HO DELLE ANSIE ANSIOSE

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I disturbi di ansia nel bambino

E’ sempre più frequente la richiesta di aiuto di genitori a fronte di comportamenti a prima vista, poco comprensivi dei propri figli. Cosa succede? Perché non riconosciamo questi atteggiamenti nel nostro bagaglio di esperienze?

Non abbiamo timore, certe volte possiamo dare un nome a questo fenomeno.

Si potrebbe trattare di disturbi di attacco di panico e d’ansia, che sono una realtà sempre più in aumento tra gli adulti e di conseguenza anche tra i bambini.

In parte la spiegazione di un tale aumento è conseguenza del momento nel quale viviamo, dove abbiamo sempre più a che fare con situazioni precarie nel mondo  del lavoro, nella vita quotidiana e nel mondo che ci circonda: gli adulti di oggi hanno molte meno certezze di un tempo.

I disturbi che ci colpiscono a livello psichico sono strettamente legati al periodo storico che viviamo: il filosofo francese Miguel Benasayag definisce il nostro tempo come l’epoca delle “passioni tristi”, viviamo spesso il futuro non come aspettative ma come minacci.

E’ inevitabile che tutta questa incertezza venga trasmessa alle nuove generazioni e quindi ai nostri figli. E’ anche vero che è riduttivo spiegare l’aumento dei disturbi di ansia solo da una prospettiva psicologica e dobbiamo tenere presente che ogni persona che palesa un disturbo di panico o di ansia ha una  sua storia  familiare e psichica che ne svela la particolarità unica.

In sintesi, come spesso accade per ogni disagio, anche i disturbi d’ansia hanno una causa multifattoriale: sociale, familiare, personale (intrapsichica).

Principali disturbi di ansia nell’adulto

Nell’adulto i principali disturbi d’ansia e di panico sono:

  • disturbo da attacco di panico:

nell’adulto il disturbo si manifesta improvvisamente con un senso di terrore senza un motivo apparente; di solito compaiono anche sintomi fisici come tachicardia, sudorazione, nausea. Il soggetto inizierà ad evitare i luoghi dove sono comparsi gli attacchi e questo potrebbe portare in alcuni casi all’Agorafobia (paura degli spazi aperti);

  • disturbo ossessivo/compulsivo (DOC):

le persone che soffrono di questo disturbo presentano sia ossessioni (pensieri intrusivi spesso spaventosi e accompagnati da ansia) sia compulsioni (azioni ripetitive che aiutano a ridurre l’ansia). per esempio una madre con DOC manifestava la paura di poter far del male nel sonno alla figlia neonata, per allontanare l’ansia la svegliava più volte nella notte fino a stare del tutto sveglia;

  • disturbo post traumatico da stress:

è la conseguenza di un trauma piuttosto intenso, e si manifesta con immagini e flashback non solo durante la notte ma durante anche le ore diurne;

  • fobia sociale:

il disturbo si manifesta con il timore di stare in mezzo agli altri, tanto da evitare tutte le situazioni sociali o sopportate con terrore crescente;

  • disturbo di ansia generalizzato:

chi soffre di questo disturbo come recita il DSM V (il manuale di psicopatologia) ha una mente che non si ferma mai, l’ansia causa notevoli disagi sia portando sintomi fisici (mal di testa, nausea..ecc) sia sintomi dell’umore.

Per l’adulto il metodo elettivo per risolvere i disturbi d’ansia è la psicoterapia abbinata al farmaco sintomatico (ansiolitico) laddove l’ansia sia troppo invalidante. Nel caso specifico del disturbo ossessivo compulsiv, se le ossessioni sono troppo angoscianti al farmaco ansiolitico si abbina un antidepressivo.

Ovviamente la parte farmacologica è gestita da uno psichiatra mentre la psicoterapia da uno psicoterapeuta.

I disturbi d’ansia nel bambino

I disturbi di ansia nel bambino si discostano da quelli dell’adulto e sono per la maggior parte legati al periodo evolutivo del bambino; ciò significa che possono scomparire con la crescita.

Ovviamente più il disturbo è invalidante (per esempio nella fobia scolare) più una risoluzione autonoma è improbabile ed in tal caso è opportuno l’intervento di un professionista.

Il più comune disturbo è quello da separazione che si manifesta in coincidenza di momenti cruciali nella vita del bambino come l’inserimento alla scuola materna o elementare.

Durante il percorso evolutivo il bambino necessariamente passa per alcune tappe di crescita obbligatorie e se qualcosa non va liscio, se ci sono episodi e dinamiche particolari in famiglia, quali separazione traumatiche o altre varialbili personali, può capitare che il bambino viva in modo drammatico quella che è una normale tappa di vita.

Vediamo nel dettaglio i principali disturbi di ansia nel bambino:

  • disturbo ossessivo compulsivo:

nei bambini in genere si manifesta meno con la presenza di ossessioni ma nella maggior parte dei casi, con i rituali che servono per controllare l’angoscia, le ossessioni sono dei pensieri dai quali non ci si riesce a liberare: la compulsione è una condotta caratterizzata dalla costrizione ad una certa azioni. Nei bambini con predisposizione ansiosa troviamo i rituali per esempio nel momento di andare a letto, fare le stesse cose preserva il bambino dall’angoscia di separazione dai genitori o dal timore di dormire da solo (avere il bicchiere d’acqua nello stesso posto, la coperta messa in una certa maniera);

  • ansia generalizzata:

di solito si manifesta in occasione di eventi stressanti (inserimento scolastico, separazioni o perdite significative) e possono portare con sé vissuti depressivi, può essere la conseguenza della separazione dei genitori, l’inserimento alla scuola elementare;

  • attacchi di panico:

le paure e i sintomi sono per lo più associati a manifestazioni di tipo somatico (mal di pancia, nausea, vomito, male alla testa);

  • agorafobia:

paura di luoghi nuovi affollati che può sopraggiungere in momenti particolari quando il bambino magari si allontana dai genitori; il timore farà sì che si evitino i luoghi che provocano ansia;

  • ansia da separazione:

si manifesta con ansia e preoccupazione che si presentano in concomitanza alla separazione di figure importanti o solo all’idea che questo possa o stia per succedere;

  • fobie:

sono paure ingiustificate legate ad eventi, oggetti.

Come intervenire?

Se osservate un comportamento che vi preoccupa, oltre al consueto consiglio di chiedere al pediatra di riferimento, potete richiedere una consulenza evitando di ingigantire il problema: talvolta sono manifestazioni normali durante la crescita.

Un intervento sulla famiglia o sul bambino si rende necessario quando l’ansia o la fobia diventa un problema al vivere quotidiano, come nel caso della fobia scolare.

Chiedere una consulenza psicologica come genitori a volte aiuta a vederci più chiaro e a capire se sia necessaria una presa in carico e un percorso terapeutico.

Talvolta fare un lavoro sui genitori, andando a delineare piccole strategie per fronteggiare l’ansia del figlio è sufficiente, solo nei casi più complessi sarà necessaria una presa in carico terapeutica del bambino.

Dr.ssa Elisabetta Grazianocharlie-brown

 

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