I DISTURBI DEL SONNO

I disturbi del sonno, cosa fare..

I disturbi del sonno sono eterogenei e possono essere associati ad altri disturbi per questo motivo è preferibile una valutazione diagnostica per capire a quali problematiche sono riconducibili. 

Nei disturbi da insonnia la persona non riesce a dormire in modo sufficiente, può avere problemi ad addormentarsi oppure si sveglia troppo presto la mattina. Il giorno dopo la persona appare irritabile e stanca e incapace di pensare con chiarezza.

Per fare diagnosi di disturbo di insonnia le difficoltà del sonno devono essere frequenti e causare sofferenza clinicamente significativa e notevole compromissione.

Nei bambini e negli adolescenti i disturbi del sonno possono presentarsi in forme diverse, spesso associati a stati ansiosi o a situazioni familiari critiche.

Disturbo circadiano del ritmo sonno veglia.

Il bambino non riesce ad addormentarsi quando vorrebbe , magari in concomitanza dl rientro dalle vacanze estive a scuola oppure alla vigilia di esami o di passaggi significativi dalla scuola primaria a schema sonno veglia regolare, talvolta sono situazioni fisiologiche di passaggio che si risolvono autonomamente.

Disturbo da ipersonnolenza

Nonostante il bambino dorma oltre le nove ore continua a sentirsi stanco e fa continui sonnellini nella giornata, bisogna sempre indagare a fondo con il proprio pediatra poiche possiamo essere in presenza di disfunzioni del sonno di tipo neurologico.

Esiste , per esempio, una rarissima malattia neurologica che si chiama sindrome di kline levine che ha esordio in adolescenza e si manifesta con episodi di sonnolenza mista ad episodi maniacali.

Apnea nel sonno.

Alcune bambini hanno notevoli difficoltà durante il sonno, che si manifestano con il russare rumoroso, respiro affannoso, lunghi periodi di apnea e frequenti risvegli. In questo caso è bene escludere un altro disturbo del sonno già in atto, un disturbo di tipo neurologico o medico (asma).

Disturbo del sonno non Rem.

Si manifesta con terrore notturno o episodi di sonnambulismo…nei bambini è più frequente e tende a risolversi velocemente.

Disturbi da incubi.

L’individuo fa frequenti e continuativi incubi terribili che raffigurano eventi terrificanti e minacciosi. Gli incubi devono essere frequenti e persistenti e causare gravi compromissioni del sonno. Nei bambini sono anch’essi più frequenti e tendono a svanire.

Disturbo comportamentale del sonno Rem.

Il soggetto non subisce la normale paralisi notturna durante il sonno REM ma invece è in grado di mettere in atto i sogni tramite movimenti e vocalizzazioni.

Solitamente nei bambini e negli adolescenti si assiste a difficoltà nell’addormentamento o in risvegli precoci, queste due situazioni non sono veri e propri disturbi ma campanelli di allarme che ci fanno pensare che il bambino non stia bene emotivamente, oppure che ci siano dinamiche familiari o eventi che possono causare stati ansiosi.

L’avvio del sonno

Il momento della nanna è un momento cruciale, il bambino si deve separare dai genitori e deve stare da solo il bambino può vivere questo momento come particolarmente ansiogeno, può pretendere che i genitori rimangano con lui, può piangere, oppure rifiutarsi di andare a letto.

Nei bambini più grandi 8/12 anni si manifesteranno fobie o paure specifiche ( paura del buio, dei mostri, eccetera).

Spesso il momento di andare a letto è ansiogeno anche per i genitori, talvolta perché si è stanchi e la messa a letto si pretende avvenga velocemente, oppure perché i genitori che magari sono fuori per lavoro non vorrebbero mettere presto i propri figli a letto.

Degli orari prestabiliti non casuali sono essenziali non solo per una messa a letto senza problemi ma anche per favorire un buon riposo nei bambini.

Piccoli accorgimenti possono aiutare come la presenza di una luce notturna o il racconto di una fiaba prima di andare a letto.

Il mantenimento del sonno

Spesso nei bambini il sonno è interrotto a causa di malesseri tipici dell’infanzia , tosse raffreddore, o condizioni mediche più serie come asma o problemi respiratori.

Gli incubi in infanzia sono la causa di molti risvegli in età pediatrica.

Una sintomatologia che spaventa tantissimo i genitori è il cosi detto Pavor: il bambino presenta degli episodi di risveglio accompagnati da urla di terrore. Il bambino si risveglia all’improvviso urlando appare terrorizzato e dopo poco tempo rincomincia a dormire.

Il pavor è un campanello di allarme che qualcosa sta succedendo a livello psicologico.

I pediatri spesso rassicurano giustamente i genitori dicendo che è una sintomatologia che con la crescita tende a scomparire ma noi sappiamo che corrisponde comunque ad uno stato di malessere del bambino .

Sappiamo che le cause psicologiche incidono sul ritmo sonno veglia e nell’infanzia alcuni passaggi delicati come la separazione dai genitori o il cambiamento di ciclo scolastico, per esempio il passaggio dalla scuola d’infanzia alla primaria possono incidere.

Per semplificare porto un esempio di un caso : si presenta da me una famiglia composta da madre , padre e un bambino piccolo di tre anni che sta iniziando l’inserimento alla scuola materna.

La madre ha smesso di lavorare alla nascita di Matteo per seguire fino al momento dell’asilo il piccolo.

Fila tutto liscio fino al momento del primo mese di inserimento al nido che per altro coincide con la morte improvvisa di un nonno.

Il bambino inizia a manifestare i primi sintomi del pavor…. Frequenti risvegli, anche tre volte a settimana con urla e comportamenti aggressivi.

In questo caso è comprensibile che per il piccolo Matteo ci sono due difficili momenti della crescita : uno è il momento del distacco della madre per entrare alla scuola di infanzia e l’altro la prima perdita dalle figure familiari…la perdita di un nonno.

I bambini non riescono ad esprimere come noi adulti le loro preoccupazioni o elaborare come gli adulti gli stati d’animo, talvolta vanno aiutati non solo dallo psicologo ma anche dai genitori.

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