“LA CARTA DEI DIRITTI DEL NATO PREMATURO”

LO SAPEVI CHE……

“LA CARTA DEI DIRITTI DEL NATO PREMATURO”

I bambini prematuri sono i neonati ad alto rischio perinatale perché nati prima del completamento della 37^ settimana di gravidanza.

Secondo i protocolli medici si individuano tre categorie:

  • i bimbi nati quasi a termine, cioè i bambini nati tra la 37^ e la 39^ settimana che possono andare incontro a qualche problematica in più, sia pure di lieve entità;
  • i bimbi prematuri tardivi che nascono tra la 35^ e la 36^ settimana;
  • i bimbi prematuri gravi che nascono prima della 28^/30^ settimana.

L’Italia è stata la prima a dare voce a quanto strenuamente voluto da Ban Ki-moon – Segretario Generale delle Nazioni Unite – nel 2010 in occasione dell’Assemblea Generale dell’ONU per la Salute delle Donne e dei Bambini.

Dopo pochi mesi è nato il Manifesto dei diritti del bambino prematuro, grazie all’impegno di neonatologi, ginecologi e associazioni di genitori.

All’interno vi è la Carta dei diritti del bambino nato prematuro, un decalogo che rappresenta un importante riconoscimento giuridico per i bambini nati prematuri, ma non solo.

ECCO LA CARTA DEI DIRITTI DEL NATO PREMATURO

Art.1

Il neonato prematuro deve, per diritto positivo, essere considerato una persona

A tutti i bambini nati prima del termine deve essere, quindi riconosciuta la dignità di persona e assicurata un’assistenza adeguata.

Art. 2

Tutti i bambini hanno diritto di nascere nell’ambito di un sistema assistenziale che garantisca loro sicurezza e benessere, in particolare nelle condizioni in cui configurino rischi di gravidanza/parto/nascita pretermine, di sofferenza feto-neonatale e/o di malformazioni ad esordio postnatale.

Art. 3

Il neonato prematuro ha diritto ad ogni supporto e trattamento congrui al suo stato di salute e alle terapie miranti al sollievo dal dolore. In particolare ha diritto a cure compassionevoli e alla presenza dell’affetto dei propri genitori anche nella fase terminale.

Con questo articolo si sottolinea l’importanza delle terapie volte ad alleviare il dolore. Fino ad alcuni anni fa, infatti, si riteneva che, a causa dell’immaturità delle fibre nervose, i bimbi nati pretermine non provassero dolore. Così tutti gli interventi, anche quelli più invasivi, venivano effettuati senza analgesia.

Art. 4

Il neonato prematuro ha diritto al contatto immediato e continuo con la propria famiglia, dalla quale deve essere accudito. A tal fine nel percorso assistenziale deve essere sostenuta la presenza attiva del genitore accanto al bambino, evitando ogni dispersione tra i componenti il nucleo familiare. 

Art. 5

Ogni neonato prematuro ha diritto ad usufruire dei benefici del latte materno durante tutta la degenza e, non appena possibile, di essere allattato al seno della propria mamma. Ogni altro nutriente deve essere soggetto a prescrizione individuale quale alimento complementare e sussidiario.

Art. 6

Il neonato prematuro ricoverato ha il diritto di avere genitori correttamente informati in modo comprensibile, esaustivo e continuativo sull’evolvere delle sue condizioni e sulle scelte terapeutiche.

Art. 7

Il neonato prematuro ha il diritto di avere genitori sostenuti nell’acquisizione delle loro particolari e nuove competenze genitoriali.

Questo significa che i neo genitori devono ricevere un adeguato supporto emotivo – consulenze psicologiche e sostegno offerto dai gruppi di auto-aiuto composti da coppie che hanno vissuto la stessa esperienza. I genitori devono essere accompagnati anche nell’acquisizione delle competenze “pratiche” che serviranno loro per accudire il neonato.

Art. 8

Il neonato prematuro ha diritto alla continuità delle cure post-ricovero attraverso un piano di assistenza personale esplicitato e condiviso con i genitori, che coinvolga le competenze sul territorio che, in particolare, preveda, dopo la dimissione, l’attuazione nel tempo di un appropriato follow-up multidisciplinare, coordinato dall’équipe che lo ha accolto e curato alla nascita e/o che lo sta seguendo.

Il follow-up è un lavoro multidisciplinare che prevede la collaborazione tra azienda ospedaliera e territorio e il coinvolgimento di diverse figure professionali – neonatologo, pediatra e, in base alle problematiche di salute, neuropsichiatra infantile, ecografista, oculista, audiologo ortopedico ecc.

Art. 9

In caso di esiti comportanti disabilità di qualsiasi genere e grado, il neonato ha il diritto di ricevere le cure riabilitative che si rendessero necessarie ed usufruire dei dovuti sostegni integrati di tipo sociale, psicologico ed economico.

Art. 10

Ogni famiglia di neonato prematuro ha il diritto di vedere soddisfatti i propri speciali bisogni, anche attraverso la collaborazione tra Istituzioni ed Enti.

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