Piccolo spazio pubblicità

Da quando vidi What Women Want, guardo le pubblicità con un altro occhio.

Penso a chi ha studiato, preparato bozze, avuto la meglio tra le idee in ballo – e chi invece ha fallito.
Penso a come è stata girata, a come potrebbe essere stato il set e così via.

Poi però penso se mi piace o no. Per quanto possa piacere una pubblicità ovviamente.

Da qualche tempo sul web, impazzano i commenti per una nuova pubblicità di una merendina. A chi piace, a chi no – fatto sta che tutti ne parlano e quindi in termini pubblicitari ha fatto centro.

Molte pubblicità sono promo di avvenimenti televisivi o hanno un contenuto preciso e puntuale, ma visto che ho un blog di mammitudine e dintorni, mi sono focalizzata su quello che io come mamma, penso di fronte alla tv.

Quindi? Categorieeeee!

Per bambini: sotto Natale, Befana e Pasqua, le passano milioni e milioni di volte. Anche il bambino più distratto del mondo le noterà. Quindi o hai un figlio che preferisce ricevere un flauto costruito a mano in Guatemala, o un’enciclopedia multimediale sui molluschi – oppure sarai spacciata. Perché nei periodi “morti” puoi cavartela con “amore non ho capito” contando sulla memoria labile di uno gnometto paffuto. Ma nei periodi hot no. No perché dopo esattamente 5,4 secondi, la pubblicità sarà nuovamente trasmessa. La soluzione? Comprarli!? Però pubblicitari miei, questi super giochi costano un botto. Sono stellari, per carità. Però secondo me dovrebbero abbassare un po’ il tiro. 100, 200 anche 250€. Tanto chi ha la possibilità, i giochi costosi li trova. Ma evitate di far rimanere con l’amaro in bocca un bimbo. Sotto le feste la bocca dei piccini, deve sapere solo di pandoro, carbone di zucchero e uova al cioccolato.

Le esagerate: ammetto che aiutano la mia autostima. E la mia pigrizia nelle pulizie. Sì di solito sono quelle di prodotti per pulire ad esagerarla un tantino. Teglie che sembrano resti delle lasagne del cenone di Natale dell’86, apostrofate con “Ops non l’ho messa in ammollo ieri sera!” Ieri sera???? No scusa, ma che ingredienti hai usato?????.
Oppure macchie sui vestiti che manco se ti butti dentro ad una friggitrice (con olio freddo eh) dove hanno versato delle tempere, della terra e dell’erba. Quelle sugli odori però sono il top. Per far sembrare di sentire veramente un odore sgradevole, fanno delle facce così assurde, che quelli che lavorano nello spurgo delle fogne in confronto, annusano aromi soavi.

Le semprefelici: queste invece l’autostima la buttano giù. Quelle che tutti sono felici e contenti. Soprattutto a colazione. Ora. Cari numerosi pubblicitari che mi state tenendo d’occhio per farmi dei cartelloni 10 metri per 10 per il mio blog, prestate attenzione. Le famiglie la mattina hanno sonno. Hanno fretta. Hanno le palle girate (non sempre, ma spesso). E allora via, qualche pubblicità con famiglie comuni, situazioni di tutti i giorni! Due occhiaie alla mamma? Un brufolo al figlio? Il papà che entra in mutande perché non ha camicie pulite? Secondo me è un po’ passato il concetto “se compro quello divento come loro”. Ormai, le persone hanno voglia di riconoscersi.

Le incomprensibili: per me sono quelle dei profumi. Ogni volta che ne becco una nuova mi fermo a guardarla come sfida personale, ma nulla; non ce la faccio a comprenderle. Intanto le “locations”, sono stratosferiche: sopra i tetti, in palazzi lussuosi, spiagge esotiche; poi ci sono delle bonazze da urlo semi vestite che ondeggiano sinuosamente o ti ammiccano in pose che secondo me, mentre le fanno, stanno pensando gli insulti più pesanti verso il regista. E fin qui vabbé. Profumi, lingerie, trucchi…più o meno si equivalgono. Ma quelle dei profumi che mi “catturano di più” (non parlo di tutti eh…neanche so quante ne esistano) poi giocano il Jolly: voce sexy che parla francese. Poco importa cosa stia dicendo, spesso parole a caso come “aria”, “amore” “passione” (ma potrebbero dire anche “lo stufato di nonna mi si ripropone”) e poi, per caso, –  una di queste è anche il nome del profumo stesso. Ma sta tizia, che ci fa su un tetto, sola, vestita che manco Barbie Luci di Stelle – con in mano un profumo? E soprattutto: che ci faccio io, a fissarla alla tv, vestita che manco una gattara con in mano lo swiffer? Lei è figa e io no? Ma va!!!!!!!!!! E’ merito del profumo, no? Au revoir!

Io intanto, faccio pubblicità al mio blog!

Ah! Il titolo è la citazione della canzone Bollicine di Vasco Rossi

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