Compiti per le vacanze: il libro no, grazie.

ESERCIZI PER LE VACANZE ESTIVE

Compiti per le vacanze – Quest’anno Matteo non ha avuto compiti per le vacanze, veniamo da un anno particolarmente impegnativo e la maestra ha dato l’unica consegna di leggere molto e rielaborare i testi.

Vedo gli amici del centro estivo di Matteo che invece hanno libri da fare e compiti per le vacanze.

In realtà io non sono contraria ai compiti. Anzi. Il problema sono i libri preconcetti e precostituiti che non danno alle bambine e ai bambini la possibilità di esercitarsi sui loro effettivi bisogni.

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COMPITI PER LE VACANZE SCUOLA PRIMARIA

Ho fatto alcune considerazioni.

  • Si impara più al supermercato facendo i calcoli sul rapporto qualità, grammi, prezzo che facendo problemi e operazioni sul libro. E’ divertente ed è un esercizio che allena la mente.
  • Importantissimi fondamenti di fisica possono essere appresi facendo il bagno nell’acqua del mare e in quella del lago, citando prima le differenze tra le due e poi cercando di spiegare il perché di tanti fenomeni.
  • Astronomia e astrologia possono essere di grande aiuto sopratutto guardando le stelle la sera per imparare concetti spazio temporali e la nomenclatura delle stelle e dei pianeti che rafforza la memoria.
  • La piramide alimentare, le buone maniere del vivere comune, la raccolta differenziata possono essere appresi sul campo, senza ausilio di un sussidiario. E l’educazione civica a scuola manca.
  • Tantissima lettura, rielaborazione del testo, riassunti orali, memorizzazione di canzoncine e filastrocche e spelling possono completare la formazione teorica.
  • Non dimentichiamo inoltre la disciplina sportiva che può essere di grande aiuto per la coordinazione e la lateralizzazione che possono essere rafforzate andando in bici, nuotando e facendo tuffi, andando sott’acqua, correndo sulla sabbia e facendo baby dance!

IL LIBRO DELLE VACANZE

Quello che proprio non riesco a tollerare è il libro delle vacanze: Mi piacerebbe sapere per quale motivo nella piramide alimentare del libro il riso sia fra i carboidrati e non fra i cereali, perché si deve fare una foto del luogo in cui si trova in vacanza quando è risaputo che molti bimbi non vanno in vacanza, perché si devono descrivere i nuovi amici delle vacanze quando si potrebbe non averli. E poi: per quale motivo non ci sia l’analisi logica e grammaticale, perché venga dato pochissimo spazio alla fantasia e all’immaginazione e perché non ci sia nulla per descrivere eventuali progressi sulla fase motoria.
Per quale motivo gli esercizi del libro risultano noiosi, tediosi, inutili e sterili?

Almeno in vacanza, caspiterina, lasciamo vivere le bambine e i bambini in santa pace senza stancarli con questi libri ma cercando di dare loro solo il buon esempio, trasferiamogli le nostre capacità e competenze, approfittiamo per passare del tempo con loro spiegandogli il perché delle cose, il loro funzionamento e il modo corretto di compiere tante azioni quotidiane: il valore di dire buongiorno, grazie, prego, scusi, di dare del lei alle persone più grandi, senza inutile stress.

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18 Risposte a “Compiti per le vacanze: il libro no, grazie.”

  1. Beh per il libro hai proprio ragione molte cose che fanno fare non vanno bene per tutti. Ma pensa al fatto che tre mesi di ferie sono un enormità per un bambino. Come dici te non tutti hanno le tue competenze e non tutti hanno un adulto che li puo’ aiutare. Molti passano l’estate davanti alla TV oppure nei centri estivi dove si giocano ma non fanno di sicuro le tabelline. Vedo che poi a Settembre e Ottobre la maestre devono ripassare tutto perche durante l’estate i bimbi non hanno fatto motlo. Forse è il libro il vero problema. Una delle mie non ha avuto libri, la maestra ha solo detto ripassate le tabelline, fate delle operazioni (che noi inventiamo) e leggete percio’ legge libri di casa o si va in biblioteca, ma la sua maestra ha quasi 40 anni di insegnamento alle spalle e capisce l’inutilità di questi libri….
    In compenso alla mia maggiore piaciono molto questi libri delle vacanze…percio’ vedi non credo che ci sia un bianco e un nero ma dipende dai bambini e basta. Poi se tu stimoli tua nipote in modi diversi credo che alla fine sia ottimo ma come sai non tutti hanno un adulto che possa dedicarsi:)
    Emma

