I disturbi del comportamento alimentare

I disturbi del comportamento alimentare: anoressia, bulimia e nuove forme..

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) rappresentano una patologia frequente tra i giovani. Ormai tutti conoscono, o pensano di conoscere, le forme più frequenti: l’anoressia e la bulimia.

Una  diagnosi  precoce  e  un  intervento  terapeutico corretto, centrato non solo sul comportamento alimentare ma anche sullo studio dei possibili disagi di origine psichiatrica e psicologica, sono fondamentali per una buona riuscita della cura.

La classificazione attuale di questi disturbi riconosce due sindromi principali: l’Anoressia Nervosa e la Bulimia Nervosa. Esistono forme meno note e tuttora in via di definizione tra gli esperti quali la ortoressia, la bigoressia e la“drunkoressia, Vediamo nel dettaglio le caratteristiche ed i sintomi di queste patologie. Ricordiamo, innanzitutto, che l’anoressia e la bulimia sono malattie quasi esclusivamente femminili. Hanno una frequenza stimata tra lo 0,5% per l’anoressia e l’1% per la bulimia.

La frequenza è in continuo aumento nei paesi più industrializzati.  Ed esiste purtroppo una mortalità stimata sul 18% per l’anoressia e dal 1 al 3% per la bulimia.

L’anoressia riconosce due picchi di età a 14­15 anni, in quella fase dello sviluppo in cui il corpo assume una posizione centrale nella assunzione della identità,  ed uno successivo,  nella seconda parte dell’adolescenza, intorno ai 18 anni, età in cui il soggetto si trova confrontato con una separazione,  fisica o psichica, dall’ambiente familiare oltre a dover determinare il suo orientamento scolare e professionale e a sviluppare una propria autonomia sociale.  Sono comunque descritte forme prepuberali, che insorgono prima dei primi cambiamenti somatici della pubertà, e prima delle mestruazioni.

La bulimia esordisce tra i 15 e i 18 anni ed inizia spesso a seguito di una dieta dimagrante e a volte segue una fase di anoressia. Si manifesta con il circolo  dieta­abbuffata­vomito­dieta.

La bulimia è caratterizzata da abbuffate  seguite  da  comportamenti  di  compensazione  (vomito autoindotto,  lassativi,  diuretici, intensa attività fisica. Tutto teso ad evitare che l’ingestione di cibo determini un aumento del peso corporeo.

Caratteristica dell’anoressia nervosa è la magrezza eccessiva determinata da un comportamento alimentare ostinatamente finalizzato al dimagrimento o al mantenimento di un peso inferiore a quello normale. Esiste una una distorta percezione corporea ed una ossessione per i peso.

il cibo che vien, così, percepito come un nemico che può danneggiare o trasformare il corpo.

Nelle ragazze che hanno le mestruazioni si perde il ciclo mestruale (amenorrea), mentre nei maschi si oosserva un arresto dello sviluppo sessuale.

Le anoressiche sono delle perfezioniste, determinate,  ed appaiono piene di energia, si sottopongono a sforzi fisici continui e cercano di primeggiare. E’ necessario che ai primi segnali la

 famiglia comunichi con il medico curante che consigli centri adeguati. E’ necessaria una stretta collaborazione tra operatori sanitari e famiglia con interventi che debbono agire globalmente e non solo sul comportamento alimentare ma anche sul disagio, sulle emozioni sulla ossessività del pensiero, sulla sofferenza e depressione (centrando gli obiettivi sulla famiglia).

Il trattamento deve essere multidisciplinare ed integrato e richiede l’intervento di più figure professionali oltre al medico curante di psichiatri, psicologi, nutrizionisti, specialisti in medicina interna etc.

L’ortoressia e la bigoressia sono forme, ampiamente diffuse, ma, scientificament,e in via di definizione. L’ortoressia e’ l’ossessione per il cibo puro, sano, del quale non si puo’ fare a meno per il timore di ammalarsi mentre la bigoressia e’ caratterizzata dalla preoccupazione, in uomini visibilmente muscolosi, di essere troppo magri e poco prestanti. Tra i fattori di rischio che predispongono un uomo ai disturbi alimentari vi sono episodi traumatici, obesita’ infantile, omosessualita’, attivita’ sportiva svolta con eccessiva competizione.
La bigoressia deriva dal termine inglese big ovvero grande/grosso. Conosciuta anche come vigoressia, questa condizione ha, CONTRARIAMENTE ALLA ANORESSIA, una prevalenza maggiore nel sesso maschile ed in particolare tra frequentatori di palestre e appassionati di body-building, abitudini queste ultime in aumento tra le nuove generazioni. Attualmente, questo disturbo non è incluso NEL MANUALE DI DIAGNOSTICA PSICHIATRICA (del DSM-IV) come categoria diagnostica a sé stante, ma si discute se debba essere inquadrato tra i Disturbi dell’Alimentazione o come sottotipo di disturbi della percezione corporea,

