LA MANOVRA DI DISOSTRUZIONE NEL LATTANTE

LA MANOVRA DI DISOSTRUZIONE NEL LATTANTE

I bambini piccoli tendono a portare gli oggetti alla bocca perché così fanno conoscenza dell’ambiente,
hanno una relazione affettiva e gratificante, oltre che nutritiva, e solo in seguito impareranno altre
modalità di esplorazione più “evolute”.
Pertanto è indispensabile che queste attitudini del bambino piccolo siano conosciute dai genitori e non
inibite ma, al tempo stesso, sia evitato che vengano lasciati a portata di mano del bambino oggetti
piccoli o pezzi piccoli di oggetti più grandi che, se ingeriti o inalati possano provocare un soffocamento.

Se però, nonostante le vostre attenzioni, il bambino ingoiasse un oggetto tale da provocare un
soffocamento (cioè vi accorgete che non riesce a tossire né a piangere e diventa tutto rosso) allora dovreste imparare la manovra di espulsione del corpo estraneo che proverete a praticare al vostro bambino CHIAMANDO O FACENDO CHIAMARE COMUNQUE IL NUMERO DELL’EMERGENZA 118 per un eventuale urgente trasporto del bambino in Ospedale (imparate a chiamarlo uno-uno-otto e non centodiciotto,
perché così, in caso di emergenza, lo potrà comporre anche un bambino che abbia da poco
imparato i numeri ).

Coinvolgete nella prevenzione dell’ingestione o inalazione del corpo estraneo tutti coloro che si
occupano del vostro bambino (babysitter, nonni, maestre d’asilo)

COSA NON FARE :

• Non serve a nulla infilare le vostre dita nella gola del bambino allo scopo di farlo vomitare, anzi
tali manovre possono spingere ancor più in basso l’oggetto e rappresentano comunque una
perdita di tempo prezioso
• Non serve ugualmente a nulla afferrare “per i piedi” il bambino e metterlo a testa in giù come
qualche inesperto vi può consigliare

COSA FARE :

1. mettete il bambino sul vostro avambraccio,come nella figura sottostante, appoggiate
l’avambraccio sulla coscia e il bambino posizionato con la testa un poco in basso rispetto al
tronco.
2. applicate 5 colpi fra le due scapole utilizzando il palmo della mano, a distanza di un paio di
secondi uno dall’altro, afferrando bene il bambino con la vostra mano.
3. per quanto riguarda l’intensità della forza da applicare, sappiate che la gabbia toracica del lattante
è molto elastica e quindi può sopportare dei colpi piuttosto energici che hanno lo scopo di
permettergli di respirare spostando il corpo estraneo.
4. se la manovra non sortisce effetto, posizionate il bambino su un piano rigido a pancia in alto,
come nella seconda figura
5. con la mano sinistra estendete il capo del bambino
6. poggiate due dita della mano destra sul torace a metà fra i due capezzoli
7. eseguite nuovamente 5 compressioni (una ogni 2 o 3 secondi)
8. l’intero ciclo può essere ripetuto in caso di insuccesso

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