  2. convengo sul fatto che i libri delle vacanze siano spesso esercizi inutili, e anche sul fatto che spesso ti mettano in difficoltà, anche se, in quei casi, si può insegnare al bambino a reagire alla richiesta del libro… parla delle vacanze e non vai in vacanza…. puoi rispondere arrabbiato con il libro, puoi scrivere della vacanza che ti piacerebbe fare…
    Resta il fatto che anche se non sono contraria ai compiti in generale trovo i libri fatti male, spesso anche se collegati ai libri avuti durante l’anno con esercizi che sembrano presi da un’altra scuola…
    Arianna andrà in quarta, per lei i compiti sono necessari, dovrei rimandarla in prima…. ma non me la prendo troppo e le lascio autonomia nel gestirseli, se impara a fare quello è già sulla buona strada….

  3. Anche io penso che ai bambini dovrebbero essere assegnati un pochino meno compiti per le vacanze e soprattutto dovrebbero essere davvero divertenti! Oggi una mia collega di lavoro mi diceva che sua figlia ha un libro enorme e sicuramente non riuscirà a terminarlo per settembre… Le maestre potrebbero creare delle schede durante l’anno scolastico, inerenti al programma, e consegnarle ai bimbi in giugno al posto del libro delle vacanze. Sarebbero sicuramente schede più attinenti al programma svolto e la maestra saprebbe anche come renderle divertenti 🙂

  4. No comment! Mia figlia ha finito la prima elementare e non ha solo il classico libro delle vacanze da te descritto ma ha anche un libro di inglese con cd da ascoltare per poter eseguire i compiti e un libro di lettura…. a me personalmente sembra anche esagerato, considerando poi che far fare i compiti a lei già durante l’anno è stato un problema e ora… è una vera e propria guerra

  5. non ho mai condiviso l’idea degli insegnanti di dar compiti per le vacanze (natale, pasqua ed estive). dover partire a natale per andare dai nonni con la valigia piena di libri. demenziale.
    sono anche dell’idea che al lunedì non si debba interrogare, se e’ festa x gli insegnanti alla domenica, deve esserlo anche x gli studenti, un giorno ci vuole x rilassarsi, poi si riparte.

  6. Se una forza Yummymummy!
    …beh io ti rispondo solo sul riso…
    Figura tra i carboidrati perché così raffinato com’è non può essere che tale, si fa riferimento al comune riso bianco che si trova al supermercato.
    Per dargli un posto d’onore tra i cereali bisognerebbe che fosse integrale, ma chi è che conosce il riso integrale tra le gente comune!
    Un abbraccio Veggie

  7. Io non ho grosse esperienze in merito visto che la mia bimba andrà a settembre in prima elementare… Però ha comunque il suo bravo libro per le vacanze così come l’aveva l’anno scorso. Niente di complicato ma tante pagine con grandi disegni da colorare… ma grandi… e lei si stanca, si innervosisce… speriamo che vada meglio in futuro!

  8. amica, sai come la penso. io eliminerei anche i compiti che vengono assegnati durante l’anno proprio per lo stesso motivo. è come portarsi ogni giorno a casa il lavoro….a me stresserebbe davvero molto. inoltre i bimbi sono costretti a fare i compiti non da un estraneo o una persona che magari ci sta sulle balle, come può essere un datore di lavoro, bensì dai genitori, le persone di cui si fidano di più- sarò esagerata ma io la trovo oltretutto anche subdola questa cosa! abbasso i compiti a casa evviva i compiti a scuola!

  9. solo questa circolare….

    Circolare Ministeriale 14 maggio 1969, n. 177

    Prot. n. 4600

    Oggetto: Riposo festivo degli alunni. Compiti scolastici da svolgere a casa

    Con circ. 20 febbraio 1964, n. 62, avente per oggetto: “Compiti scolastici da svolgere a casa e in classe”, venne richiamata l’attenzione dei Capi d’istituto e degli insegnanti sulla necessità di non sottoporre gli alunni ad un carico eccessivo di lavoro per compiti scolastici da svolgere a casa.

