Gli opposti si attraggono: ovvero come sopravvivere a due figlie agli antipodi

“Gli opposti si attraggono”. Quante volte hai sentito questa citazione?

Io credo sia una di quelle frasi idiomatiche che, prima o poi, ci si sente dire nella vita, specialmente quando si vuole descrivere la relazione tra due fidanzati o complici molto diversi tra loro.

A me viene in mente quando penso alle mie figlie, invece.

Due ragazzine così simili fisicamente – tanto da essere spesso scambiate per gemelle – eppure così estremamente differenti per carattere e per visione generale del mondo.

Due entità agli antipodi, insomma, ma che continuano a cercarsi e a voler restare vicine.

Gli opposti si attraggono, ovvero come sopravvivere a due figlie agli antipodi
Gli opposti si attraggono?

La piccola è un concentrato di adrenalina, scoppiettante, curiosa, testarda all’ennesima potenza e molto, molto permalosa.

Guai a prenderla di petto: ci si troverebbe davanti a un muro di cemento armato, circondato da filo spinato, impossibile da penetrare. Prenderla con le cosidette ‘buone’ sarebbe il metodo ideale per veder comparire davanti a sè una personcina davvero speciale, empatica, generosa, disponibile. Ecco, appunto, sarebbe la soluzione migliore, se non fosse per il fatto che neppure io devo essere presa di petto e così, purtroppo, spesso ci scontriamo.

Le riconosco, però, un’interessante particolarità: poche persone riescono a farmi arrabbiare come lei, se non, forse, suo padre. Ma è comunque una bella lotta.

La grande è un tipo tranquillo, una che “la metti lì e non si sposta”, una che se cade un meteorite vicino fa un passo di lato senza scomporsi neppure troppo, una che è capace di restare seduta per ore alla sua scrivania disegnando, facendo origami o suonando il flauto e le tastiere.

Lei è un’artista, fine, femminile.

La corazza che si è costruita negli anni è dura da trafiggere e lascia pochi spazi visibili dall’esterno. I baci, le coccole e le manifestazioni di affetto troppo ridondanti non fanno per lei, anche se, da qualche anno,  si è molto ammorbidita, concedendo – solo a pochi intimi – qualche effusione in più. Diciamo che la sua mamma è una privilegiata in questo caso, ma senza esagerare troppo però, eh!

Da questa descrizione potrebbe sembrare un’introversa, ma non è affatto così. Il suo è un animo gentile, alla continua ricerca di uno sfogo che la conduca alla tranquillità interiore e alla soddisfazione personale.

E la piccola? La piccola è una sbaciucchiona, tenera e coccolosa. Ha sempre tanto bisogno, invece, di sentire il calore di un abbraccio, il conforto di una parola dolce e di fare molto movimento.

Lei non si tira mai indietro quando c’è da aiutare qualcuno – e neppure se c’è da fare un po’ di casino, a dirla tutta.

Hai bisogno di qualcosa? Lei te la ritrovi sempre lì – a volte anche tra i piedi –  pronta a dare una mano quando serve.

Spesso rifletto su queste differenze abissali tra loro.

Mi domando perché, pur arrivando dallo stesso vissuto, abbiano sviluppato aspettative e comportamenti così differenti l’una dall’altra.

Sembra quasi che la maggiore abbia ancora bisogno di difendersi da possibili delusioni schermandosi dal mondo esterno, mentre la minore pare abbia deciso di buttarsi e di affidarsi alla nuova vita con una sorta di fiducia – forse incoscienza – incondizionata. Non lo so. Non sono una psicologa. Ho solamente ponderato una mia teoria molto personale, in questi anni, nulla di più.

So solo che non possono separarsi per troppo tempo e, se è vero che gli opposti si attraggono, allora loro sono la prova che, pur trovandosi agli antipodi, non potrebbero vivere l’una senza l’altra.

La scatenata sportivissima vs l’artista stralunata. La sensibile coerente vs la pigra impassibile.

L’irrequietezza assillante e l’elegante pacatezza.

Ecco, come descriverei le mie figlie. Le mie adorate, dissimili, figlie.

Loro sono così.

E sono anche belle come il sole, intelligenti, ambiziose, equilibrate e rispettose del prossimo.

Eh sì,  perché qualcosa in comune in fondo ce l’hanno anche loro, bisogna solo osservarle con attenzione, senza pregiudizi, senza confronti.

Un po’ come bisognerebbe fare con chiunque al mondo, senza fermarsi alla prima impressione, che non sempre è quella che vale, come spesso qualcuno vuole farci credere.


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2 commenti su “Gli opposti si attraggono: ovvero come sopravvivere a due figlie agli antipodi

  1. Hanno vissuto insieme il passaggio dalla vita “di prima” a questa, e così sono intrecciate e forti una della presenza dell’altra. Trovo bellissimo che siano diverse, anche egoisticamente parlando, così hai esperienze ricchissime con loro.

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