Scritti da voi

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“L’albero in autunno”

C’era un volta

un alberello che in autunno

si spogliò.

Prima le foglie

facevano un saluto.

Emma Lodi, (domenica 21 ottobre 2012, 7anni)

 

LA FAVOLA DELLA CUOCA SAPIENTE

Questa è la favola della cuoca sapiente la quale una sola cosa aveva in mente:

stupire con il cibo da lei cucinato, trovando per ogni commensale quello più amato.

Alla sua mensa chiunque poteva sedere dal contadino al cortigiano al cavaliere.

Ogni giorno fuori dalla sua porta code infinite di golosi d’ogni sorta.

Serafina, codesto il nome della cuoca raffinata e da tutti amata

ad ogni palato una pietanza prelibata abbinava ed un saggio consiglio dispensava.

Non vi era limite alla sua fantasia, così ogni piatto pareva una magia: dai maccheroni alle tagliatelle, ai risotti alle pappardelle, cosi gli stracotti e gli sformati i tortellini e gli stufati.

Non avevano segreti i budini, la torta bavarese, le meringate, la zuppa inglese.

In breve tempo, si sparse in tutto il regno la sua fama come cuoca e la grandezza del suo ingegno.

Così il Re incuriosito da tanta celebrità la volle a corte per assaggiare le sue capacità.

Dopo aver gustato ogni ben di Dio, disse a Serafina “il piacere è stato tutto mio”.

-Ma ora dimmi, cosa ne pensi della guerra dei quattro continenti?

Così veniva chiamata la follia del Re che voleva espandersi in ogni terra dichiarando a chiunque guerra.

La cuoca guardandolo storto rispose al Re dal cervello corto:

-Oh mio sovrano, tu sei grande e coraggioso, forte e glorioso, ma la tua ingordigia e non parlo di quella alimentare porterà assai male.

Tu vuoi ingrandire il tuo regno giocando con la sorte , ma così facendo porterai al tuo popolo povertà, carestia e morte.

-Aiuto!!!  Urlò il re indispettito e alquanto inviperito. Questa donna mi ha lanciato un anatema!

-Serafina piangi e trema!

E così Serafina finì in prigione per aver dato la sua opinione.

Ma in breve tempo il re che voleva arraffar tutto ebbe il suo esercito distrutto.

Il malcontento si era diffuso nel regno e Gustavo di essere re non era più degno.

Cosi capì che solo la cuoca sapiente poteva aiutarlo a riconquistare la sua gente.

Pentito e finalmente rinsavito in ginocchio le chiese perdono, promettendole il giusto dono. 

Infatti, da lì a poco, con un fastoso banchetto, fu festeggiata la fine di ogni ostilità e la pace per l’eternità.

Il Re sentì che Serafina era veramente speciale, una compagna ideale, una preziosa consigliera, una magnifica cuoca ma soprattutto capì di amarla e la chiese in sposa.

Così in un sol giorno un Re che aveva perso il senno tornò ad essere un re degno.

Una donna intraprendente di nome Serafina fu incoronata regina.

Ed un popolo triste e sofferente dichiarò guerra alla guerra per sempre.

Monica Musso.

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