GENITORI E REGOLE

logo-grazianoGENITORI E REGOLE

La nostra generazione si interroga e si documenta molto sull’educazione dei figli , su cosa sia efficace e cosa non lo sia, cosa possa causare danni che influenzeranno la crescita per sempre o se esistano ricette educative che ci salvino miracolosamente dalle difficoltà.

Nelle vecchie generazioni le regole trasmesse ai figli non venivano messe in discussione e non si ci interrogava più di tanto sull’efficacia o la loro necessità .

Parlare di regole oggi è importante poiché ci troviamo in un momento sociale particolarmente difficile dove i giovani di oggi hanno gravi carenze di “fantasia ideativa”, come cita Galimberti ( uno dei maggiori psicoanalisti e filosofi del nostro secolo) e dove manca il contenimento,.

Mancanza di fantasia ideativa significa la difficoltà a crearsi le proprie idee ad alimentare la fantasia e la creatività, cioè tutte quelle caratteristiche che ci permettono di divenire individui adulti e con una propria individualità salda e sana.

Manca l’idea del contenimento, ma in una società c’è bisogno di vivere seguendo alcune regole: ciò e il fondamento che ci permette di riconoscere che esistono gli altri. Galimberti parlava di regole sociali, quelle che noi viviamo e a cui ci prepariamo imparando a vivere in famiglia.

La trasmissione delle regole avviene già nella prima infanzia; il genitore limita e contiene il figlio prima fisicamente quando è neonato poi man mano che cresce il contenimento fisico è associato a quello verbale e nell’età prepubere e seconda infanzia alla spiegazione del perché ci sono regole da seguire.

E’ comprensibile che non si trasmettano allo stesso modo le regole ad un bimbo in età da scuola materna piuttosto che ad un adolescente. Ciò che è chiaro e che non è più possibile un intervento educativo sui limiti in adolescenza se non lo si e fatto fin dall’infanzia.

Non esistono sfortunatamente ricette per farlo anche perché ogni famiglia e ogni coppia avrà delle regole interne , spesso ereditate dalle rispettive famiglie: la cosa basilare perché ciò funzioni e la condivisione delle regole.

Punto di partenza di ogni coppia di genitori dovrebbe essere la riflessione attenta del perché quella regola per noi è importante e va trasmessa. A volte ci portiamo in eredità quelli che in terapia sistemica si chiamano i “Miti familiari”, ossia regole importanti della nostra famiglia di origine .

Nessuna coppia è d’accordo completamente sulla scelta delle regole, ma bisogna mediare e trovare un compromesso che metta i genitori d’accordo, sì da evitare che i figli sentano un eventuale disaccordo tra i due.

Si può verbalizzare ai figli che mamma e papà non si trovano d’accordo su quale regola o punizione sia da dare e che hanno bisogno di tempo per decidere tra di loro. Vale la pena soffermarsi un momento sulle punizioni. A volte divengono un mezzo per scaricare la nostra frustrazione come genitori di non aver raggiunto un obiettivo, ma è bene riflettere in coppia se sia funzionale dare una punizione e quale messaggio vogliamo trasmettere ai nostri figli. In ogni caso non aspettiamoci che alla punizione segua un comportamento come ci aspettiamo per sempre: più i figli sono grandi e più è preferibile aiutarli a vedere dove hanno sbagliato e trovare punizioni “creative” che gli facciano comprendere il motivo di un comportamento sbagliato. Per esempio ad un bambino che non tiene in ordine la camera e non collabora si possono far sperimentare una serie di compiti per comprendere quanto sia difficile e pesante il compito dei grandi, collaborando attivamente in compiti che sono solitamente dei grandi come lavare i piatti. Ovviamente ciò presuppone il fatto che il bambino abbia già una coscienza morale che si acquisisce solo verso i 9/10 anni. Più il bambino è piccolo più funziona la regola dello stimolo positivo o negativo, cioè ad un comportamento indesiderato segue una privazione o una piccola frustrazione: per esempio se un bimbo in età da scuola materna usa un gioco in modo non adeguato magari contro gli altri bambini togliere il gioco e dire no è il primo passo.

Le regole ci permettono di vivere nella società vediamo perché sono importanti:

Le regole ci danno contenimento e sicurezza

Permettono ai bambini di sperimentare e poi arrivare a gestire la frustrazione.

Educa i bambini a non avere tutto nell’immediato come desidera la legge del bambino.

Il limite lo aiuta il bambino ad uscire dal proprio normale egocentrismo.

Le funzioni del limite e delle regole è necessario per la formazione dell’identità adulta.

Perché nelle generazioni precedenti era più facile trovare delle regole familiari senza avere dubbi sulla loro efficacia educativa? Nelle generazioni passate le regole erano riferite alla morale del tempo o a concetti religiosi; oggi il discorso si è ampliato e gli studi di settore fanno emergere come certe posizioni o comportamenti degli adulti non portino a nessun giovamento o efficacia educativa.

Qualche piccolo suggerimento.

Teniamo presente che spesso tendiamo a dare regole quando c’è un conflitto in atto con i nostri figli, se non ci fermiamo ad osservare cosa sta succedendo nella nostra relazione affettiva con loro rischiamo di dare regole o imporre limiti inutilmente.

Facciamo un esempio: Alessia, figlia unica di due anni, con due genitori che provengono da due famiglie molto rigide dal punto di vista normativo, vuole mangiare poco prima di cena un pacco di patatine. Dopo il no dei genitori che le spiegano che l’ora di cena è vicina segue una protesta con urla, calci in terra La madre e il padre la prendono in braccio per calmarla le rispiegano il motivo e continuano a cercare di consolarla per evitare la frustrazione.

I genitori stanno mettendo in atto un comportamento che risente dell’eredità dei rispettivi genitori, cioè cercano di essere diversi forse troppo. Siamo dinnanzi ad un capricci, alla frustrazione attraverso la quale ogni bambino deve passare per crescere e divenire adulto.

Allora, abbiamo detto che ciascuno trova il suo stile, ma in questo caso va benissimo dare la spiegazione del perché non si può ma poi Alessia va lasciata sola a “sbollire” la sua frustrazione, altrimenti probabilmente nel primo caso la bambina legge la paura di sbagliare dei genitori e inconsciamente ne approfitta.

L’apprendimento delle regole è un processo lento, ciascun bambino ha i suoi tempi, non dobbiamo farci prendere dalla paura che ciò non avverrà ed è fondamentale il nostro esempio anche perché in realtà se noi non spiegassimo nulla ai nostri figli apprenderebbero comunque dal nostro comportamento.

Per ultimo rimane fondamentale il confronto con il coniuge. A volte ci sfuggono degli aspetti relazionali con i figli che solo il nostro partner ci può far notare. Certo, questo è possibile solo dove la coppia è ben salda, altrimenti oltre ai conflitti con i figli emergono i conflitti coniugali e ciò è estremamente pericoloso: le famiglie e le coppie si sfaldano per questi motivi.

Dottoressa Elisabetta Grazianogenitori-e-regole-pdf-x-foto

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