ZECCHE CHE FARE?

Cari amici,

ultimi giorni d’estate: ancora sole, mare, gite fuori porta e….qualche guastafeste:le zecche!

Chi sono le zecche? e come dobbiamo comportarci?

Le zecche sono acari appartenenti alla famiglia delle Ixodiae, comunemente definite zecche dure in quanto provviste di scudi dorsali chitinizzati che nei maschi sono estesi a tutta la superficie dorsale
dell’idiosoma mentre nelle femmine, nelle larve e nelle ninfe sono limitati alla sola regione anteriore.

Le zecche necessitano di tre pasti ematici che, a seconda delle specie, possono essere completati tutti o in parte sullo stesso ospite, oppure necessitano di tre pasti diversi ed anche l’uomo rientra nel ciclo biologico delle zecche. Il loro morso può essere veicolo di malattie con una percentuale di sviluppo della malattia stessa basso se la zecca viene staccata entro 36-48 ore. Le zone a maggior rischio sono prati con vegetazione erbacea e arbustiva ed in boschi a prevalenza di latifoglie. Determinante è la presenza di animali selvatici che rappresentano i serbatoi naturali di alcuni agenti patogeni a trasmissione vettoriale, tra cui Borrelia, Rickettisia delle febbri eruttive, dell’encefalite da zecca eCoxiella burneti. Nei contesti urbani i rischi si hanno nelle aree con vegetazione erbacea e negli ambienti accessibili a cani e gatti. La massima attività delle zecche è nei periodi primaverili ed estivi.

La zecca deve essere rimossa immediatamente dalla cute, afferrandola saldamente con una pinzetta, tirandola e nello stesso tempo effettuando una piccola rotazione per evitarne la rottura. Se il rostro dovesse rimanere all’interno, deve essere estratto con l’aiuto di un ago sterile. Prima dell’estrazione
non applicare mai calore o sostanze tossiche per la zecca, come alcol, vaselina poiché inducono nella zecca un rigurgito, con un forte aumento del rischio di trasmissione di agenti patogeni.

Solamente dopo l’estrazione disinfettare la parte lesionata avendo l’accortezza di non usare prodotti che tingano la pelle, potrebbero nascondere segni dell’infezione. Occorre poi spremere la lesione onde favorire il sanguinamento e la fuoriuscita del contenuto della tasca trofica ed avvisare il pediatra o il medico curante nel caso di un adulto, che suggerirà di seguire un periodo di osservazione di circa 30-40 giorni per individuare tempestivamente l’eventuale comparsa di segni e sintomi d’infezione.

La reazione infiammatoria è causata dai secreti salivari composti da diverse sostanze con attività anestetica, rubefacente, anticoagulante e dalla reazione stessa del soggetto punto. La potenziale pericolosità della zecca deriva dalla sua capacità di veicolare all’uomo agenti infettivi e di
funzionare come serbatoio naturale del patogeno garantendone la replicazione all’interno dell’organismo. Fra i patogeni trasmessi ricordiamo:

  • Borrelia burgdorferi s.l, responsabile della
    malattia di Lyme, che appare con un iniziale eritema circolare attorno alla
    puntura dopo un paio di settimane, per passare poi, negli stadi successivi, a
    dolori muscolari e ossei, con possibili disturbi cardiaci ed infine, se non
    curata, allo sviluppo di un artrite cronica. Raramente può influire sul sistema
    nervoso.
  • Rickettsia conorii israeli , agente della febbre
    eruttiva, la cui trasmissione avviene oltreché dalla saliva inoculata con il
    morso, anche dalle feci e dalle goccioline di fluido emesso dalle
    articolazioni. Evitate, quindi, di manipolare le zecche a mani nude e prestate
    la massima attenzione a non romperle.
  • Rickettsia slovaca, responsabile della sindrome
    TIBOLA, che porta spossatezza, artralgia e senso di affaticamento.
  • Arbovirus, agente dell’encefalite da zecche,
    presente in foci endemiche nel Nord-Est dell’Italia e in tutta l’Europa
    settentrionale e dell’Est.

La prevenzione si fonda su norme comportamentali, quali:

  • Non frequentare i passaggi della fauna selvatica.
  • Preferire sentieri con vegetazione bassa.
  • Evitare di sedersi a terra su foglie o erbe secche.
  • Indossare abiti chiari che rendono più agevole l’individuazione delle zecche.
  • Indossare scarpe alte e pantaloni lunghi.
  • Evitare di creare con gli abiti strascichi (es. maglie legate in vita)
  • Ispezionare sempre il corpo del bambino, oltre che il proprio, dopo un’attività all’aria aperta.

L’utilizzo di insetto-repellenti è importante se si va in aree infestate di zecche oppure dove sussiste un elevato numero di casi di malattia da zecca, mentre è fondamentale, per la nostra prevenzione, usarli abitualmente sui nostri animali domestici, almeno, per tutto il periodo estivo.

I principi attivi sono essenzialmente tre:

  • DEET: molecola
    particolarmente attiva, il cui impiego deve essere diversificato a seconda dell’età: mai usato sotto i 6 mesi, in concentrazioni inferiori al 10% fra i 6 mesi e i 2 anni con una sola
    applicazione giornaliera, mentre le stesse concentrazioni possono essere utilizzate tre volte al giorno in bimbi fra i 2 ed i 12 anni. Oltre i 12 anni la concentrazione può aumentare, senza superare il 30%, sempre 3 o 4 volte al giorno. I prodotti a base di DEET possono essere impiegati sulla cute o anche sugli abiti.
  • PICARIDINA: più sicura sotto il profilo tossicologico, tuttavia è temporalmente meno attiva.
  • PERMETRINA: garantisce una protezione al 100%. I prodotti a base di p. devono essere utilizzati solo sugli abiti e mai direttamente sulla cute.

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Paola Santagata

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