Una gravidanza difficile e il parto non è stato da meno

Share:
Condividi

Dopo mesi e mesi di attesa, finalmente rimango incinta, ma subito sento che qualcosa non va: mal di pancia in continuazione, a volte fitte belle forti. Il gine decide di lasciarmi a casa a riposo, ma dopo 2 settimane, dopo la prima eco, dove vedo il cuoricino del mio amore battere, mi dice che va tutto bene e ritorno a lavorare. Intanto giorno e notte inizio a lottare contro la gengivite gravidica che mi costringe a pulizie dei denti con frequenza mensile; non mancano nausee, vomito, pesantezza e tanta acidità di stomaco al punto che inizio a dimagrire. Per fortuna iniziano le vacanze estive e vado tranquillamente al mare, viaggio, ma ecco che arriva il momento dell’ecografia morfologica e lì mi dicono che la placenta è troppo bassa e devo stare attenta. Vado dal mio gine che però mi rassicura perché è presto per parlare di placenta bassa (o previa) e mi dice di stare tranquilla e che posso continuare le mia vita di prima tranquillamente. Essendo fine agosto, ne approfitto per fare lunghe passeggiate al parco con le amiche mentre la suocera mi stressa perché devo preparare la valigia per l’ospedale. In realtà è presto, sono appena al 6° mese… Una mattina nel sonno sento dei dolori fortissimi, tipo mestruali, ma molto forti e mi sveglio di colpo. Vado in bagno, ma appena sono in piedi sento scendere qualcosa, anzi di più: è in corso un’emorragia!!! Chiamo mio marito che sta facendo il turno di notte e mi manda l’ambulanza e intanto arriva pure lui. Mi portano in ospedale dove mi visitano e nell’eco vedono che il bimbo è ancora vivo!!!! Non ci credevo! Lo vedo nel monitor come se mi stesse salutando con la manina alzata… Mi costringono a letto senza muovermi e dicono che se l’emorragia non si ferma mi operano, ma per fortuna si ferma e dopo una settimana mi mandano a casa. Dopo un mese circa di riposo, ecco una seconda emorragia,ma scarsa e quindi altro ricovero di una settimana. Mi dimettono, ma i controlli dal gine (che dal gio
rno dell’emorragia ho cambiato con uno bravissimo dell’ospedale) diventano più frequenti, cioè ogni settimana eco di controllo. Una settimana prima del parto mi spiega che la placenta è rimasta sempre lì e devono ricorrere al cesareo, ma è inevitabile una piccola emorragia, perché devono incidere proprio sulla placenta. La mia dpp era l’11 dicembre, ma il cesareo è stato fissato per il 15 novembre alla 36+2 per evitare di andare incontro ad un’altra emorragia col rischio di perdere davvero il bimbo. Il 15 è lunedì, piove, ma arrivo in ostetricia in anticipo dopo una notte insonne e una settimana di agitazione.Mi mandano nella stanza accanto alla  sala operatoria dopo un monitoriggio e un breve colloquio con una dottoressa e un’ostetrica. Mi fanno cambiare (indosso una camicia da notte e le ciabatte) e poi saluto mio marito. Mi portano nella sala operatoria ed ecco che le gengive riprendono a sanguinare (ufffffa!!!!), ma per l’ultima volta (dopo il parto è scomparsa
la gengivite :) !!!)Arriva un’altra ostetrica che mi fa spogliare e mette le mie cose sotto il letto; mi fa indossare delle calze, la cuffia e mi copre col lenzuolo. L’anestesista  mi fa la puntura nella schiena e inizio a non sentire le gambe, anzi le sento pesanti e calde, ma mi sembra di muovere le dita o è l’mpressione. Vedo che arriva il mio gine che mi tranquillizza, ma quando vedo i ferri inizio a tremare come una foglia. Alzano un telo e io non vedo niente, però vedo che è arrivato mio marito che si siede accanto a me. Il suo compito è quello di incoraggiarmi e grattarmi il viso (l’anestesia mi provoca prurito!!!!). Dopo un bel po’ sento che mi stanno schiacciando la pancia, non respiro, ma ecco che hanno finito e sento il mio tesoro piangere. E’ bellissimo, piccolo e magro: pesa 1,970 kg! Lo portano via e ritornano ridendo perché intanto ha annaffiato tutti col suo pisellino (hihihi!!!).Fanno uscire mio marito e mi portano in una stanza accanto e subito noto che mi gira la testa al punto da non poter tenere gli occhi aperti, poi ho tanto freddo, brividi e dopo un bel po’, con una calda coperta va meglio. Arrivano le ostetriche a controllare le perdite, mi lavano, mi rivestono e finalmente mi portano su da mio marito. La sera mi portano il mio tesorino, non credevo fosse lui, pensavo fosse un errore, che fosse in incubatrice, invece l’hanno messo un po’ sotto la lampada e basta. Questa è la  storia del mio parto, la nascita del mio piccolo Marco che ora ha tre mesi. E’ stata una gravidanza difficile e il parto non è stato da meno, ma quando abbraccio il mio amore mi sembra un ricordo lontanissimo.

2 risposte a Una gravidanza difficile e il parto non è stato da meno

  1. Giada scrive:

    L’importante è che alla fine sia andato tutto bene…anche io ho dovuto fare il cesareo dopo 30 ore di travaglio…ma ne è veramente valsa la pena! ;-)

  2. gessica scrive:

    concordo con giada………. :-) augury.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>