    In quella occasione, fu posto in evidenza che alla formazione culturale dell’alunno concorre non soltanto “l’azione didattica, attuata nella più viva collaborazione tra docenti e discenti”, ma anche “il ripensamento individuale realizzato con il lavoro personale dell’alunno a casa”.

    La ricerca da parte dei giovani di nuove conquiste, di nuovi ideali, in uno sforzo continuo di superamento di sistemi e di schemi di vita non più aderenti alle esigenze sempre nuove e mutevoli della odierna società, una sempre più approfondita valutazione dell’importanza dei problemi del tempo libero, l’incidenza sempre più viva ed efficace sui giovani delle manifestazioni collaterali non proprie della scuola ma pur sempre riconducibili alle sue finalità e alla sua azione educativa, quali le attività sportive, ricreative e artistiche, inducono a considerare da un angolo visuale più ampio tutti i fattori e le componenti che concorrono, insieme e ad integrazione della tradizionale preparazione culturale dei giovani ai fini meramente scolastici, alla crescita e al completamento della personalità in vista dei successivi traguardi che la vita porrà dinanzi a ciascuno di essi.

    Anche la consapevolezza e la comprensione al di fuori dell’ambito dell’attività prettamente scolastica di alcuni aspetti della dinamica della vita del nostro paese, quali la sua affermazione nel contesto del mondo civile, il suo progresso economico, lo sviluppo delle istituzioni democratiche, la partecipazione attiva a tutte le manifestazioni volte ad esaltare nelle coscienze gli ideali della democrazia, della libertà, della patria, della famiglia, postulando in maniera non meno sentita l’esigenza di nuove aperture in tema di processo formativo dei giovani.

    In questa prospettiva acquista particolare rilievo l’interessamento e la partecipazione dei giovani alla pratica degli sport (nuoto, sci, tennis, calcio, ecc.), specie se promananti dalla scuola medesima o da istituzioni aventi fini educativi, alle manifestazioni artistiche (concerti, teatro, mostre dibattiti, ecc.), alla visita dei monumenti, dei musei, delle gallerie, attività tutte che quasi sempre si svolgono nelle giornate domenicali e in altri giorni festivi.

    Si risolverebbero, tuttavia, in una vuota affermazione di principio la individuazione e la valorizzazione di un tale interessamento dei giovani alle anzidette manifestazioni, se la scuola non si preoccupasse di porre gli alunni nella condizione di poterne effettivamente fruire.

    Nell’impegno di garantire agli alunni ogni possibilità e ogni componente di sviluppo della loro personalità, la scuola non può non preoccuparsi di rendere praticamente possibile questa più ampia e varia forma extrascolastica di arricchimento culturale e formativo.

    Inoltre, va considerato che nelle giornate festive e, in genere, anche nel pomeriggio del sabato, moltissime famiglie italiane, in cui entrambi i genitori svolgono un’attività lavorativa, trovano l’unica occasione di un incontro dei propri membri – innanzi tutto genitori e figli – più disteso nel tempo e, quando possibile, in ambiente diverso da quello dell’abituale dimora cittadina, più sereno nel riposo dal lavoro, di un incontro nel quale trovano alimento il rafforzarsi dei rapporti affettivi, lo scambio delle esperienze, il confronto dei comportamenti tra giovani e adulti; in una parola, si ricompone l’unità della famiglia, e questa attua la pienezza della sua essenza di primo e fondamentale nucleo sociale e della sua primaria funzione educativa.

  10. (segue)
    In considerazione del duplice ordine di esigenze finora prospettate, questo Ministero è venuto nella determinazione di disporre che agli alunni delle scuole elementari e secondarie di ogni grado e tipo non vengano assegnati compiti scolastici da svolgere o preparare a casa per il giorno successivo a quello festivo, di guisa che nel predetto giorno non abbiano luogo, in linea di massima, interrogazioni degli alunni, almeno che non si tratti, ovviamente, di materia, il cui orario cada soltanto in detto giorno.Si potrà del pari far luogo ad interrogazioni quando ciò sia richiesto dallo stesso interesse degli alunni, in vista di scrutini o di esami imminenti, ad esempio per poter riparare in caso di precedenti valutazioni sfavorevoli.

