KAKA’, LETTERA DI UN GIOCATTOLO AGLI ADULTI

Cara redazione di Preveniamo insieme,

mi chiamo Kakà, ho quasi 13 anni e sono il giocattolo preferito della mia padroncina, Emma di quasi 11 anni. Arrivai a casa in dono alla sorellina più grande, ma tra di noi non nacque mai una grande simpatia, così rimasi sulle mensole della cameretta per qualche anno, spolverato di tanto in tanto..finché, arrivata Emma, qualcuno quasi distrattamente mi pose nella sua culla. La piccolina mi guardò con quei suoi occhioni blu, poi iniziò a farmi tante carezze con quelle sue manine cicciottelle..a poco a poco diventammo inseparabili.

Con non poco orgoglio, mi ritengo insostituibile e la mamma, l’ha capito sapete, e mi tiene come una reliquia.. ogni tanto mi restaura, qualche punto qua e là .

Sono stati anni bellissimi, ma ahimè molto faticosi, le mie lunghe orecchie sostituivano spesso il ciuccio… Dal dottore, poi, per la paura venivo strizzato come un limone, e poi il freddo ai giardini in inverno, la sabbia della spiaggia in estate…

All’asilo ho conosciuto tutti gli amichetti di Emma, le maestre; ho assaggiatola cucina della mensa ed ogni venerdì un giro in lavatrice non me lo toglieva nessuno. Ho aiutato la mia piccolina ad addormentarsi ovunque, in macchina, in treno in aereo, nel lettino e anche nel lettone.. perché si sa la mamma è la mamma.. ma io sono Kakà; ho imparato a memoria tutti i libri di fiabe e di alcuni cartoni animati, ormai, conosco le battute a memoria..

Per una brutta influenza finimmo in ospedale e credetemi, se non ci fossi stato io.. come avrebbe fatto la mia piccina..

In tutti questi anni ho visto entrare in casa tantissimi giochi: altri peluches, bambole, giochini elettronici, pattini, bicicletta.. ma io non sono mai stato messo da parte, anzi spesso Emma mi coinvolgeva nei suoi giochi, così diventavo il cagnolino di ciccio bello, il cavallo di Barbie.. (che fantasia la ragazza!).

Crescendo ci siamo appassionati ai giochini elettronici, sapeste a cinque anni come usava il computer! alcuni di questi giochi cercavano di riprodurre il rapporto affettivo che si instaura tra esseri viventi , ricordo un gioco in particolare dove bisognava accudire alcuni cavallini, dar loro da bere, da mangiare, lavarli con il rischio di creare una dipendenza. Per fortuna la mamma di Emma è sempre stata molto attenta, facendo capire che i cavallini non erano reali e non sarebbero morti per colpa sua..

Se la mia opinione di giocattolo conta..posso dire che i bambini hanno bisogno di stimolare la fantasia, avranno tempo per diventare esperti di informatica, e noi giochi tradizionali in questo non abbiamo rivali..bastano due bambole per giocare a mamma e figlia, una barbie per diventare una principessa, qualche pupazzo, come me, per trasformare la stanza in uno studio veterinario, una foresta incantata..

ah dimenticavo il mio storico socio: il mattoncino della lego..generazioni e generazioni di bimbe e bimbi sono cresciuti costruendo nella propria cameretta stazioni spaziali, città, castelli.

Noi giochi tradizionali non passeremo mai di moda, resisteremo all’attacco informatico, perché i bimbi hanno bisogno di sogni, di inventare e creare mondi fantastici..e solo noi riusciamo ad interpretare, in pochi istanti il copione che i nostri padroncini ci hanno preparato.

Infine un appello, a nome di tutti i giochi chiedo a mamme, papà e nonni di non delegare esclusivamente a noi il momento del gioco. I bimbi hanno bisogno di condividere questi momenti con chi amano; infondo a quale adulto non fa piacere ritornare bambino per qualche ora?.. e poi lasciate che i bimbi si sporchino! Non si può pitturare senza macchiarsi qua e là, imparare ad andare in bicicletta senza cadere, fare costruzioni di sabbia senza insabbiarsi! Il momento del gioco è un momento libero ed i bimbi hanno tanta fantasia da sentirsi principi e principesse senza essere vestiti da cerimonia!

Oggi la mia Emma è grande, ma quando va a dormire dalle amichette..io rimango il primo della lista ad essere messo in borsa..e questo mi fa tanto piacere e tanta tenerezza..

Un caro saluto Kakà.. kaka

Precedente UNA MAMMA RACCONTA...I PRIMI MOMENTI CON I FIGLI Successivo RECENSIONE FILM“INFERNO” DI RON HOWARD