Sei mesi per lasciarlo. Quei 180 giorni che non ci restituirà indietro nessuno

Da quando faccio finta di fare la blogger ho imparato molte cose, in primis che noi donne riusciamo a fare tutto, o quasi. Dico quasi perché a molte di noi una cosa proprio viene male (io presente).

Perché siamo troppo vulnerabili all’amore, questa forza misteriosa che muove tutto (secondo noi), vulnerabili al ricordo di quel che era, di quello che poteva essere e poi, a grande richiesta di quel che potrebbe cambiare (ma veramente ci crediamo ancora?)Troppo disposte ad accollarci responsabilità  emotive che spesso non abbiamo.

Sappiamo fare tutto, ma lasciare un uomo in tempi degni e consoni a preservare la nostra integrità mentale… ecco quello proprio non ci riesce. A leggere le vostre mail e anche la mia vita è emerso che noi donne impieghiamo circa 6 mesi per lasciare un uomo.

Che poi alla fine basterebbero poche parole, seguite da fatti coerenti tra loro, che vengono puntualmente a mancare di fronte a chi ci butta addosso responsabilità e sensi di colpa, davanti a chi ci vomita addosso quelle frasi di grande effetto come “non posso vivere senza di te” o la classica “io mi ammazzo”. Seguite da “vedrai domani cambio”; ma non sanno che nel frattempo siamo cambiate noi, che nel mentre è passato agosto, settembre, e forse pure Natale.

E soprattutto non proviamo più quello che provavamo prima, perché non siamo come loro (la maggioranza almeno) che scambiano l’abitudine per l’amore, l’ amore per la cena pronta e il letto mezzo pieno. Gli uomini non lo sanno che quando la storia finisce nella nostra testa è gia tutto irrecuperabile e  il nostro letto è mezzo vuoto anche se loro sono sdraiati accanto a noi.

L’ 80 % delle ragazze che mi scrivono in posta sono legate dallo stesso problema, un unico denominator comune, non riescono a lasciare il marito, il compagno; ma non perchė hanno dubbi su cio che provano o per timore della solitudine, ma per la paura che mr. dignità stia male cosi tanto da far davvero tutto ciò che minaccia da mesi di fare.

Tralasciando il mio pensiero che sarebbe troppo personale su chi tenta di tener legata una donna con la pena, perchè di pena si tratta, quei 180 giorni o poco più nn ce li ridà indietro nessuno.

L’amore può finire,  ma l’lorologio continua ad andare avanti, e noi non sappiamo quanti minuti abbiamo ancora da vivere, a volte la vita è un attimo e noi buttiamo letteralmente nel cesso (scusate l’espressione ) pezzetti di vita dove siamo infelici e soffocate, dove viviamo una vita che non ci appartiene più chissà da quanto tempo.

Se siamo convinte chiudiamola quella porta, non tra sei mesi, un anno, ma adesso. Perché i giorni che perdiamo in una relazione finita, sbagliata, non ce li restituisce nessuno e soprattutto d’amore non si muore, ma moriamo dentro ogni giorno rinunciando alla nostra serenità per assecondare chi ci vuole ad ogni costo pur di averci accanto.

Sarà l’ istinto materno che ci frega sempre, sara’ che siamo un’ po’ crocerossine, un po’ deviate dal cartone di Candy Candy che guardavamo da piccole ma fatto sta che tutte rimaniamo un po’ impantanate in queste agonie sentimentali, in quei mesi che precedono quel fatidico giorno che per autodifesa lo bloccheremo su WhatsApp, e finalmente sclerando davvero ai suoi “non vivo senza te” riusceremo a rispondere “ti piacciono i crisantemi?”

 

 

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