Le mamme urlano. Figli e mariti fatevene una ragione

Eh sì, fatevene una ragione, perché le mamme urlano e non è che, facendole sentire in colpa o scrivendo trattati, le farete desistere.

Scrivo questo post proprio oggi che sono arrabbiata, per cercare di tirare fuori le ragioni di tale alterazione, ma soprattutto per testimoniare quanto sia umano perdere le staffe ogni tanto con la prole (e coi mariti).

Ogni età ha i suoi problemi (da piccolissimi piangono spesso e per svariate ragioni, fanno capricci o hanno bisogno di attenzioni esclusive, da adolescenti contestano ogni cosa e persona adulta che trovano sul loro cammino). Insomma: i nervi delle mamme sono messi a dura prova tutti i giorni.

Le mamme urlano: figli e mariti fatevene una ragione

Personalmente sono un pochino stufa. Stufa di sentirmi dire che urlo. “Mamma perché urli?”, mi chiedono le mie figlie, seguendo a ruota la domanda del padre.

Le ragioni per cui una madre alza la voce possono essere molteplici: la stanchezza eccessiva, la mancanza di pazienza, l’ansia incontrollata, i capricci dei figli.

Per quanto mi riguarda, io sbotto quando noto che un’azione o un comportamento affrontati svariate volte nel corso del tempo (spesso mesi, addirittura anni) vengono reiterati inesorabilmente, senza la minima considerazione oppure quando le “creature” litigano fra loro. Ecco, in queste occasioni, il vaso di Pandora viene scoperchiato ed è il caso di dire: “Si salvi chi può”.

Tempo fa, leggevo in rete che alcuni esperti considerano deleterio il troppo autocontrollo di noi mamme, il voler sempre avere la situazione “in pugno”, così come il negare a noi stesse che quel determinato contesto ci sta facendo salire la rabbia. Leggevo anche quanto sia assolutamente normale sentirsi arrabbiate per qualcosa e che cercare di reprimere il fuoco che nasce da dentro in quei frangenti, rischia di alimentarlo ancor di più, anziché spegnerlo.

E allora che fare quando si sente di essere arrivate al limite? Accettare di essere arrabbiate, in primis, senza colpevolizzarsi, e poi allontanarsi (basta anche qualche passo) dal luogo in cui sta avvenendo la diatriba. Darsi il tempo di sbollire per qualche minuto.

Ecco, questo è ciò che ho interpretato essere un buon rimedio. E, in alcune occasioni, sono anche riuscita a metterlo in pratica. Ma non sempre mi è stato possibile e allora… allora?

E allora ho urlato! E continuo a farlo ogni volta che le mie figlie attaccano a litigare come se non ci fosse un domani, ogni volta che scopro che l’aver ripetuto come un mantra un insegnamento per anni non è servito a nulla, ogni volta che cercano di controbattere a una mia richiesta con aggressività espressiva.

Eh sì,  perché passi l’adolescenza incombente che giustifica il mettere in discussione la nostra figura di adulti, ma l’educazione e il rispetto vanno mantenuti, senza alternative e senza libertà di interpretazionie alcuna.

E poi arriva lui, il marito. Torna a casa fresco fresco dal lavoro e ti trova rossa in viso, urlante e cosa dice? Ma urli sempre!” (frase a cui subito le tue figlie si aggrappano, come a un salvagente dopo giorni passati in mezzo al mare in tempesta).

Beh, figli e mariti, fatevene una ragione: le mamme urlano.

Urlano perché spesso sono sfinite da giornate di lotte intestine, di continue contestazioni, di paletti abbattuti, di stanchezze fisiche ed emotive varie. Le mamme urlano, perché sono esseri umani, come gli altri!

E aggiungo: sono contraria all’uso delle mani e so che gridare spesso è forse più deleterio e diseducativo, ma, qualche volta, senza esagerare, lasciateci sfogare e poi ritorneremo a essere le dolci, comprensive, amorevoli mamme e mogli di sempre. Forse.

Movimento a sostegno delle mamme che urlano. Consoliamoci al motto di: “Sono una mamma, non sono una santa” 


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28 commenti su “Le mamme urlano. Figli e mariti fatevene una ragione

  1. Movimento a sostegno delle mamme che urlano è bellissimo! Pensa io quest’estate quando ho dovuto smettere: tutto. E non potevo nemmeno allontanarmi per sbollire perché mia figlia mi si avvinghiava, urlava, si buttava a terra, mi graffiava, m’impugnava.
    Un’altra cosa che dicono (saggiamente) è di staccarsi emotivamente per es. immaginando che quella bambina/ragazzina non sia tua figlia (io preferisco pensare “non sia tua”, anche senza il “figlia”, perché ti rimette nella prospettiva di un essere umano altro-da-te): se ci provi, mentre stai per scoppiare, vedrai che in effetti sei meno coinvolta, la prendi meno sul personale. E poi, una volta calma, puoi e devi comunque dire le tue ragioni. Quello che mi manca, in questo quadretto bucolico che ogni coach, psicologo infantile etc. vorrebbe tratteggiare con la maestria di un Monet, è che gli stessi ti dicono anche: “Devi immedesimarti in tuo figlio, solo così puoi essere empatica e capirlo.” Ma allora: devo staccarmi o immedesimarmi? E-che-diamine. Sottoscrivo il MSMU (Movimento a Sostegno delle Mamme che Urlano).

