Emozioni come bambini. Senza Filtri.

Care Mamme,

Quest’estate la pensavo così, e lo penso ancora…

Stamani sono uscita per commissioni ed ho incontrato una mia lontana zia che si è trasferita in campagna per vivere come una volta. Dopo un po’ incrocio una mia compagna delle medie, di quelle – all’epoca, supercarine/supercorteggiate/superoche. Giro l’angolo e mi imbatto in una mia cara amica, con cui mi sento spesso, ma mi vedo mai. Nel frattempo compro il pane al negozio che frequento da una vita, i chewing gum ad un tabaccaio mai visitato e tornando alla macchina becco persino un mio zio.

In tutti questi giri, Giacomo ha detto a tutti la stessa cosa: “Sai che dopo vado al mare e stasera sono a cena dal mio amico Matteo?” Ognuno ha reagito a suo modo; sulla base del proprio carattere, ma anche e soprattutto del livello della nostra confidenza. A tutti però è scappato un sorriso e nessuno si è mostrato infastidito:

da bambini, non ci si comporta come ci si aspetta che ci si comporti o per come le emozioni vissute con quelle persone ci hanno plasmati.

Hai voglia di far sapere all’altro cosa pensi. Se sei contento, se sei arrabbiato, se sei triste. Ti interessa comunicare e basta.  Perché dai importanza a quello che provi e dai la possibilità di ricevere le tue informazioni, a tutti nello stesso modo, senza filtri.

Io invece, adulta, assolutamente il contrario.

Ero contenta ed emozionata perché avevo appena ritirato più di 200 foto dal fotografo e non vedevo l’ora di ordinarle per data, attaccarle, scrivere i commenti. Ma di tutte le persone che ho visto, l’ho detto solo alla mia cara amica.

Ho pensato che alla mia lontana zia non interessasse, con la mia compagna delle medie quasi ancora mi sentivo in imbarazzo, alle panettiere lo trovavo inopportuno e figuriamoci ad un negoziante sconosciuto. Mio zio ho pensato fosse troppo di fretta, come sempre.

Ma se invece avessi fatto come Giacomo? Se avessi fatto vedere a tutti le foto, facendo trasparire la mia emozione e la mia allegria? Libera? Pazza? Buffa? Egocentrica? Ganza?  Come mi avrebbero definita?

A volte bisognerebbe fare come i bambini: comunicare quello che ci importa dire fregandocene di quello che potrebbero pensare gli altri di noi.

E allora sapete cosa?

Stasera sono molto serena. Ho passato un we di cazzeggiamento con i miei tre amori. Niente stress, niente fretta, niente malumori.

Ho cenato con una buonissima pasta fredda che mi fa estate ; ho messo al centro del tavolo quei vassoi che girano, con tutti gli ingredienti, così ognuno l’ha condita a suo piacimento;

dopo cena abbiamo giocato con la pasta modellabile, con le costruzioni e abbiamo guardato i cartoni;

ora i bimbi dormono ed io finisco questo articolo e poi, mi metterò il telefilm che mio marito odia e che io guardo solo per l’attesa che i due protagonisti si bacino. Siamo già alla seconda serie, nessun bacio e ogni settimana penso che chi ha deciso i nomi dei personaggi, deve avere dei problemi seri.

Andrò a letto circa  a mezzanotte e prima mi metterò la canottiera sotto al pigiama. Perché alla pancia ho sempre freddo. Di notte anche a luglio.

Imposterò due sveglie, una alle 7.15 e una alle 7.30.

E adesso voi che siete arrivati fino qui, che mi conoscete benissimo, bene, di vista o per niente, cosa pensate?

Non sarebbe bello far trasparire le nostre emozioni e non tenerle troppo dentro?

Domattina entrare al bar e dire Buongiorno, oggi mi girano le palle.

Oppure, stanotte non ho dormito. O sono felice. O sono innamorata.

Così solo per far girare le emozioni. Come solo i bambini sanno fare. Così, senza filtri.

 

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