LA VITA E’ NELLE NOSTRE MANI

LA VITA E’ NELLE NOSTRE MANI

Come affrontare un arresto cardiaco improvviso

Cos’è la morte improvvisa?

La morte cardiaca improvvisa è definita come una morte inattesa per cause cardiache che si verifica entro un’ora dalla comparsa dei sintomi (tachicardia, dolore toracico, affanno, nausea, vomito, ecc) o anche senza l’insorgenza di sintomi. La definizione e l’intervallo di tempo fra l’insorgenza dei sintomi e l’evento fatale, ovvero l’arresto cardiaco, è molto discussa nel panorama scientifico: ciò che pone difficoltà è il fatto che almeno l’80% degli eventi avviene a domicilio e più del 40% senza la presenza di testimoni. Questo rende impervio definire l’evoluzione dell’evento e la sua causa scatenante.

La maggior parte degli episodi di morte cardiaca improvvisa colpisce uomini adulti con fattori di rischio cardiovascolare (fumo, diabete, obesità, sindrome metabolica, diabete, ipercolesterolemia, ecc.) ed è generalmente attribuibile alla cardiopatia ischemica.

La morte cardiaca improvvisa nei giovani è, tuttavia, un evento raro, e spesso sottovalutato. Nella maggior parte dei casi, durante un esame autoptico vengono individuate anomalie cardiache come: cardiomiopatia ipertrofica o dilatativa, displasia aritmogena del ventricolo destro, miocarditi, anomalie cardiache congenite, stenosi dell’arteria polmonare, sindrome di Brugada, sindrome di Wolff-Parkinson-Wythe, sindrome del QT lungo.arresto-cardiaco

Cosa possiamo fare?

La morte cardiaca improvvisa non è poi così improvvisa. Essa può e deve essere prevenuta.

Ad esclusione delle miocarditi, le patologie precedentemente citate hanno un origine genetica e possono quindi essere congenite (si nasce con esse) o ereditarie (si sviluppano nel corso della vita). Sono pertanto individuabili durante un attento esame cardiaco che comprenda almeno un elettrocardiogramma (ECG) ed un’ecocardiografia. La diagnosi di una qualsiasi di queste sindromi impone un rigoroso monitoraggio cardiaco, un sano stile di vita e l’astenersi da attività fisica intensa. Con il progredire della patologia, sono adoperati farmaci, dispositivi impiantabili (pacemaker o defibrillatori) o in ultima istanza il trapianto.

Le miocarditi sono eventi rari: rappresentano un’infiammazione del muscolo cardiaco e sono, nella maggior parte dei casi, conseguenze di un episodio influenzale (5% degli episodi influenzali si caratterizza per un coinvolgimento cardiaco del virus); spesso decorrono in forma asintomatica, ma possono causare aritmie fatali durante uno sforzo fisico intenso. Ecco perché non si dovrebbero compiere esercizi fisici intensi se non ci si è ancora ripresi da un episodio influenzale.

Come ricordato in precedenza, la morte cardiaca improvvisa colpisce a casa o durante le attività ricreative. Le ambulanze generalmente impiegano otto minuti per intervenire, tuttavia, ogni minuto che passa dopo l’arresto cardiaco, senza prestare soccorso, la probabilità di sopravvivere scende del 10 %.

Dobbiamo puntare sull’istruzione dei cittadini nel fornire il primo aiuto, in attesa dei soccorsi, in caso di eventi cardiovascolari. Tutte le strutture pubbliche, ma anche gli stessi mezzi pubblici, dovrebbero essere forniti di defibrillatori semiautomatici (DAE). Questi sono diventati così facili da utilizzare, che anche un bambino potrebbe adoperarli. Al dispositivo va affiancato un operatore in grado di utilizzarlo correttamente, senza pericolo per il paziente e le persone attorno. Bisognerebbe, quindi, promuovere corsi di rianimazione cardiopolmonare (BLSD – basic life support and defibrillation) rivolti agli occupanti di edifici pubblici come scuole, uffici, poste, cinema, centri commerciali, porti, aeroporti,stadi, forze di polizia. Una corretta rianimazione cardiopolmonare può salvare una vita ancor prima dell’intervento del medico.

FONTE: MORIRE, UN GIORNO, ALL'IMPROVVISO
Precedente BONUS MAMMA DOMANI 2017: REQUISITI E DOMANDA Successivo GLI AVVELENAMENTI