Da 4 a 2.

da 4 a 2

Ed ecco un bel post nostalgia!

Primi freddi, vento gelido, festività alle porte… è quasi d’obbligo.

Ed allora ecco qua…
…Ho trascorso gli ultimi sette anni circa, a cercare di trovare un equilibrio mentale che garantisse un equilibrio familiare che andava ritrovato ad ogni fase di crescita dei bambini.

Io, abitudinaria e programmatrice, da sempre vivo i cambiamenti come un eremita vivrebbe il giorno di ferragosto se fosse portato su una spiaggia turistica nell’orario di punta: mi viene l’orticaria e qualche tic.

Divento come il banco a sette e mezzo che sballa;

Il programma di un pc che crasha;

Un chicco di mais che diventa pop corn.

Dopo il turbinio tra matrimonio, nascita di Giacomo e nascita di Aurora, da un annetto a questa parte,  ho trovato una nuova estasi poiché anche la piccoletta, duenne, ha cominciato a rendere possibile riappropriarmi di alcune attività che avevo lasciato da parte.

Ah la routine, i ritmi organizzati e sempre uguali….per molti una palla, per me la pace.

E invece l’altra sera, nuovo assestamento.

Eravamo a casa di amici. Quelli che ti porta il destino. Io e la mia amica ci siamo conosciute al corso preparto, abbiamo fatto il monitoraggio nella stessa stanza, i nostri mariti hanno fatto amicizia in sala d’attesa ed abbiamo partorito ad un giorno di distanza ritrovandoci in ospedale insieme.

Ci vediamo ogni tanto perché abbiamo abitudini diversissime e quindi quando lo facciamo, non possiamo fare a meno di notare il passare del tempo.

Quando i bimbi avevano un anno, eravamo tutti e sei seduti in terra, i nostri discorsi erano vocine e vocette dei pupazzi che muovevamo per farli divertire. Andavamo via e nessuno aveva raccontato niente di nuovo all’altro.

Quando i bimbi avevano due anni, non riuscivamo a stare in più di tre contemporaneamente in una stanza. Non parlavamo proprio e inseguivamo i teneri virgulti.

A tre, gli ometti hanno cominciato a giocare tranquilli, ma io allattavo/cambiavo/addormentavo Aurora.

A quattro, i bimbi giocavano tranquilli, ma metà di noi faceva vocine ad Aurora.

A cinque, i bimbi giocavano tranquilli, ma metà di noi inseguiva Aurora.

A sei, cioè l’altra sera, eravamo di nuovo seduti; non in terra, ma comodi sulle sedie davanti al camino. E solo noi 4 genitori. I bimbi erano in salotto a giocare tranquilli.

ImprovvisamenteDopoSeiAnni, era come se fosse una serata prefigli. Come se da 4 fossimo tornati 2. E per quanto fossi strafelice di aver star chiacchierando più che in tutti i nostri precedenti incontri messi insieme, un velo di paura di essere diventata inutile era presente nei miei occhi.

La mia mente non era preoccupata del fatto che potessero farsi male.
I miei occhi non cercavano continuamente la porta della stanza in cui giocavano.
Le mie mani non stringevano nulla.
La mia bocca non pronunciava continuamente i loro nomi.E a fine serata non ero stanca. Cioè. Non stanca come qualche anno fa, intendiamoci.

E quindi? Come affronterò questa nuova fase?

Mi iscrivo in palestra????????

PUHAHAHAHAAHAHAAAAHHHHHHHHH!!!

P.s. no il terzo non lo faccio.

 

 

 

Precedente Corso preparto a chi?! Successivo La sfiga di essere una mamma psicologa

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.