UNA MAMMA RACCONTA…I PRIMI MOMENTI CON I FIGLI

Testimonianze..

I primi momenti con i figli

Ripensare ai primi momenti con le mie figlie, riporta alla mente tante emozioni.. tanti ricordi ma anche tanti timori di allora.. Indubbiamente la prima esperienza mi ha aiutato a crescere ed ho affrontato l’arrivo della seconda con maggior consapevolezza.

Ho vissuto la prima gravidanza con un pochino d’incoscienza, il parto è stato meraviglioso, velocissimo ed io mi sentivo benissimo. La sala parto era in penombra, intorno a me e alla mia bimba tanto silenzio e tanta emozione.

Arrivate a casa, fummo letteralmente “travolte” dall’entusiasmo di tutta la famiglia e ne io ne mio marito riuscimmo ad arginare tanto affetto.

Ogni giorno le nonne arrivavano a casa con un cugino lontano, una vecchia zia, una cara amica d’infanzia, la casa si era trasformata in un piccolo “santuario”.

Tutti, poi, dovevano tenere in braccio la piccolina e dispensare consigli… Di notte la piccola era protagonista incontrastata, piangeva perché aveva fame, perché aveva le coliche, perché il pannolino era sporco,.. insomma di dormire proprio non se ne parlava.

I primi mesi si trasformarono ben presto in un incubo, avevo bisogno di tranquillità e riposo ed invece intorno a me tanta confusione e tanto chiasso.. il pediatra mi rassicurava con un laconico “Dormirà..” L’unico modo di riposare un pochino era tenere Alice sulla mia pancia, riproducendo così la posizione fetale. Le nostre notti erano ormai un incubo, in Australia per fortuna si disputava l’American’s Cup… e mi appassionai alla vela…

Al quarto mese la situazione migliorò .. giusto in tempo per affrontare il problema dello svezzamento e che problema! La piccola, allattata esclusivamente al seno, avrebbe dovuto mangiare la farina lattea con il cucchiaino……..ma niente in confronto all’introduzione, nella sua dieta, della minestrina al 6°mese. Fu una vera e propria guerra: da cuoca inesperta era già complicata la preparazione: innanzitutto la scelta delle verdure, che doveva passare l’esame delle nonne… poi la pulizia , la cottura: 1h non un minuto di più, non un minuto di meno…infine la preparazione finale: separare il brodo vegetale dalle verdure, scartare le verdure più indigeste, frullarle e mettere in barattolini 200 ml di brodo e due cucchiaini di verdure frullate.. Unica concessione, congelare qualche barattolino x le emergenze; forse la cassata siciliana avrebbe richiesto meno impegno..

La mia piccina, poi, ricambiava tutto il mio impegno con un pianto disperato ed inconsolabile, sputacchiando minestra ovunque…

Così altri consigli: aggiungi lo zucchero, guai a mettere lo zucchero, mettila nel biberon, no nel biberon mai e così via.. Un giorno sapendo che Alice adorava l’omogeneizzato di frutta, ne presi uno e lo versai tutto nella minestra, conscia che pediatra, nonni, zie avrebbero gridato allo scandalo! Lei gradì moltissimo e da quel momento iniziò a mangiare la minestra e lo svezzamento fu più semplice..

Mia figlia ed io, a poco a poco, imparavamo a conoscerci ed io a mediare i consigli, ad adattarli alle esigenze e ai singoli momenti.

Il pediatra mi metteva anche in guardia dai piccoli incidenti domestici che sarebbero potuti accadere in un momento di distrazione.. a me sembrava impossibile, tuttavia mi dovetti ricredere: un sabato pomeriggio, considerandomi ormai esperta, dopo aver preparato la farina lattea come tutti i giorni, presi in braccio la bambina, tenendola con una sola mano, perché dovevo ancora prendere piattino e bavaglino;  puntò i piedini su mio ventre e “volò” prima sul tavolo, poi per terra. Il mondo si fermò, io piangevo e lei urlava come un’aquila.. Grazie al cielo, un amico medico ci diede subito consigli .. monitorammo Alice tutta la notte..e alla fine fu solo un bruttissimo spavento.

Quando uscivo in macchina, anche per brevi tragitti, fissavo sempre la bimba sul seggiolino, resistendo anche ai suoi capricci.. durante un viaggio in autostrada avemmo un incidente, l’auto si ribaltò , lei ne usci incolume grazie al seggiolino a cui rimase ancorata a testa in giù.

Quell’episodio mi convinse sempre più su quanto fosse importante l’uso del seggiolino in auto..

La seconda gravidanza l’affrontai più serenamente anche se la piccola era molto contrariata all’idea di una sorellina. Ricordo ancora la sua aria smarrita quando venne in ospedale a conoscere la sorellina.

La seconda si rivelò fin da subito un neonato molto più gestibile: mangiava e dormiva.. così le nostre attenzioni continuavano a concentrarsi sulla primogenita, così arrabbiata con me!

Per prima cosa limitai le visite.. ci furono non pochi incidenti diplomatici..però ne giovò il clima familiare..

La sorellina trovò in un peluche il suo oggetto di transizionale, ben presto diventarono inseparabili tanto che ad ogni spostamento lui era in cima alla lista delle cose da portare, niente poteva sostituirlo, In un tragico venerdì il peluche rimase all’asilo nido..risultato un weekend in bianco!

Come tutti i secondogeniti la nuova arrivata era molto imitativa e competitiva nei confronti della sorella e questo fece si che raggiunse prima del previsto i suoi traguardi: interagì molto presto nel gioco, parlò prestissimo e poco prima di compiere due anni si tolse il pannolone.

Se rifletto su queste tappe, credo di averla aiutata maggiormente io, perché ero più tranquilla e consapevole del mio ruolo, credo anzi che al secondo figlio emerga il vero istinto materno, che nel corso di millenni ha sempre guidato le mamme, e che oggi è un po assopito soprattutto al primo figlio.

Una mamma fratelli

 

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