I sorrisi dei bambini che non possiedono nulla

I sorrisi dei bambini
I sorrisi dei bambini

Li hai mai visti i sorrisi dei bambini che non possiedono nulla? 

Di quei bambini che vestono stracci e che non conoscono l’uso delle scarpe?

Di quei bambini che lottano per un tozzo di pane e per qualche goccia di preziosissima acqua?

Io li ho visti spesso nel corso della mia vita, attraverso lo schermo televisivo o su alcune riviste, ma non ci avevo mai fatto caso prima d’ora. Non prima di essere diventata madre, non prima di aver ritrovato quegli stessi sorrisi sul viso delle mie figlie quando le conobbi.

Quel giorno me le affidarono così,  senza nulla, con i soli vestiti che indossavano, con un paio di infradito enormi, che le facevano inciampare ad ogni passo, ad ogni scalino un po’ più alto.

Ma quel sorriso. Chi se lo scorderà mai?

Il sorriso di chi è grato alla vita per avergli regalato una seconda possibilità, per l’accogliente focolare domestico in cui rifugiarsi, per quello spazzolino da denti a forma di ippopotamo privato ed esclusivo e per quei pasti appaganti che fanno bene allo stomaco, agli occhi, al cuore.

Ogni nuovo giorno era salutato dalle mie figlie con un disarmante e bellissimo sorriso, proprio appena aperti gli occhi ed essersi riappropriate del mondo reale, dopo una notte trascorsa tra le braccia di Morfeo e delle sue storie affascinanti.

Con il passare del tempo, però, tale letizia mattutina stampata sui loro splendidi visetti è andata via via scemando, fino a scomparire, ahimè, quasi del tutto.

Mi sono interrogata a lungo su questo, spesso cercando mie eventuali colpe, mie presunte mancanze.

Poi ho capito.

Ho capito perché i sorrisi dei bambini che non hanno nulla sono più luminosi e sinceri di altri. Il motivo sta proprio nel fatto di non possedere niente, di gioire per quel poco che la vita decide di donare, di accontentarsi senza pensare a ciò che non si ha e che si potrebbe invece avere.

Noi, cittadini del mondo globalizzato, siamo quotidianamente esposti ai bagliori effimeri del consumismo, all’accumulo di beni molto spesso inutili, perdendo a poco a poco di vista il valore di ciò che davvero conta, della bellezza delle piccole cose e dell’importanza di avere sempre a disposizione cibo, acqua, condizioni sanitarie accettabili. E così i nostri figli.

Più si ha e più si vorrebbe avere, portando sconforto e tristezza nei nostri cuori.

Personalmente, ho sempre cercato di non viziare le mie figlie, non facendo mai mancare loro nulla di importante, ma lottando ogni santo giorno con amici e parenti perché non le ricoprissero fin da subito di troppi regali, limitandosi solo a compleanni e anniversari. In questo modo, sono fiera di aver cresciuto due persone consapevoli del valore delle cose, che sanno gioire di un dono inaspettato, sia esso una semplice penna o lo skateboard tanto desiderato.

Ma quel sorriso? Come mai allora è scomparso?

Perché, comunque, è cambiata la vita, l’ambiente che le circonda, sono cambiate le priorità,  e loro si sono adeguate, almeno in parte, al target dei coetanei che vivono qua.

Io sono felice che stiano bene, di poter loro offrire altre possibilità… ma quel sorriso…

Quanto mi manca quel sorriso…


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8 commenti su “I sorrisi dei bambini che non possiedono nulla

  1. Cavoli che bel post, bentornata 🙂 Mi lasci un piccolo solco dentro, sono molto suscettibile a questo tipo di osservazioni, ai toni che hai usato. L’ho capito, non lo descrivo perché l’hai già fatto tu, e molto bene, e l’hai visto dal vivo, quel sorriso. Ma ho capito perfettamente. Posso solo aggiungere che, accanto all’abitudine di vivere in Italia, forse gioca anche l’età. Io, che ho un’esperienza del tutto diversa dalla tua, vedo comunque spegnersi occhi e magie, a volte. Accade crescendo. E, come te, grido al “mi manca”!

  2. Luigina il said:

    Mio figlio è nato in Russia. Lui mi è stato affidato nudo (nel vero senso della parola: quando me lo affidarono dovetti spogliarlo tutto, anche delle mutande!). Anche lui ha sempre avuto un sorriso splendido e splendente. Credo che l’età in parte contribuisca ad affievolire il sorriso (allora aveva 6 anni, adesso ne ha 11), ma in parte è vero che i sorrisi di chi per gioire si deve accontentare di poco sono più luminosi… Da poco la nostra famiglia si è arricchita di una splendida bambina di 9 anni, anche lei russa. Credo che l’importante sia riuscire ad arricchire ogni giornata con dei sorrisi. Forse con il passare del tempo si perde parte della luminosità dei sorrisi, ma sicuramente sono sorrisi più profondi, più consapevoli di appartenere, finalmente, definitivamente, a una famiglia ricca di amore…

    • Che bel commento Luigina, ti ringrazio! Sono contenta quando posso condividere i miei ricordi e la mia esperienza con altre mamme di cuore. Quando ho letto che hai dovuto spogliare tuo figlio mi sono venuti i brividi. Un abbraccio e torna presto a trovarmi

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