Ci penserà la musica

Fin da quando  mi sono messa insieme al mio attuale marito, ho sempre pensato al futuro. Al godermi il presente, ma per gettare le basi di quello che da subito abbiamo fantasticato: una famiglia.

musica

Prima ero concentrata sul matrimonio, poi sull’arrivo di Giacomo e con lui pensavo già che tutte quelle cose avrei dovuto farle una seconda volta, perché eravamo sicuri di desiderare due bambini. Con l’arrivo di Aurora, eravamo finalmente giunti al punto che ci eravamo prefissati e via a ripercorrere le tappe canoniche di gravidanza, parto, allattamento, svezzamento, primi passi e prime parole.

Quando eravamo fidanzati, i nostri discorsi finivano sempre a farci gongolare al pensiero di quando i nostri bimbi, che ancora erano solo nei nostri sogni, avrebbero giocato insieme. Era quello il nostro arrivo inconscio, quello per cui ci impegnavamo tutti i giorni.

Ed ora ci siamo arrivati. Seppure Giacomo sia sempre stato un fratello molto riservato, nel senso che sua sorella non la importunava e non la coccolava – non se la filava proprio. Da qualche mese invece, giocano ad acchiappino, a nascondino, a ballare insieme, a fare la battaglia coi camion.

Non ho mai capito chi mi diceva che era meglio quando i loro figli erano neonati, quando avevano un anno o due. Ho sempre pensato che ogni momento sarebbe stato bello e come ha sempre detto mia mamma: “Ogni giorno passato è un giorno guadagnato”.

Ma sorprendendomi, ora che i bimbi hanno 5 e 2 anni, mi trovo a pensare che vorrei che il tempo si fermasse.

Perché mentre  mi sciolgo a guardarli, adesso che sono arrivata a destinazione e potrei godermi “la vacanza”, una vocina malefica mi dice di ascoltare il ticchettio dell’orologio, che tra un po’ non avrò più nessuno da coccolare, sbaciucchiare e amare nel modo in cui l’ho fatto fino ad ora.

E allora che ci posso fare? Son nata citrulla e continuo ad esserlo. Perché invece che assaporare gli attimi, penso a quando non ci saranno più.

Penso a quando Giacomo non mi dirà più “Mamma ti metti qui sul divano accanto a me e mi gratti i piedi?” o ad Aurora che non vorrà più venire nel lettone.

Giacomo comincerà a pulirsi la guancia dopo un mio bacio ed Aurora non vorrà più giocare a contare le dita.

Un bel giorno Giacomo mi risponderà scocciato “O mamma!” invece che con il suo tenero “okkeiiii” e Aurora smetterà di seguirmi di stanza in stanza dicendomi ogni volta “Ciao mamma!”

Poi ieri, dopo cena, alla tv passano Somebody to love dei Queen. Mi è sempre piaciuta da morire, ma era una vita che non la sentivo.

E niente, mi son messa a cantare e a ballare come una scema. Con tanto di telecomando come microfono, brividi e di figli che mi guardavano male.

Quella canzone è del 1976. 41 anni ragazzi.

L’hanno scritta quando non ero ancora nata ed è sempre viva di emozioni come se fosse giovanissima.

41 anni e una neo 37enne la balla e la canta come un’adolescente fa con la hit dell’estate.

Ed allora ho pensato ad una cosa: che se una canzone ha potuto fare questo in me, può farlo in tutti noi. Pure in tutti voi.

E che se il tempo cambia le cose, ci penserà la musica a riportarle all’origine almeno per due minuti e mezzo. Che se saremo in mezzo a conflitti generazionali, in cui i nostri bimbi cresciuti sembrerà che non ci amino più, ci penserà la musica.

E che se tra 10, 20 o 41 anni avremo bisogno di sentirci famiglia come oggi, mentre non esiste vergogna o privacy, basterà accendere lo stereo e ascoltare. Basterà solo un po’ di musica trascinante e son convinta che nei nostri occhi, torneremo tutti bambini, che le paturnie da adolescenti e da preadolescenti, svaniranno per qualche minuto e che così capiremo che seppure in modo diverso, nelle nostre quattro mura  troveremo per sempre qualcuno da amare, o per meglio dire, somebody to love.

 

Se l’articolo ti è piaciuto, fammi sapere se ci sono argomenti che vorresti che trattassi e seguimi sui social!
Pagina Facebook Profilo Instagram: mamma_bradipa Canale Youtube

Precedente Gli anni passano, i figli crescono e le mamme invecchiano. Successivo Se gli oggetti potessero parlare

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.