spannolinamento In questo articolo voglio parlarvi della durissima fase del nostro interminabile “spannolinamento”.

Iniziato a Luglio e non ancora terminato, anzi direi che la parola più giusta da utilizzare sarebbe RIMANDATO; potrei descrivere questa fase dicendo semplicemente MONTAGNE RUSSE.

Tutto comincia l’estate scorsa, perchè come consigliano la maggior parte dei genitori, il periodo migliore per togliere il pannolino è d’estate. Stagione migliore semplicemente perchè facilita i continui cambi e agevola i nostri figli ad essere autonomi dando loro la possibilità di togliersi, come “intralcio” tra essi e il fatidico momento del bisogno, solo un indumento; le mutandine.

Dopo aver decretato il periodo ottimale prepariamo, quello che sarà nei nostri prossimi giorni, il nostro campo di battaglia. Vasino, riduttore, scaletta, libri e mutandine allenatrici; tutto è pronto e devo ammettere che quest’estate anche Edoardo si è mostrato pronto ad affrontare questa fase che per tutti i bambini è delicata.

Grandi accorgimenti, in cui se ne parla anche in tantissimi altri blog come in questo articolo , ci sono dei segnali che ci fanno capire se il momento spannolinamento è arrivato ovvero:

  • Il bambino è in grado di pronunciare alcune parole e conosce anche il loro significato;
  • E’ in grado si salire e scendere le scale senza appoggiarsi;
  • Rimane concentrato per più di 10 minuti in un’attività ed è abile a maneggiare alcuni oggetti;
  • Resta asciutto per lunghi periodi;
  • E’ in grado di capire quando si sente bagnato o sporco.

Solo ora, scrivendo questo articolo, mi accorgo di quanto abbia affrettato i tempi con Edoardo. Ma ripensando ai mesi estivi posso raccontarvi che per noi lo spannolinamento è iniziato davvero bene.

I primi giorni lo accompagnano in bagno ogni mezzora, poi ogni ora; per poi arrivare al momento in cui era lui stesso ad avvisarmi quando era il momento per fare la pipì o la popò. Talmente bravo che gli episodi di pipì durante la fase del sonno si contavano sulle dita di una mano.

Poi è arrivato l’inserimento al nido; primo anno in cui si è ritrovato ad affrontare il “distacco” da me, fino ad allora era sempre stato abituato ad avermi accanto diciamo 24 ore su 24. Così come l’inserimento è arrivata anche la fase di regressione; non comunicava più il momento del bisogno, al nido si bagnava e si sporcava sempre (complice anche il fatto che al nido, stranamente, Edoardo è un bambino timido e che fatica ad aprirsi sia con le tate che con i suoi compagni); si può dire che il nostro spannolinamento era arrivato al termine senza successo.spannolinamento

Mi sono domandata tante volte in cosa ho sbagliato, se ho anticipato troppo i tempi, se per lui è stato difficile far conciliare due fasi così delicate o se semplicemente ancora non era pronto.

Ad oggi ho deciso di mollare il colpo, non per pigrizia, ma semplicemente per il fatto che sicuramente arriverà il momento giusto e quando sarà pronto ci riproveremo nuovamente insieme.

Con questo articolo non mi sento assolutamente pronta a darvi dei consigli giusti su quale sia il metodo giusto per togliere il pannolino; ma sicuramente ho molti consigli giustissimi su come ci siamo preparati. Di grande aiuto, per i ripetuti incidenti di percorso avuti in questi mesi, sono state le mutande allenatrici dell’azienda Bambino Mio, azienda leader nei prodotti eco-sostenibili per i nostri bambini con una delicata cura per i pannolini lavabili, nelle mutandine allenatrici e nei costumi contenitivi.

Qui di seguito vi elenco invece la collezione di libri che abbiamo fatto dall’estate ad oggi:

Riduttori, vasino, scaletta:

Libri:

Mutandine allenatrici:

 

Un abbraccio CuorediMammaManu

cuoredimammamanu