Come nei disturbi del comportamento alimentare classici, l’autostima viene fatta dipendere direttamente dalla propria forma fisica tradendo la presenza di un disturbo identitario più profondo. L’insoddisfazione, l’ansia e la perdita dell’autostima derivati dalla convinzione di essere poco muscolosi spingono questi ragazzi ad allenarsi sempre più, con l’intento di aumentare la massa muscolare ed eliminare la massa grassa. Se protratta, compromette la propria vita socio-lavorativa: tutte le attività le attività (lavoro svago, divertimento) sono sacrificate per fare allenamento in palestra o per non trasgredire prescrizione dietetiche.

Le principali complicanze mediche associate ad un quadro di bigoressia sono riconducibili ad una condizione di sovrallenamento per cui può comparire stanchezza, faticabilità e turbe del ritmo cardiaco anche a riposo. Può comparire dolore muscolare, tendiniti e problemi articolari oltreché a un calo del peso e a turbe del sistema immunitario.

.La «drunkoressia», l’anoressia da «happy hour» è la nuova spia del disturbo alimentare: si risparmiano calorie per potersi «permettere» i drink. I ragazzi si sottopongono a digiuni anche 24, 48 ore assumensdo solo acqua e fumando sigarette per tenersi in piedi fino a sera, rito pre-happy hour e poi via alla serata passata a bere superalcolici a stomaco quasi vuoto, unica concessione qualcosa dal buffet dell’aperitivo. In questo caso l’ astinenza dal cibo è connessa al potersi permettere l’abbuffata alcolica. Perchè chi soffre di anoressia è consapevole delle calorie presenti in un cocktail, ma deroga alle rigide regole alimentari che si impone per cedere al fascino dell’alcol, disinibente e facilitatore dei rapporti sociali. E lo fa solo attivando meccanismi preventivi di compensazione. Una sorta di dieta in cui il cibo è sostituito dal bicchiere.

La tendenza a eccedere con l’alcol è molto diffusa fra anoressiche e bulimiche

Ricordiamo che  L’identikit della ragazza anoressica è quello di ragazze che vanno bene a scuola, si vestono bene e sono quasi sempre perfezioniste. Sono informatissime su diete e cibi ipocalorici, visitato tutti i siti Internet dedicati alla salute e al benessere. Nelle sale di attesa hanno una bottiglia d’acqua nella borsa, utile per reintegrare i liquidi». Dal medico, negano la malattia, chiedono spesso lassativi e diuretici, riferiscono vari problemi fisici quali tra cui importante è la scomparsa delle mestruazioni. Fanno attività fisica e si sottopongono a programmi di attività fisica per tenersi in forma. Fanno danza e palestra e non disdegnano sport durissimi, come quelli di moda adesso, quali hydrospinning e acquagym».

Se accompagnate dai genitori, emergono subito i conflitti. Padre spesso assente e e madri poco affettive o oppressive . Non serve metterle di fronte al loro basso peso in quanto hanno una percezione alterata del loro corpo e si vedono grasse anche quando l’ago della bilancia le contraddice. Alla base c’è sempre un disagio. Insicurezza, difficoltà a interagire con i coetanei, qualcosa che le spinge a farsi del male.

Concludo, citando in causa anche i modelli della moda che contribuiscono con minigonne, taglie piccole e magliette strette ad alterare il concetto di bellezza e salute fisica

Cosa fare? Per prima cosa sentirci tutti coinvolti: genitori, medici e soprattutto istituzioni con campagne mirate senza appoggiare stili di vita eccessivi(vedi campagne pro alcool o pro notti bianche , da evitare e insistendo su modelli di estetica, bellezza, giovanilismo ecc.). Secondo, non meno importante saper riconoscere i primi sintomi e affrontarli. Spesso come genitori tendiamo a non voler vedere un problema, a delegare ad altri le responsabilità, sappiate che questo non aiuta i nostri figli anzi li danneggia ulteriormente e soprattutto non giustifichiamoli.

Paola Santagataanoressia

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