    Si pregano le SS.VV. di comunicare la presente ai Capi d’istituto, agli Ispettori scolastici, ai Direttori didattici, agli insegnanti delle scuole elementari e secondarie. Si confida che il personale docente coglierà appieno il senso delle disposizioni impartite, le quali, lungi da tendere ad una attenuazione dell’attività scolastica, si propongono di dare possibilità di maggiore impegno agli alunni nei giorni feriali e di rendere più completa e integrata l’azione educativa della scuola con gli apporti dell’azione formativa della comunità familiare e dei contatti che questa può favorire in sede extrascolastica con il mondo della natura, dell’arte, dello sport e con le libere attività di gruppi giovanili organizzati.

  11. ecco cris, posso darlo alle insegnanti di mia nipote come giustifica per non aver fatto i compiti? che dici? adesso mi cerco la circolare e la pubblico ovunque! grazie cep

  12. A noi non davano mai compiti durante l’estate, consigliavano di leggere, di scrivere ogni tanto (tipo tenere un diario o scambiare lettere fra amiche) o di ripetere esercizi di matematica che si erano fatti durante l’anno; ma erano sempre consigli e basta. Sia io che mio fratello ci siamo sempre goduti l’estate, a fare mille cose che in un certo senso c’entravano con l’apprendimento ma erano sempre nostre scelte: giocare a scuola, fare i giornalisti e scrivere un giornale facendo ricerche su vari argomenti, giocare a negozio, giocare a biblioteca, inventare una lingua nuova, fare spettacoli teatrali, andare alla scoperta della natura… le giornate erano sempre cosí piene!… e mi ricordo di aver fatto, im cambio di qualche gelato, i compiti di tedesco ad un vicino di casa che, invece, di compiti ne aveva ricevuti da fare… 😉
    Mia nipote di 13 anni l’anno scorso aveva come compito per l’estate di leggere un libro e scrivere un tema, si é impegnata molto con il tema (me l’ha fatto leggere e correggere, l’ha riscritto ecc.) e poi é rimasta delusissima che all’inizio dell’anno scolastico nuovo l’insegnante non ha nemmeno chiesto di vederlo, si vede che non era stato chiaro che i compiti andavano fatti “per sé stessi”.
    Io sono contro i compiti uguali per tutti, “da fare” perché sono compiti e basta, per “imparare a gestire il tempo” e queste cose; invece mi piace un approccio che da` piú responsabilitá al bambino/ragazzo stesso come a scuola di mio figlio (15 anni): gli insegnanti prima delle vacanze parlano con ogni ragazzo e gli consigliano di fare questi o quelli esercizi per questa o quella materia, di ripetere ed approfondire questo o quello… cosí i ragazzi fanno quello che realmente serve a loro, in modo individuale, senza la sensazione di “perdere tempo”. Ripeto, anche qui si tratta di consigli, non c’é nessuno che in autunno controlla, é nel tuo interesse aver approfondito dove durante l’anno scolastico magari sei rimasto un po’ indietro…
    Qui dunque niente litigi sul fare compiti o meno, anzi é stato mio figlio a chiedermi di dargli una mano per italiano e inglese, aiutandogli a fare una specie di programma per l’estate, per ripetere, come appunto gli avevano consigliato gli insegnanti di quelle materie. A me sembra una cosa molto sensata…
    Buona estate!

  13. sono approdata per caso nel tuo blog..quanto avrei bisogno di aiuto con la mia piccola grande alessia 10 anni ..quest’anno ha un rifiuto totale dello studio cadiamo in depressione appena ci mettiamo io compresa a sedere..ho altre due bimbe da seguire e lei ha avuto ed ha ancora difficoltà nell’apprendimento dovute a una scarsa concentrazione ..fisiologica.si sente l’ultima tra gli ultimi e io non so come infondergli fiducia anche perchè….sembra proprio non volersi impegnare..scusa lo sfogo a presto simmy

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