Autonomia che palle!

Care Mamme,

in questo periodo, dove mi giro mi giro, leggo o sento sempre parlare di AUTONOMIA.

In soldoni, quello che importa alle mamme, è far diventare il proprio bambino al più presto AUTONOMO.

E per questo, tendono a voler bruciare le tappe; scientificamente, vengono definite “mangiatrici di uova in culo alle galline”.

Avendo un figlio di cinque anni, posso dire che questa ansia non serve a nulla. Anzi, vi si ritorcerà contro.

Per esempio, quando sono incinte vorrebbero aver partorito perché hanno le emorroidi, ma solo perché non sanno dopo!!!!!!

Quando  finalmente ecco il neonato, lo vorrebbero di 3 mesi perché ora è noioso ed in effetti dopo sarà proprio uno sballo passargli continuamente davanti agli occhi i soliti tre pupazzetti!

Quando ha quattro mesi vorrebbero già svezzarlo perché dargli solo il latte non stimola la loro fantasia; invece fare il brodo ogni due giorni è emozionante come una Mistery Box di Masterchef!

Quando avrà 5 mesi vorrebbero stesse già bello seduto dritto e da solo, ma non avranno considerato che cadrà ogni sette secondi di fianco per rischiare di rotolare velocissimamente fino giù in cantina.

Quando starà seduto vorrebbero che gattonasse e quando gattona che camminasse, ma datemi retta, godetevi ancora qualche mese l’arredamento adulto, perché poi dovrete mettere ad almeno un metro e mezzo da terra tutto quello che avete di frangibile-prezioso-PERICOLOSO-troppo grande-troppo piccolo-non smacchiabile.

Calma bradipa, girls, che il tempo passa e arriveranno a fare tutto.

Ci sono mamme cui scatta proprio un campanello d’allarme. Devono rendere il loro bambino autonomo. Subito. Ora! Si alzano di scatto e partono, come se avessero lasciato la macchina in doppia fila e vedessero il carroattrezzi con la coda dell’occhio.

Come per il rito della nanna o l’educazione al vasino.

Quelle che a 6 mesi si smaronano ad addormentarlo nello stesso modo tutte le sere: bagnetto, massaggio rilassante, lampada proiettante, carillon ninnante e “lui & loro” immersi nella pace e nella tranquillità. Perché così prende una routine e diventa autonomo prima.

E poi una sera hanno amici a cena e allora son sorci verdi fino alle 3 di mattina.

Ma la mia stima più elevata va a quelle che si cimentano col vasino tipo dal quinto mese. Che sono così motivate che diventano autorevoli persino con l’intestino del bebè che oramai dà il meglio di sé solo tra le 7.34 e le 8.11 del mattino.

E poi in una bella mattinata al mare, devono correre a casa appena si sono spalmate completamente di olio solare, perché Ubaldino è diventato viola in viso e c’ha da cagare nel vasino!

E tutto ciò capita a tutti gli stili di mamme:

A una mamma “a basso contatto”  che spinge il passeggino con le punta delle dita ed il braccio steso all’estremo, che ha partorito suo figlio già con il biberon in mano ed ha sfiorato più volte l’idea di mettere la culla non in camera sua, ma direttamente sul balcone, fa tutto questo per renderlo autonomo.

E a una mamma “ad alto contatto”, che si muove tra fasce, allattamento a richiesta e cosleeping, che parlando con le amiche dirà che lo fa perché in questo modo suo figlio diventerà autonomo.

Io dico una cosa: se ad un figlio vuoi bene (e non hai disturbi di personalità!), autonomo ci diventa per forza. Chi prima, chi dopo; ma ci diventa.

 

E allora lasciate ‘ste povere galline in santa pace a fare l’uovo e nel frattempo magnatevi due spaghettini aglio e olio!

 

 

 

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