La vita non è un film

Ho sempre invidiato la complicità dei due attori protagonisti dei film di azione.

Passano gli anni, migliorano gli effetti speciali, ma la trama gira e rigira è sempre la stessa:

Intanto sono due fighi intergalattici. Lui ovviamente stile bello senz’anima e lei stile puppe senza reggiseno. All’inizio si odiano; di solito lui è un po’ pesante con le battute e lei un po’ troppo veloce sui tacchi (sì avete letto bene, tacchi) e non stanno mai a meno di un metro di distanza.

Ma poi succede qualcosa di pericoloso/romantico/tragico/tenero per cui lei capisce che lui è la persona migliore del mondo e che è così odioso perché ha sofferto terribilmente da bambino a causa delle più disparate disgrazie.

A quel punto i due diventano inseparabili.

Le donne che guardano il film a questo punto fanno il conto alla rovescia per vederli innamorarsi.

Gli uomini continuano a domandarsi quello che si son chiesti dalla prima scena: lei si spoglierà?

Comunque. Il film prosegue e verso la fine, c’è ovviamente la sequenza più pericolosa ed emozionante.

I due, che amichevolmente chiameremo James e Bonda, si trovano a metri di distanza, barricati dietro oggetti di fortuna, piovono cattivi ovunque, loro sono feriti e come arma, hanno un coltellino da campeggio in due, ma….

…Bonda annuisce con la testa guardando James e lui fa lo stesso come a dire “ci siamo capiti”.

Tu pensi che Bonda  abbia sentito un <<prè>> e abbia subito sgamato James che “confessa” l’imprevista flatulenza;

O che improvvisamente una radio trasmetta Pasito Pasito e con quel gesto del capo non possano che essere d’accordo nel dover iniziare a ballare e vaffanculo il pericolo.

E invece no. James comincia a mimare convulsioni per distrarre il nemico, intanto Bonda fugge veloce (sui tacchi) ad inserire un codice che tutti noi spettatori sappiamo che solo James conosceva, poi lancia una monetina da 5 centesimi in aria e James capisce che deve fare una mossa di Super Mega Uga Uga Ninja per atterrare i cattivi che erano arrivati a controllare il suo stato (solo perché ovviamente serve VIVO); se fosse stata una monetina da 10 cent avrebbe dovuto cominciare a ballare la Macarena ed annientare il nemico con un colpo d’anca durante il cambio direzione al momento del “AE’ “!.

Ovviamente tutto finisce benissimissimo con i due che si baciano e si sussurrano “tra noi basta uno sguardo per capirsi”.

(Ah, lei non si spoglia).

Ora cambiamo scenario.

I nostri protagonisti sono Bradipo e Bradipa che sono alle prese con i nemici più feroci di sempre: nervosismo e stanchezza. Nella scena finale, quella più pericolosa, arrivano due gnomi in disaccordo che espongono i loro punti di vista. Uno dei due, conclude il discorso dicendo: “mamma, papà, ho ragione io, vero?”

…Bradipa annuisce con la testa guardando Bradipo e lui fa lo stesso come a dire “ci siamo capiti”.

Ma ovviamente, Bradipo dice un convinto NO e Bradipa, un deciso SI’.

Ciao ciao “finale benissimissimo”.

Si ritirano per deliberare, riescono esanimi a trovare un accordo e a far tornare la pace in famiglia, dopo aver sudato sette camicie (magliette va, che lavare e stirare le camicie è troppo faticoso).

 

Che la vita non fosse un film, lo sapevamo già.

Ma cazzo, un minimo di culo con il 50% di possibilità no eh!?

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