricevere un pieno di dolcezza “Ritorno al Bosco dei 100 Acri” un sequel per le avventure classiche di Pooh. Christopher Robin è cresciuto e come spesso accade è troppo preso dal lavoro per pensare ai suoi compagni d’infanzia, ma anche alla moglie e alla figlia Madeline, una storia in stile vintage londinese, nel duro dopo guerra in ripresa economica; ma nulla è perduto in suo soccorso arriva Winnie the Pooh – Dicono che niente sia impossibile, ma niente io lo faccio sempre – il solito Pooh impacciato, tenero e sempre affamato che ha perso di vista i suoi compagni, ci sono proprio tutti: Tigro saltellante, Ih-oh con il suo pessimismo, Pimpi e la passione per le ghiande, Tappo e tutti gli altri. Sarà proprio il suo vecchio amico di un tempo ad aiutarlo a ritrovarli. Ma Christopher, prima di poter risolvere il problema dell’orsetto, dovrà riuscire a ritrovare se stesso, dice Pooh: “Io arrivo sempre dove voglio andare solo allontanandomi da dove sono”. Da qui un crescendo tra fantasia e realtà con piccole frasi che tagliano riflessioni profonde dando un nome al mostro che si nutre della fanciullezza gli “estofanti” immaginari o forse no.

Pimpi: “Come si scrive la parola amore?”

Pooh: “Non si scrive, lo si sente.”

L’amore dei più piccoli, quello semplice di cui spesso ci dimentichiamo, perso insieme ai sogni, soffocato dalla razionalità e dalla nostra voglia di giocare a fare gli adulti a tutti i costi.

“Amore è fare qualche passo indietro, forse anche di più… per dare spazio alla felicità della persona che ami”

E voi siete felici?

 

*fascia verde – film adatti a tutta la famiglia.