  2. Viva ✌️ le mamme che urlano!
    Proprio mentre cercavo di leggere il tuo post ho sbottato!
    Sto combattendo da due giorni con il molare del giudizio, che faccio fatica anche a parlare.
    Lei, la monella treenne, raccoglie un pezzetto di biscotto da terra e lo mette in bocca.
    Aaaahhhh! Ma quante volte devo dirlo che non si fa?
    Sottoscrivo tutto! E non mi sento neanche in colpa 😉

  3. Maria il said:

    Ciao, quando ho letto il titolo del tuo articolo è il contenuto mi sono sentita un po’ perplessa. Mi sembra di capire che vorresti difendere un bisogno di tranquillità e libertà dal senso di colpa, di rispetto e considerazione. Sono un po’ scettica rispetto al fatto che la semplice difesa della mamma che urla sia sufficiente a ottenerlo. Forse riesce ad ottenere simpatia dalle altre mamme che condividono i tuoi stessi problemi, e ti da sollievo ma quanto può aiutare a risolvere i problemi che causano il disagio e la rabbia? Mi sono decisa a scrivere un commento perché volevo condividere con te (voi, se qualcun altro leggesse) l’esistenza della comunicazione non violenta. Io l’ho sperimentata e mi sento di consigliarla. Può aiutare nel prendere contatto con la rabbia, il senso di colpa, gestire l’educazione. Tutto con l obiettivo di entrare in connessione con se stessi e gli altri, cercando di trovare soluzioni pratiche che migliorino la vita di tutti. Anche solo se hai cinque minuti da perdere, dagli un’occhiata, può cambiarti la vita!
    Maria

    • Ciao Maria, grazie innanzitutto per il consiglio e per il commento. Anche io sono assolutamente contraria alla violenza, in ogni sua forma, quindi sia fisica che verbale, e se hai letto qualche mio post te ne sarai resa certamente conto. Questo articolo è nato, come specificato all’inizio, da uno sfogo in momento di sovraccarico emotivo. In poche parole: ero arrabbiata. E penso sia normale arrabbiarsi se qualcosa non ci sta bene (ovviamente sempre nei dovuti limiti) o imploderemmo inesorabilmente. Perché, lo ripeto, essere mamme richiede una grande responsabilità da una parte, ma.siamo esseri umani e abbiamo i nostri limiti. Io parlo molto con le mie figlie, discutiamo spesso di vari argomenti, non mi impongo mai a prescindere. A volte, però, questo non è sufficiente. Tieni presente che le mie figlie sono adolescenti ormai e sfido qualunque genitore di adolescente a trattenere gli urli in certi frangenti 🙂

  4. Grazie per il bellissimo articolo, mi hai aiutato moralmente,io spesso urlo come una pazza con mio figlio, pensa che a volte scherzando dico ai vicini di non spaventarsi, ma è uno sfogo quando mi fa davvero arrabbiare. Un saluto da una mamma. Chiara

    • Ciao Chiara, siamo mamme ma questo non ci rende perfette o indistruttibili. Siamo umane e, come tali, anche noi reagiamo come meglio possiamo agli eventi stressanti (ovviamente senza esagerare) 😉 Grazie di essere passata

  5. Sabrina Balugani il said:

    Penso che le mamme che non urlano siano una specie che non esiste, forse di un altro pianeta. Urlare è sintomo di stanchezza è vero ma anche il nostro modo per far capire che siamo dispiaciute che il comportamento attuato non è quello adatto. E’ il nostro modo di esprimerci.

  6. Antonella il said:

    Dopo avere letto l’articolo ho avuto un senso di liberazione, si le mamme urlano ebbene sì , ho un bimbo di un anno , nn sono più giovanissima ho 45 anni , a volte per stress eccessivo per notti insonne scappo in un altra stanza è urlo disperata , mio marito dice che sono esaurita . Il problema é che i papà nn subiscono lo stress di noi mamme che dobbiamo affrontare tutto è subito anche se si è stanchi se si sta male , ecco perché poi si urla perché è l unico sfogo .

