Se puoi Vuoi

Leggenda narra che tanto tempo fa, dentro a lampade dalla forma bizzarra, abitassero dei geni pelati e simpatici. Chi trovava la lampada aveva diritto a tre desideri.

“Dimmi tre cose che vorresti!”

“Vorrei avere un lavoro sicuro visto che mi faccio il mazzo a giornate, ma non è possibile”

“Possibile eccome, se vuoi puoi!” E Puff ecco un contratto a tempo indeterminato.

“Vorrei anche un figlio, ma madre natura non mi ascolta!”

“Madre Natura chi? Tra nove mesi partorirai” Puff!

“Vorrei che mia zia guarisse dalla sua malattia, ma il destino ha voluto così!”

“Che destino e destino, tua zia ora sta bene!”

E da qui il detto se vuoi puoi.

Gli anni passano e come i dinosauri, ahimè anche i geni si estinguono.

Il detto però è arrivato ai giorni nostra e ama alloggiare nella bocca della gente presuntuosa, arrogante e spesso viziata che lo utilizza per assumersi meriti da dare solo a Fortuna e Destino.

Leggenda narra, che nel 2017, una blogger alle prime armi, dette il via ad un nuovo modo di dire:

SE PUOI VUOI (Desideralo).

Smettiamola di pensare a ciò che non si ha e si vorrebbe. Smettiamola di credere che con l’impegno si possa ottenere TUTTO finendo poi per sentirsi svuotati ed insoddisfatti. Siamo felici per avere un lavoro, avere la salute ed avere un figlio.

(Eò, stasera mi è presa così, testimonial dei buoni sentimenti e di pensieri stile Pollyanna).

E basta con SE VUOI giocare con i tuoi bimbi, lavorare ed avere una casa perfetta PUOI. Perché se poi un giorno non ce la fai più, ti sentirai una cacca fallita invece che un essere umano stanco.

E basta con SE VUOI guadagnare bene basta che ti fai il culo, perché tante, ma tante persone se lo fanno ed arrivano con difficoltà a fine mese.

E basta con SE VUOI essere una gnocca da paura basta che vai in palestra, mangi bene e curi te stessa; perché se hai una prima scarsa, un sedere che secondo come lo sposti, oscura il sole e una fronte su cui possono atterrare gli aerei, lo puoi volere abbestia, ma non puoi fare taglia e incolla e mettere le chiappe come tette e fare ritaglia per la fronte.

Impariamo a volere quello che possiamo avere. Che sappiamo fare. Che abbiamo la fortuna di ottenere. Lottiamo per quello che possiamo avere, ma senza perdere di vista quello che già abbiamo.

Plasmiamo, montiamo, smontiamo, costruiamo la nostra vita e creiamo qualcosa di fantastico.

Anche se siete delle frane con la Lego 5-12 anni.

E smettiamola di invidiarci l’un l’altra su! Che poi ci viene la gastrite e ci puzza il fiato!

P.S. quella con la fronte gigante sono io e alle medie mi facevano gli scherzi telefonici per chiedermi se potevano atterrare su di me…

 

 

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