Inno alla lentezza e alla noia

Care Mamme,

oggi mi è presa così. Pensando a come scorreva lento il tempo quando ero piccola. Abbiamo avuto giorni intensi e oggi è il primo che ci prendiamo di relax, ciondolando letteralmente di stanza in stanza, cominciando mille giochi senza finirne nessuno e sbadigliando di frequente. E così mi son messa a pensare a come sia veloce la vita oggi. Ma non le solite solfe della donna che lavora (anche perché non lavoro), dei ritmi frenetici e bla bla bla. No. Di come la vita scorra veloce perché non si da’ importanza al presente; o se preferite, non si da’ importanza al presente perché il tempo scorre troppo veloce.

Così nel dormiveglia postprandiale, ho immaginato un omino di nome Minuto, che veniva richiamato dal capo perché doveva cercare di trascorrere in 58 secondi anziché 60.


Per un attimo ho pensato che fosse perché sono cresciuta, ma poi in tv hanno trasmesso una pubblicità di un videogioco con la realtà virtuale ed allora ho ricordato.

Ho ricordato che negli anni ’80 i videogiochi erano pochissimi e tu avevi il tempo di comprarteli con la paghetta + i soldi del compleanni + quelli di Natale, senza che passassero di moda;

Ho ricordato che a parte qualche caso di bambini particolarmente curiosi, tutti andavamo alle elementari nell’anno scolastico in cui compievamo sei anni;

Ho ricordato che i giochi erano robusti, costavano tanto e duravano tanto;

Ho ricordato che negli anni ’90 un po’ tutti avevamo il videoregistratore e potevi scambiarti le VHS con le etichette scritte a penna; con scritto GUNIS invece che GOONIES . Oggi Il videoregistratore non ce l’ha più nessuno e ognuno col suo figo decoder si guarda quello che vuole e quando vuole (che è una figata, ma a volte non vi manca la condivisione del prestare?)

Ho ricordato che di cartoni animati ce n’erano pochi e tutti guardavamo gli stessi e giocavamo ad impersonare gli stessi personaggi;

Ho ricordato che spesso mi annoiavo. E ne nascevano poi i giochi più belli ( e no, non ero poco stimolata).

Ho ricordato che quando mi piaceva una canzone, facevo la posta alla radio in attesa che la trasmettessero ed il dilemma era se registrarla senza l’inizio o con l’inizio con la voce del conduttore radiofonico sopra;

E ho ricordato che quando ero con i miei amici, vivevo ogni minuto intensamente; e se litigavo con loro poi non potevo fare pace finché non li rivedevo e quindi ci pensavo bene a quello che dicevo loro. E non come oggi che ci si manda affanculo perché tanto poi ti mando l’emoticon con il bacio col cuore e a posto così.

E invece oggi il tempo dura così poco. Mi sa che un Minuto dura davvero 58 secondi. E neanche ci accorgiamo di quanto valessero quei due secondi che mancano. E senza accorgercene, si vuole tutto e subito e subito tutto non vale niente.

Ma se non si da’ importanza al presente, non daremo importanza neanche al futuro.

E quindi visto che il progresso non si può fermare e comunque ha i suoi grandissimissimi benefici, cerchiamo di insegnare ai nostri figli il valore delle cose, la bellezza della lentezza e la necessità della noia.

 

 

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