Nata senza difese immunitarie, per salvarla i medici stanno tentando su di lei una nuova terapia genica

E’ nata senza difese immunitarie e i medici stanno sperimentando su di lei una terapia genica per permetterle di difendersi e darle la possibilità di sopravvivere al di fuori di un ambiente sterilizzato. La piccola Nina Warnell, che ora ha 17 mesi, soffre di sindrome da immunodeficienza combinata grave.

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Una malattia che colpisce uno su 300mila neonati. Lei sembra sana ma il suo corpo non è in grado di combattere i germi più miti. Anche un colpo di tosse o uno starnuto potrebbero ucciderla, come racconta il Daily Mail. Un nuovo trattamento, sviluppato dai medici del Great Ormond Street Hospital, potrebbe permetterle di vivere.

Anche se questo metodo, essendo nuovo, porta con se tanti rischi. Rischi che i genitori sono disposti ad affrontare pur di vederla crescere. Secondo i medici infatti le possibilità di recupero e di sopravvivenza se non si interviene entro l’anno sono molto limitate.

La piccola è stata ricoverata a cinque settimane di vita e i medici se diagnosticarono molteplici infezioni, tra cui polmonite avanzata. La bimba è stata messa in isolamento per evitare che sopraggiungessero altre infezioni. I medici però intuirono che Nina aveva bisogno di un urgente trapianto di midollo osseo per sopravvivere e né i genitori né la sorella andavano bene per donarlo. La mamma e il padre della bambina hanno chiesto aiuto ai donatori attraverso l’Anthony Nolan Trust.

La piccola, lentamente, ha iniziato a riprendersi e i medici sono riusciti a creare un sistema immunitario ‘artificiale’ per lei. Deve prendere 15 farmaci al giorno e fare trasfusioni di immunoglobuline ogni tre settimane per mantenerlo. Ora la bimba sta sperimentando una nuova forma di terapia genica. Dato che il trattamento è innovativo non si possono prevedere né le prospettive a lungo termine né gli effetti collaterali. Nina ora è a casa ma fino a Natale la famiglia non potrà sapere se il suo corpo ha iniziato ad avere un suo sistema immunitario.

Se questo trattamento non riuscisse Nina avrà bisogno di un trapianto di midollo osseo e questo non piace alla famiglia e alla bambina, la chemioterapia sarebbe aggressiva e il suo corpo potrebbe rifiutare il midollo del donatore. La famiglia ha dovuto trasformare la casa in un luogo sicuro e protetto dove quasi tutto viene sterilizzato tre o quattro volte al giorno e c’è un ossessivo lavaggio delle mani. I contatti che la piccola può avere con altri bambini sono davvero limitati e spesso il padre nota che si ferma a guardare dalla finestra gli altri bambini che giocano. Speriamo che il trattamento funzioni.

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