    • Coraggio, Antonella! Anche io ho superato i 40 (a dire il vero sono vicina ai 50) e so cosa provi. Non dico che la pazienza sia dei giovanissimi, ma, sicuramente, alla nostra età è un pochino più difficile tollerare alcune cose. Ti capisco benissimo

  7. Elena il said:

    Quanto è vero…. Leggere oggi questo articolo, dopo aver passato un week end infernale a lottare con mio figlio di 5 anni preso dalla noia e l’altro di 4 mesi mamma-dipendente in lamento continuo, mi ha tirato su il morale! A volte mi sento una cattiva madre per reagire molto spesso con urla.. Mi sento in colpa.. Ma fare la mamma a tempo pieno, è il lavoro più difficile.. La nostra figura di donne svanisce nel nulla… E molti di quelli che ci stanno a fianco è giudicano, non pensano un attimino alla vita che facciamo.. Grazie per aver detto la VERITÀ..

  8. Anonimo il said:

    É tanto consolante questo articolo! Le Mamme sono donne,amanti,lavoratrici indipendenti,organizzatrici di eventi casalinghi X mariti e figli, taxi personale,infermiere personali, donne delle pulizie X la propria casa, in ordine con capelli look trucco e unghie……basterà un urlo liberatorio ogni tanto??

  9. Patrizua il said:

    Brava!invito tutte le donne e mamme a confrontarsi più spesso e non far finta che va sempre tutto bene come la famiglia del Mulino Bianco.con le mie amiche lo faccio spesso e ci facciamo grosse risate,che non nego,spessomi fanno tornare anche più rilassata,leggera e con meno sensi di colpa a casa.

    • I sensi di colpa, ahimè, ci sono sempre, perlomeno per quanto mi riguarda. Il mestiere della mamma è tra i più difficili e nessuno ce lo insegna. Fai benissimo a confrontarti con le amiche. Approvo sicuramente! Grazie per essere passata

  10. Cicileu il said:

    Sono un padre di tre bambini e marito di una donna che urla costantemente e vorrei proporre il mio punto di vista, che tra l’altro cerco di trasmettere a mia moglie senza successo.
    Partiamo da una premessa per descrivere il mio ruolo di padre. Non urlo, mai, non uso le mani sui miei figli(forse avrò dato solo una sberletta sul sedere in 15 anni a mio figlio più grande) e mi basta lo sguardo per ricevere attenzioni e risposte immediate dai miei figli. Questo è stato un traguardo che ho raggiunto da subito perchè i miei figli hanno capito che con il padre non c’era una seconda possibilità, e che dovevano fare le cose che chiedevo subito(tra l’altro poche e mirate per il loro bene)
    Mia moglie invece, come credo la maggior parte di voi, usa la cosiddetta tecnica dello snooze. Avete presente la sveglia, quando ci sono persone che mettono tipo 10 sveglie a distanza di 10 minuti per svegliarsi? Stessa cosa succede con i figli. Se ad esempio deve dire ad uno di loro di vestirsi, lo dice tipo 10 volte. E ovviamente alla decima volta urla. Ecco, sta tutto quì il punto. Io con i miei figli non uso lo snooze. Una cosa la dico una volta, a voce normale, e loro la fanno immediatamente perchè con me funziona così. Ho programmato le impostazioni educative in questo modo.
    Mia moglie invece urla per frustrazione perchè ha impostato questo cosiddetto ritardo. I miei figli con lei sono abituati a rimandare la direttiva, perchè sanno che avranno il tempo di giocare,guardare la tv o altro per ancora 9 volte prima di doversi attivare all’urlo finale della povera isterica. Ci sono poi anche abitudini sedentarie e di pigrizia legate all’urlo. Tipo quando mia moglie è chiusa in cucina, i suoi figli nelle camere al piano superiore con le cuffie o intenti a studiare, e parte l’urlo del: E’ PRONTOOOOOOO
    E pur di non muoversi da li’,dall’interno del suo tugurio di pigrizia, tutto il quartiere del mio paese viene a conoscenza del fatto che sia pronto. Quando basterebbe semplicemente uscire dalla cucina e chiamare tutti a raccolta a meno dei canonici 50 metri di distanza. Ma qui subentra un altro trattato e discorso sul pronto in cucina delle mamme italiane che non è il caso di affrontare.
    Quindi, concludendo, provate ad eliminare lo snooze. Insegnate ai vostri figli che non c’è la possibilità del rimando. Ne gioveranno nella vita. Stiamo crescendo un branco di imbecilli pigri e lenti, dove tutto è servito su un piatto d’argento. La vita, quando usciranno dai nostri gusci, li spazzerà e annienterà in un attimo.

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