Adottare non è per tutti, io lo dico sempre

Lo dico e lo scrivo spesso: Adottare non è per tutti.

Ma, attenzione, non è che io lo affermi perché mi senta migliore di altri per aver scelto questa strada. Assolutamente no.

Il fatto è che l’adozione implica una serie di modalità, di condizioni, di esperienze e di pesanti carichi emozionali, che non tutti sono in grado di comprendere o di farsene carico.

Adottare un figlio

 

Non è che un giorno ti svegli che ti manca un figlio e decidi di punto in bianco di adottarlo. Non funziona così. Non sempre, perlomeno.

Alla decisione ci si arriva dopo svariati motivi, dopo un’attenta riflessione, dopo un percorso, più o meno faticoso, di mancata genitorialità “di pancia”.

Quasi sempre è così, anche se non è la norma. Ho conosciuto, infatti, molte famiglie che avevano già figli biologici, quando hanno deciso di accogliere nei propri cuori un altro o altri bimbi, seguendo la via dell’adozione.

Bisogna, innanzitutto, elaborare e superare quello che i professionisti del settore chiamano il lutto biologico. 

Il termine non è bellissimo, ma, in buona sostanza, si riferisce al mancato concepimento di un figlio da parte della coppia, la quale si ritrova a vivere questa situazione con estremo disagio e sofferenza.

Una vera e propria perdita, insomma, in fatto di sogni, aspettative, speranze.

Solo attraverso una profonda accettazione e una completa elaborazione di questa particolare condizione, sarà possibile razionalizzare l’accaduto e gettare le basi per un altro tipo di genitorialità. Quella adottiva, appunto.

E già qui non è semplice, sicuramente non è impossibile, ma non è neppure di banale soluzione.

Per quanto riguarda la nostra esperienza, io e mio marito abbiamo superato abbastanza velocemente questa fase. Dopo pochi anni di matrimonio e dopo vani tentativi di concepimento, abbiamo capito che la nostra strada era un’altra. Non abbiamo mai minimamente pensato di ricorrere alla scienza.

È una questione di scelte. E noi abbiamo scelto e accettato di accogliere dei figli che non avessero il nostro DNA.

Ma il percorso dell’adozione non è breve, né agevole, né tantomeno privo di criticità.

Quando si decide di adottare un figlio, bisogna mettere in conto di essere messi continuamente alla prova, di venire indagati, scrutati, studiati, violati nella privacy e nell’intimità dei propri sentimenti, giudicati.

Una faticaccia, insomma, ma per fortuna che è così, aggiungo io.

I nostri figli meritano una famiglia dalle “spalle forti”, capace di prendersi carico di situazioni spesso più grandi di ciò che ci si immagina, pronta a comprendere le loro debolezze, le loro frustrazioni e ad accompagnarli verso il proprio futuro, che, si spera, possa essere migliore di quello che li ha portati fin qui.

Non siamo dei super eroi, intendiamoci, ma diciamo che abbiamo forti motivazioni. Ecco.

La motivazione, l’apertura mentale, la consapevolezza non devono mai mancare quando si prende una simile decisione. Questo è il mio pensiero. Questa è la mia speranza.

E quando affermo che adottare non è per tutti, spero di portare ad una seria riflessione chiunque scelga di intraprendere questa incredibile avventura, nella speranza che lo faccia in piena coscienza e con la giusta convinzione.

E se questi presupposti esistono, allora mi sento proprio di dire: Vai avanti, l’adozione è un dono speciale. Vietato sprecarlo!


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8 commenti su “Adottare non è per tutti, io lo dico sempre

  1. E’ un dono speciale… che belle parole! E’ un dono speciale anche il vostro, quelle spalle forti con cui avete superato il “lutto” e abbracciato la nuova consapevolezza. In ogni caso credo che chi parte poco pronto mollerà già strada facendo. Siete coraggiosi e con un grande cuore.

  2. Sono molto felice di leggere questo articolo, la penso proprio come te! Sono una ragazza giovane, matrimonio e figli sono ancora mete lontane ma sono del parere che bisogna avere davvero spalle forti per sobbarcarsi certe responsabilità e che i figli non debbano mai essere la risposta ai propri egoismi, ma sempre cercati con altruismo e amore!
    Ti seguirò!

    • Ciao! Mi piace il tuo pensiero: i figli non devono mai essere una risposta ai nostri egoismi, ma cercati con altruismo e amore. Non sempre è così purtroppo e, i fatti di cronaca, ce ne riportano spesso tragici esempi. La maternità è un dono grande, sia che venga dalla pancia che dal cuore. Grazie per essere passata e per aver lasciato il tuo gradito commento ❤

  3. Ogni tanto mi rileggo questo post è molto altri tuoi. Io, anzi noi, abbiamo deciso di provarci con la scienza, come dici tu. Credo sia altrettanto difficile, forse perché in questo modo il lutto biologico non si supera davvero… la scienza ti dà una speranza a cui spesso ci si aggrappa con tutte le forze. All’adozione ci ho pensato spesso ma credo che le due cose non possano combaciare e che quindi forse non sono davvero pronta. Il giorno che lo sarò verrò a cercarti e sono sicura che troverò le porte aperte del tuo blog ma anche tue!

    • Certo che sì cara Roberta: qui troverai sempre le porte aperte. Hai ragione quando dici che le due cose non possono convivere e che forse non sei ancora pronta per l’adozione. Ti faccio i miei migliori auguri. Spero continuerai comunque a seguirmi. Ci conto eh! 😉

  4. Bianca il said:

    Ti dispiace se conservo accuratamente questo tuo bellissimo articolo? Con mia figlia, adottata a 6 mesi in Etiopia 7 anni fa, parliamo spesso su quanto sia difficile per lei accettare il suo abbandono. Ma un giorno le farò capire che anche essere genitori adottivi ha avuto le sue difficoltà ,e se ci siamo riusciti vuol dire proprio che siamo i genitori giusti per lei.

    • Ciao Bianca, perché dovrebbe dispiacermi? Anzi, mi fa un gran piacere sapere che ciò che scrivo entra nel cuore di chi legge! Un abbraccio forte a te e a tua figlia. Spero continuerai a seguirmi e grazie ❤️

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